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Mostre Roma settembre 2024, il weekend della Capitale

Mostre a Roma settembre 2024: 11 mostre scelte dalla redazione per capire cosa fare a Roma questo weekend

Mostre Roma settembre 2024, il weekend della Capitale. 11 proposte

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Cosa fare a Roma questo weekend?

Per l’arte contemporanea, Roma pullula come sempre di proposte culturali per i vostri giorni di svago e leggerezza.

The Parallel Vision segue molto attentamente soprattutto quegli spazi piccoli e medi che scoppiano di creatività e iniziative da non lasciarsi sfuggire.

Tra le tantissime mostre a Roma aperte in questi giorni ne abbiamo scelte 11 che ci sembravano particolarmente interessanti.

Vi auguriamo uno splendido fine settimana romano pieno di arte e cultura.


Mostre a Roma settembre 2024: le nostre proposte

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“Lina di Camerino”

“Luigi Bartolini incisore”, mostra personale – GNAM

La mostra è prorogata fino all’11 settembre 2024.

Un evento che a 60 anni dalla sua scomparsa rende omaggio a uno degli artisti marchigiani più complessi e interessanti del ‘900 italiano.

Al finissage (11 settembre, ore 17.30) interverranno l’ideatore della mostra Vittorio Sgarbi, il curatore Alessandro Tosi e la figlia dell’artista Luciana Bartolini.

Quest’ultima presiede l’Archivio Luigi Bartolini di Roma, maggiore promotore dell’evento.

Attraverso le 100 opere esposte lungo un percorso temporale, la mostra fa luce sul punto focale della riflessione bartoliniana, il processo generativo dell’arte.

Quest’ultimo ritenuto il solo momento in cui è possibile il rivelarsi di una realtà altra di cui l’artista cercò sempre di farsi portavoce.

Informazioni


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“In Between”, mostra collettiva – Galleria Triphè

In Between” è la mostra collettiva di giovani artisti ungheresi della Hadron Art Association.

Attraverso l’interdisciplinarietà delle loro espressioni artistiche (scultura, pittura, installazioni) indagano il rapporto tra arte, urbanistica, ambiente-natura e relazioni.

Da qui il concetto di co-esistenza e dell’imparare a posizionarsi nel mezzo di questi eventi quasi oscillando.

La mostra presenterà al pubblico più di 30 lavori prodotti da una quindicina di giovani artisti ungheresi:

  • Zita Aranyàsz
  • Gergel Sàrrèti
  • Marta Gabulya
  • Zsuzsanna Piti
  • Jànos Miklòs Boros
  • Tàmas Havasi
  • Dòra Eszter Mòlnar
  • Gabriella B.Nagy
  • Tamàs Havasi
  • Judit Komlòdi
  • Dòra Bori
  • Erika Nemeth
  • Lilla Vàczi
  • Edit Huszthy
  • Elvira Timàr

Le opere sono ciascuna intrisa di un messaggio.

Informazioni

  • Galleria Triphè – Via delle Fosse di Castello 2
  • Fino al 21 settembre 2024
  • Mail: info@triphe.it 

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“E se non gridi non ti sento, ridi?” con Catelli, Di Pasquale e Grotto – Richter Fine Art

Il titolo della mostra è tratto da un verso del poeta Beppe Salvia.

A unire le produzioni degli artisti non v’è l’esigenza di definire una tematica particolare.

Bensì, rispettando le reciproche disparità, alla pari del verso di Salvia, sono uniti da un sentimento a volte gioioso e in altre circostanze malinconico.

Sintomo comune di una profonda riflessione.

Così le opere in mostra sono unificate da questo essenziale e sintetico verso, a intendere un dialogo interlocutorio immaginario con l’altro.

Giocato su elementi visivi irrelati e isolati, ricordi di sensazioni che nutrono il pensiero. 

Informazioni


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“Mambor”, retrospettiva dedicata a Renato Mambor – Tornabuoni Arte

Inaugurata una retrospettiva dedicata a Renato Mambor in occasione del decennale della sua scomparsa.

