Intervista: Monica Carpanese e il nuovo film “A mamma non piace”

“A mamma non piace” รจ la quarta sceneggiatura firmata da Monica Carpanese, regista, attrice, autrice e produttrice di Padova adottata da Roma.
Una commedia noir che vede Monica vestire i panni di Alina, ragazza bielorussa fuggita da un mondo difficile e catapultata in una realtร che dopo averla illusa, lโha piรน volte delusa.
Questa brillante artista veneta mi ha raccontato qualche dettaglio in piรน sul film in uscita e sui prossimi progetti culturali in cui sarร coinvolta.
Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Monica?ย
Lโarte, nelle sue diverse forme, ha sempre fatto parte della mia vita.
Mia madre dipingeva ascoltando musica classica e frequentava spesso il teatro.
La taverna di casa mia ha spesso ospitato il โdopo-teatroโ del Verdi di Padova.
Io osservavo attori del calibro di Gigi Pistilli, Elisabetta Gardini, Stefania Graziosi e altri grandi interpreti, ridere, scherzare e far rivivere i loro personaggiโฆ Proprio in casa mia!ย
Ma la mia cittร , quando ero una ragazzina, non offriva molte opportunitร dal punto di vista cinematografico.
Ho quindi cavalcato la strada dei concorsi di bellezza che, pur non essendo mai stati una mia grande passione, mi hanno comunque indicato la via verso Roma.ย
Ed eccomi qua.
Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora comโรจ cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?
Dire piรน di 30 anni mi fa sentire molto โmaturaโ, ma รจ proprio cosรฌ!
Il mio primo set cinematografico รจ stato nel 1997.
Si lavorava in pellicola e questo rendeva il cinema un ambiente per pochi eletti, visti i costi elevati delle produzioni e della pellicola stessa.ย
Oggi quel mondo non esiste piรน. Grazie al digitale il cinema รจ diventato alla portata di molti, con i relativi pro e contro.
Nel bel mezzo del passaggio dallโanalogico al digitale io mi ero presa una pausa di riflessione.
Al mio ritorno al cinema, ho ricominciato quasi da zero affrontando un nuovo mondo, molto piรน smart, piรน giovane, ma estremamente stimolate.ย
Al di lร della recitazione, che rimane il mio primo amore, ho iniziato a scrivere sceneggiature allargando di non poco la le mie vedute.
E imparando a conoscere nel profondo la settima arte.

โA mamma non piaceโ รจ il tuo ultimo lavoro per il cinema. Parlami di questa pellicola che ti vede coinvolta in diverse vesti.
“A mamma non piace” รจ la mia quarta sceneggiatura, trasposizione del libro di Gianluca Gemelli.
Ho trovato in questa storia, apparentemente superficiale, una lettura della vita da un punto di vista nuovo, lontano dal mio e per questo ancora piรน stuzzicante.
Il personaggio di Alina, la protagonista della storia, ha una multidimensionalitร interessante.
Una donna bielorussa con un passato difficile che accetta un inaspettato compromesso pur di riappropriarsi della sua vita.
Raccontata cosรฌ sembra una storia drammatica, ma non lo รจ! Il film รจ una commedia noir, dinamica e divertente.
Come hai lavorato alla trasposizione dal libro di Gianluca Gemelli?
La trasposizione lโho fatta con Valentina Innocenti.
Lavorando a 4 mani sono nati degli stimoli che hanno arricchito la sceneggiatura di situazioni nuove e personaggi che nel libro non sono presenti.
Ma che, dal nostro punto di vista, servivano nellโarchitettura degli intrecci, senza per questo snaturare la natura dellโopera letteraria.
Che rimane comunque unโidea geniale!
Il tuo personaggio che ruolo ha nella storia?
Come ti ho accennato prima, Alina รจ una donna bielorussa, fuggita da un mondo difficile e catapultata in una realtร che dopo averla illusa, lโha piรน volte delusa.
Ha subito ingiustizie, violenze e privazioni, ma non ha perso nรฉ sorriso nรฉ quella determinazione che la porta ad accettare una posizione lavorativa inusuale (per usare un eufemismo).
Ma che rappresenta la sua via dโuscita.
Certo, fare la badante รจ il sogno di pochissime persone.
Farla alla signora Lucrezia non รจ il sogno di nessuno!
Perรฒ Alina saprร trasformare ogni “roccambolesca” avventura in unโoccasione di rinascita.ย
Non posso aggiungere altro! Ma ci sarร da ridere.
Comโรจ stato il lavoro col regista Gianni Leacche?
Conosco Gianni piรน o meno da quando ho iniziato a fare cinema e oltre ad ammirarlo molto dal punto di vista umano, lo ritengo un professionista abile in ogni genere.
“A mamma non piace” รจ una commedia noir, commistione non semplicissima da realizzare.
Ma la sua visione artistica sarร certamente il valore aggiunto del film.
La sua direzione รจ chiara ed essenziale. Mi ha sempre lasciato modo di esprimermi al meglio. Anche perchรฉ, ormai, ci capiamo al volo.
ร sempre un piacere lavorare con lui.
Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi
Sono in attesa di conoscere la data di inizio riprese del film โSotto le stelle di Romaโ tratto dal libro di Massimo Benenato e diretto da Giuseppe di Giorgio.
Non vedo lโora di entrare nei panni di Silvia Roma, anchโessa donna molto lontana da Monica.ย
Vorrei godere dellโuscita di altri film a cui ho preso parte recentemente.
Parlo di โColpevoleโ sempre per la regia di Gianni Leacche e โLola Bluโ della promettente Eleonora Grilli, recentemente presentato al BIF&ST 2024.
Oltre a questo sto giร lavorando sulla sceneggiatura del mio prossimo film tratto dal libro vincitore della quarta edizione del premio letterario โUna storia per il cinemaโ.
Si tratta di โLa festa di Aliceโ di Elvira Trap.
Una nuova, ardita sfida: un film western al femminile.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera
Quello che deve ancora venire.
Questa filosofia mi permette di migliorare sempre.
Cโรจ una cosa che unโattrice non deve mai fareย e unโaltra invece che va sempre fatta?
Io ho la fortuna di vivere il cinema da tutti i punti di vista.
Essendo anche produttrice ho la possibilitร di capire cosa va fatto e non fatto per dare affidabilitร a una produzione.
Cosa non fare รจ certamente trovare delle scuse.
Non interessa a nessuno perchรฉ sei arrivata in ritardo, perchรฉ non hai la memoria o perchรฉ non sei in forma.
Fai il massimo di quello che puoi, senza accampare motivazioni e giustificazioni. Peggiorano la situazione.
Cosa fare sempre? Vivere il set in serenitร , senza divismi, senza creare problemi.
Siamo in tanti, siamo piรน o meno bravi.
A paritร di bravura fa piacere avere sul set chi non crea difficoltร .
Il set รจ unโavventura, bisogna essere pronti a tutto.
Fai un invito personale al pubblico di Parallel per venire a vedere il tuo film!ย
ร un film fatto col cuore, un film a basso budget ma di alta qualitร .ย
ร il risultato della passione di tutti quelli che hanno contribuito alla sua nascitaโฆ E si vede!
ร frutto del cinema indipendente, quello vero.
Per crescere ha bisogno di quel pubblico che, per vivere le emozioni dellโarte, ha necessitร del cinema indipendente.ย
ร quella commedia che non ti aspetti, quel noir che piace a tutti. E quella storia che non vedi lโora di guardare.ย
Ne sono certa.ย
(ยฉ The Parallel Visionย โญ _ Paolo Gresta)
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