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Mostre a Roma: Edvard Munch a Palazzo Bonaparte

Da febbraio a giugno 2025 ci sarà una importantissima monografica dedicata a Edvard Munch negli spazi di Palazzo Bonaparte

Mostre a Roma: Edvard Munch arriva a Palazzo Bonaparte

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“L’Urlo”, Di Edvard Munch – National Gallery of Norway 8 gennaio 2019 (data di caricamento) di Coldcreation, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69541493

Il 2025 sarà l’anno di Edvard Munch a Roma. Da febbraio a giugno infatti ci sarà un’importantissima monografica dedicata al maestro norvegese.

Edvard Munch” prevede l’esposizione di circa 100 opere provenienti dal Munch Museum di Oslo.

A distanza di oltre 20 anni dall’ultima retrospettiva dedicata a Munch a Roma, approda a Palazzo Bonaparte la più grande mostra mai realizzata prima.

Una delle più attese mostre a Roma del 2025, da non perdere assolutamente.

Mostre a Roma: il ritorno di Edvard Munch nella Capitale

Edvard Munch (Norvegia, 1863 -1944) viene celebrato con una grande retrospettiva con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma.

Una mostra in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo.

Protagonista indiscusso nella storia dell’arte moderna, Munch è considerato un precursore dell’Espressionismo e uno dei più grandi esponenti simbolisti dell’800.

Nonché l’interprete per antonomasia delle più profonde inquietudini dell’animo umano.

La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo di Munch, racconterà tutto l’universo dell’artista, il suo percorso umano e la sua produzione.

E lo farà attraverso 100 opere, tra cui una delle versioni litografiche custodite a Oslo de:

  • L’Urlo (1895)
  • La morte di Marat (1907)
  • Notte stellata (1922–19249)
  • Le ragazze sul ponte (1927)
  • Malinconia (1900–1901)
  • Danza sulla spiaggia (1904)

Mettete quindi la retrospettiva su Munch tra le prossime mostre a Roma da non lasciarsi sfuggire.

Edvard Munch: una piccola biografia

L’infanzia di Edvard Munch (Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944) è stata sempre offuscata dalla malattia e dal lutto.

Nonché dal terrore di ereditare una condizione mentale che si era frequentemente presentata in famiglia.

Studiando alla Scuola Reale di Arte e Design di Kristiania (l’odierna Oslo), Munch iniziò a vivere un’esistenza bohémien sotto l’influenza del nichilista Hans Jæger.

Questo lo esortò a dipingere il proprio stato emotivo e psicologico (“pittura dell’anima”).

Da ciò emerse il suo stile distintivo.

Dai viaggi che intraprese poté trarre nuove influenze.

A Parigi, studiò le opere di Paul Gauguin, Vincent van Gogh e Henri de Toulouse-Lautrec, da cui poté apprendere in particolare il loro uso del colore.

A Berlino incontrò il drammaturgo svedese August Strindberg, di cui fece un celebre ritratto.

L’urlo” venne concepito mentre si trovava a Kristiania.

Secondo lo stesso autore, egli stava passeggiando al tramonto, quando “sentì l’enorme, infinito grido della natura“.

Il volto agonizzante della figura centrale del quadro è ampiamente identificato con l’angoscia dell’uomo moderno.

Tra il 1893 e il 1910 realizzò 2 versioni dipinte e 2 a pastello, oltre a numerose stampe.

Man mano che la sua fama e la sua ricchezza crescevano, il suo stato emotivo diveniva sempre più fragile.

Considerò brevemente la possibilità di sposarsi, ma non riuscì mai ad impegnarsi.

Nel 1908 un esaurimento nervoso lo costrinse a smettere di abusare di bevande alcoliche.

Ma fu anche un periodo rallegrato dalla crescente accettazione della sua arte da parte dei concittadini.

I suoi ultimi anni furono trascorsi lavorando in un sostanziale isolamento.

Nonostante le sue opere siano state bandite nella Germania nazista come “arte degenerata”, la maggior parte di esse è sopravvissuta alla seconda guerra mondiale.

Informazioni

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


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