La mostra, attraverso una trentina di opere, si propone di presentare il percorso artistico e la pratica di Renato Mambor.

Evidenziandone così i passaggi sostanziali e la coerenza poetica e formale sempre mantenuta dai primi esiti alle ultime produzioni. 

Il lavoro di Renato Mambor continuativamente parla di osservazione, linguaggio, comunicabilità e relazione con l’altro.

L’invito è quello di procedere nella narrazione della mostra dalle opere più storiche all’ultima produzione ripercorrendola poi in senso inverso.

Attuando l’auspicio dello stesso Mambor: “Vorrei che l’opera fosse riletta oggi dall’oggi“.

Ora che viviamo noi. [..] L’artista non è colui che certifica il presente ma colui che mette i semi per il futuro”.

Informazioni


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Maschera di attore di farsa fliacica – Taranto, Museo Archeologico Nazionale di Taranto

“Teatro. Autori, attori e pubblico nell’Antica Roma” – Museo dell’Ara Pacis

La forza vitale degli spettacoli teatrali, la loro popolarità, le vite difficili degli attori e degli altri grandi protagonisti del mondo teatrale nell’antica Roma.

La mostra dell’Ara Pacis racconta tutto questo con un’esposizione che comprende oltre 240 opere provenienti da 25 diversi prestatori.

Un percorso ricco di autentiche rarità come, ad esempio, la coppa di produzione attica con una delle rarissime rappresentazioni di una falloforia.

Oppure un esemplare unico di antica maschera in terracotta.

O il famoso “Vaso di Pronomos” dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, forse il più importante tra i reperti a soggetto teatrale pervenuto.

Informazioni

  • Museo dell’Ara Pacis – Lungotevere in Augusta (angolo Via Tomacelli)
  • Fino al 3 novembre 2024
  • Tel: 060608, tutti i giorni ore 9-19
  • Web: www.arapacis.it

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Credit: Istituto Villa Adriana e Vill’Este – VILLÆ. Ph. Yuri Ancarani

“Si Fas Est, Superare Divos”, personale di Yuri Ancarani – Villa Adriana

La mostra fotografica “Si Fas Est, Superare Divos” (superiore, se è lecito, agli dei) riflette sull’apparente impossibilità di congiunzione fra desiderio e memoria.

Restituendo, attraverso uno sguardo contemporaneo, le atmosfere leggendarie evocate dagli scenari di Villa Adriana.

Le 10 fotografie di Ancarani sono una selezione di quelle realizzate durante il backstage di un video, girato nel sito adrianeo.

Ancarani desidera infatti rendere omaggio a Ottorino Respighi (1879-1936) compositore, musicologo e direttore d’orchestra italiano.

Nonché ispiratore di Ennio Morricone e delle colonne sonore dei mitici film western di Sergio Leone.

Gli scatti immortalano giovani cowboy accanto ai busti di Adriano e sono esposti nei Mouseia di Villa Adriana a Tivoli.

Informazioni


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“Cari agli dèi”, mostra collettiva – Villa d’Este

La mostra rende omaggio ai grandi artisti venuti a mancare in giovane età.

L’esposizione estende la sua riflessione a tutti i campi dell’arte.

Indagando quelle figure che in pochissimi anni hanno rivoluzionato i segni del mondo loro contemporaneo attraverso la loro arte:

  • Umberto Boccioni
  • Antonio Sant’Elia
  • Scipione
  • Yves Klein
  • Piero Manzoni
  • Pino Pascali
  • Francesca Woodman
  • Andrea Pazienza

Accanto alle loro opere, i capolavori di scrittori quali:

  • Stephen Crane
  • Percy Bysshe Shelley
  • John Keats
  • Anne Brontë
  • Henri Alban Fournier
  • Raymond Radiguet
  • Heinrich von Kleist
  • Antonia Pozzi

Nelle stanze di Villa d’Este anche spezzoni di film e brani musicali di grandi nomi del passato che nella loro esistenza hanno lasciato capolavori indimenticabili.

