Cultura

L’evoluzione degli adattamenti dei videogiochi nel cinema moderno

Le trasposizioni videoludiche sono un esempio di come certe opere possono raggiungere prestigio rispetto agli esordi

L’evoluzione degli adattamenti dei videogiochi nel cinema moderno

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 (Source: Canva editor)

Dalle critiche a veri e propri successi al botteghino.

Il fenomeno delle trasposizioni videoludiche è un esempio di come certe opere possono raggiungere un maggiore prestigio rispetto agli esordi.

Come siamo passati dai disastri alla situazione attuale

La storia dei film tratti dai videogiochi è passata da produzioni di bassa qualità a rifacimenti di altissimo valore commerciale.

Passando anche per l’influenza di generi popolari come i giochi da casino, spesso trasposti sul grande schermo in chiave spettacolare.

Ho attraversato diverse difficoltà nei primi anni.

Come appassionato di cinema, infatti, mi piace ricordare come “ricordo imbarazzante” uno dei primi tentativi di adattamento cinematografico da videogame.

Vale a dire il film “Super Mario Bros” con Bob Hoskins, uscito nel 1993.

Rappresenta infatti forse il peggior tentativo di trasposizione di videogiochi nel cinema poiché lo studio di produzione si sentiva libero dal vincolo di rispettare le tematiche e i contenuti originali.

Creando invece una trama generica, facilmente comprensibile e gradita da un pubblico più ampio e mainstream.

Sulla stessa falsariga (e aggiungerei mancanza di rispetto per la lore) sono usciti i vari “Street Fighter“, “Mortal Kombat” e altre produzioni che tutt’oggi considero indegne.

Anche come esperimenti nei modi di adattare i videogiochi in un nuovo genere cinematografico.

Tralascerei ogni commento sulla produzione del teutonico Uwe Boll, che tratta i film tratti dai videogiochi come uno strumento per pagare meno tasse.

Senza farsi scrupoli sui gravi problemi relativi alla qualità di ciò che presenta.

Anche i giochi, in qualche modo simili ai casinò gratuiti, sono storicamente nati come una delle prime versioni del gambling basato sulle monete: i lettori di schede elettroniche!

L’effetto Resident Evil: alla ricerca del successo commerciale

La situazione cominciò a cambiare con Resident Evil del 2001, diretto da Paul W.S. Anderson.

Sebbene non fosse particolarmente fedele al materiale originale, è comunque riuscito a introdurre un elemento importante.

Le versioni cinematografiche dei videogiochi hanno dimostrato di poter battere i record al botteghino.

Il franchise ha dato vita a 6 film, raggiungendo oltre 1,2 miliardi di dollari.

Dimostrando che il pubblico era pronto ad accogliere positivamente queste trasposizioni.

Questo successo commerciale ha aperto delle porte, ma l’acclamazione della critica è rimasta tiepida.

Gli studi hanno cominciato a capitalizzare sul successo dei videogiochi, ma il loro approccio fondamentale rimaneva ancora imperfetto. 

Il punto di svolta: la comprensione della storia interattiva

L’evoluzione vera e propria è iniziata quando i registi hanno cominciato ad avvicinarsi ai giochi con un rispetto genuino per il materiale sorgente.

Invece di chiedersi: “Come posso trasformarlo in un film?”, hanno cominciato a chiedersi: “Come può questa storia risuonare con milioni di giocatori?”.

Detective Pikachu” (2019) e “Sonic the Hedgehog” (2020) hanno segnalato un cambiamento.

Entrambi hanno abbracciato le proprie radici videoludiche, comprendendo come adattarsi al grande schermo.

Senza sentirsi imbarazzati dai loro predecessori pixelati.

Li hanno adattati con cura.

La nuova età dell’oro: rispetto dei rispettivi mezzi

Oggi le trasposizioni più riuscite hanno capito una cosa fondamentale: giochi e film sono 2 mezzi diversi, caratterizzati da qualità differenti.

Dove il gaming spicca in termini di agenzia del giocatore e immersione, il cinema può permettere esperienze emozionali condensate e narrazioni visuali.

Trasposizioni recenti come “Uncharted” (2022), pur non perfette, stanno dimostrando che Hollywood nutre una rinnovata comprensione di ciò che rende significativo e importante il gaming.

Con le produzioni in arrivo di “Borderlands” e “Fallout“, si prefigura una linea che potrebbe continuare a crescere.

Avvalendosi del lavoro di alcuni dei più importanti registi e attori.

Fondamentalmente: un mutuo profitto

È interessante notare come il rapporto tra giochi e cinema sia diventato mutuamente vantaggioso.

Se da un lato i videogiochi vengono utilizzati come fonte per adattamenti cinematografici, dall’altro i giochi stessi costruiscono trame e immaginari.

Ispirandosi moltissimo al linguaggio e alle estetiche del cinema moderno.

Anche delle moderne produzioni come “God of War” (2018) e “Death Stranding” (2019) si avvalgono delle tecniche di Hollywood.

Facendo uso della motion capture con attori e cineasti provenienti dal mondo del cinema.

Questa evoluzione riflette cambiamenti sociologici importanti.

I videogiochi non sono più un medium di nicchia, ma il linguaggio dell’intrattenimento più influente del XXI secolo.

E la generazione cresciuta con il joypad in mano è finalmente approdata a Hollywood.

Quello che un giorno è stato sfruttamento superficiale di una proprietà intellettuale, oggi è una forma di arte narrativa legittima e innovativa.

E per noi che abbiamo riso per non piangere di fronte ai film di Super Mario e Street Fighter, non potremmo essere più felici nel vedere quanto siano progredite le trasposizioni che amiamo.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


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6 commenti

  1. Negli ultimi anni abbiamo visto trasposizioni davvero ottime come ad esempio i tre Sonic, in particolare l’ultimo che è stato più fedele alla storia originale nonostante abbia preso strade differenti. Oppure le serie televisive di Fallout e The Last of Us. Anche agli inizi degli anni 2000 abbiamo avuto lavori interessanti come i primi 3 Resident Evil e il primo Silent Hill. Una cosa che hanno capito bene è che questo tipo di giochi hanno una trama vasta e interessante e oltre a cercare di essere più vicini al materiale originale devono cercare di scrivere sceneggiature solide e credibili, come dovrebbe essere per qualsiasi film (infatti penso che trattassero i film tratti dai videogiochi in maniera del tutto differente, come se non meritasse attenzione nella loro produzione).

    1. Esattamente! Con gli anni invece hanno capito che anche i videogiochi potevano avere delle storie belle e interessanti da sviluppare e raccontare. Speriamo vada sempre meglio!

      1. Diciamo che il successo di Minecraft non mi fa sperare. Il film meno creativo degli ultimi anni basato su uno dei videogiochi più creativi di sempre.

      2. Purtroppo Minecraft è un film vuoto che è riuscito ad avere successo basandosi praticamente sui meme. Il film in sé è il vuoto più totale. Spero che Until Dawn ti piaccia, quello ancora non l’ho visto.

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