Informazioni


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Mari Grandinetti Mancuso, “Astrazione di natura morta (Natura morta)”, ante 1930

“Artiste a Roma. Percorsi tra secessione, futurismo e ritorno all’ordine”, mostra collettiva – Casino dei Principi di Villa Torlonia

La mostra documenta l’impegno artistico di molte pittrici e scultrici attive nella vita culturale capitolina nella prima metà del ‘900.

Il tutto attraverso una selezione di quasi 100 opere tra dipinti, sculture e fotografie.

Esponenti di quelle avanguardie e di quei movimenti che, dal futurismo all’espressionismo, hanno attraversato gli anni del Ventennio fino al secondo dopoguerra.

Artiste spesso sottostimate dalla storiografia ufficiale.

Nonostante siano state protagoniste di una vasta produzione che ha lasciato un segno significativo nella storia dell’arte italiana del XX secolo.

Tra di loro c’erano anche:

  • Evangelina Alciati
  • Teresa Berring
  • Wanda Biagini
  • Edita Broglio
  • Benedetta Cappa Marinetti
  • Ghitta Carell
  • Katy Castellucci
  • Leonetta Cecchi Pieraccini

Informazioni


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“Materiae”, personale di Javier Marín – Palazzo Esposizioni

Scultore, disegnatore, pittore, Javier Marín (Uruapan, Messico 1962) ha da sempre reso omaggio, con il suo lavoro ultratrentennale, alla cultura e alla storia dell’arte italiana.

Contaminando i temi di ispirazione preispanica con forme e linguaggi propri del manierismo toscano e del barocco romano.

Marín sarà in 2 sedi romane con altrettante mostre simultanee: Palazzo Esposizioni e Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano.

Il pubblico potrà così fare esperienza del suo processo di lavoro, dalla preparazione attraverso il disegno sino alla trasformazione in sculture e arazzi monumentali.

A Palazzo Esposizioni è presentata la produzione più recente incentrata sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sul tema della sostenibilità ambientale.

Sviluppato grazie al riutilizzo di resine di scarto derivate da produzione industriale.

Sono esposte 35 opere realizzate in resina poliestere amaranto, legno, arazzi, tessuti, stampe digitali e video.

Informazioni


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“Effetto notte: Nuovo realismo americano”, mostra collettiva – Palazzo Barberini

Più di 150 le opere esposte, tutte provenienti dalla collezione di Aïshti Foundation, una delle più importanti istituzioni di arte contemporanea sulla scena internazionale.

In mostra una selezione di lavori di artisti attivi negli Stati Uniti, tra cui:

  • Cecily Brown
  • George Condo
  • Nicole Eisenman
  • Urs Fischer
  • Wade Guyton
  • Julie Mehretu
  • Richard Prince
  • Charles Ray
  • David Salle

Le opere si confrontano con la questione cruciale del realismo e della rappresentazione della verità.

Opere di artisti emergenti affiancano il lavoro di importanti predecessori che hanno anticipato le recenti riflessioni sul concetto di verismo e rappresentazione.

Informazioni


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“Oltre il presente. Archeologia del domani”, personale di Claudia Peill – Museo di Roma in Trastevere

Viene presentata l’ultima produzione dell’artista (2019-2023) composta da 16 tele di grandi e piccole dimensioni, oltre ad alcuni disegni a tecnica mista su carta.

La mostra si propone di esplorare l’essenza nascosta e spesso trascurata di alcuni elementi che contraddistinguono l’aspetto di una città.

Facendosi così testimoni silenziosi della sua storia.

Dall’era dell’industrializzazione alle tracce del passato che ancora permeano il tessuto urbano.

In questo caso lo sguardo dell’artista è rivolto a terra, verso i tombini stradali.

Oggetti apparentemente sterili ma che in realtà conservano una memoria tangibile fatta di scritte ed elementi decorativi che possono raccontare diversi aspetti del contesto urbano.

Informazioni

(© The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)


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