Intervista: Bellasio, “Mamme, concedetevi di essere imperfette”

Si intitola “Mamma senza panico” il nuovo libro di Alessandra Bellasio uscito poche settimane fa per Feltrinelli.
Alessandra è membro del consiglio direttivo dell’ordine professionale delle ostetriche di Como, Lecco e Sondrio.
Consulente certificata a livello internazionale in allattamento (IBCLC), la Dottoressa è insegnante di manovre di disostruzione pediatrica e divulgatrice sanitaria.
Bellasio supporta le donne nel delicato percorso della maternità, durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino.
Oggi mi ha raccontato qualcosa in più sul suo percorso di vita e su quello professionale.
Oltre che sulla genesi e sullo sviluppo del libro che rappresenta un “condensato di realtà in cui le aspettative genitoriali si scontrano con il vissuto quotidiano“.
Mi racconti da dove nasce il desiderio di diventare un’ostetrica?
Che bella domanda!
Nasce molto tempo fa quando ancora bambina all’età di 11 anni mi viene offerta l’opportunità di assistere alla gravidanza di mia madre e di accompagnarla alle visite.
E addirittura partecipare con lei e le altre future mamme ai corsi di preparazione al parto.
È in quel momento che nasce quella passione che si è poi arricchita di sfumature nel corso della mia esperienza personale di ragazza, di donna, di professionista e infine di madre.
Parlami dei libri che ti hanno fatta crescere: cosa ti piace leggere, soprattutto?
Ce ne sono moltissimi. Da un punto di vista narrativo ti dico, senza dubbio, quelli di Michela Murgia “Accabadora” e “Chirù“.
2 storie che mi hanno appassionata per forma e contenuti.
Ma anche i personaggi, le storie e i temi trattati da Micheal Crichton mi hanno rapita negli anni.
Infine, amo leggere tutto quanto viene pubblicato in ambito scientifico. Una passione, questa, alla quale non so rinunciare.
“Mamma senza panico” è il tuo ultimo libro. Di cosa si tratta e come hai lavorato sulla stesura del testo?
“Mamma senza panico” è il libro che desideravo scrivere da una vita.
Raccoglie tutto quello che io stessa avrei voluto conoscere prima di diventare madre.
È un condensato di realtà in cui le aspettative genitoriali si scontrano con il vissuto quotidiano.
Ho costruito questo mio racconto come il collante necessario a colmare quel gap che, inevitabilmente, si crea tra le prospettive immaginarie e l’effettiva esperienza di vita con un figlio.
Al suo interno si trova molto del mio vissuto di madre e di quello delle donne che ho accompagnato nel mio percorso professionale.
Inteso non solo come narrazione ma, piuttosto, come restituzione di quanto loro, tutte le madri che ho conosciuto, mi hanno insegnato.

Quali sono i principali argomenti che affronti nel libro?
Il libro si divide in 3 macro aree: aspettative, realtà e compromessi.
Aspettative
Si parte dalla gravidanza, più precisamente dall’istante in cui la si scopre.
Percorriamo insieme le settimane, i mesi della gestazione con un occhio di riguardo a quelli che sono gli aspetti emotivi, i timori, il senso di incertezza.
Realtà
La nascita è il primo scontro con la realtà, quella che travolge e stravolge il nostro immaginario per dargli un nuovo volto, un nuovo percepito.
Il primo incontro con il bambino e, a seguire, quello con i suoi bisogni: di latte, di sonno, di contatto, di cura e di stimolazione.
Compromessi
Questa ultima e importante fase è quella che rappresenta il collante che congiunge e chiude la voragine di inadeguatezza e di mancata aderenza alla realtà che si genera nella maggior parte delle esperienze genitoriali.
Raggiungere questa consapevolezza è importante e salvifico poiché significa accettarsi e valorizzarsi per quello che si è diventati, al meglio e al netto delle proprie possibilità.
Dici che “per diventare mamme serve amore e un po’ di esperienza bene incanalata”. Cos’altro senti di consigliare alle mamme presenti e future?
La maternità e, più in generale, la genitorialità portano con sé emozioni talmente permeanti da cambiarci nel profondo.
Uno dei doni più grandi è quello dell’incertezza.
Questa inizialmente può essere spaventosa, ma se adeguatamente accolta come opportunità e non come sfida, ci permette di focalizzarci sul presente senza temere troppo il futuro.
Consiglio a tutte le mamme e a tutti i futuri genitori di essere indulgenti con sé stessi.
Di permettersi di imparare da questa esperienza e di concedersi il lusso dell’imperfezione.
Perché è così che ci si ama ed è così che si insegna ai figli ad amare.
Quale è secondo te il pubblico-tipo di Alessandra Bellasio?
Il mio “pubblico” sono principalmente le mamme, i genitori alla ricerca di informazioni validate e aggiornate e di un sostegno empatico e comprensivo, difficile spesso da trovare nella “vita reale”.
In definitiva sono tutte e tutti coloro che, nella marea di informazioni di cui oggi ciascuno può disporre, sentono la necessità di parole chiare.
Di indicazioni puntuali, comprensibili ma soprattutto adattabili.
C’è una cosa che una Dottoressa nel tuo campo non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?
Certo, mai confondere le proprie opinioni con le evidenze scientifiche!
È un errore comune ma imperdonabile.
Ciò che, al contrario, un’ostetrica a mio avviso dovrebbe sempre fare è offrire informazioni imparziali che consentano scelte consapevoli in funzione del percorso genitoriale più adatto a ogni singola persona.
Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi
Sono molti i progetti di UniMamma che si svilupperanno nei prossimi mesi.
In primis abbiamo il rilascio della App per il monitoraggio della gravidanza e del bambino dopo la nascita.
Si tratta di uno strumento al quale sto lavorando da parecchio tempo e che non vedo l’ora di poter offrire a chi vorrà usufruirne.
C’è poi la prosecuzione del podcast più altri progetti che, al momento, non ho ancora rivelato pubblicamente ma sui quali stiamo già ampiamente lavorando.
Mi descriveresti il lavoro di Alessandra con un’immagine e con 3 parole?
Certo, lo faccio con questo bellissime parole di Mahatma Gandhi che però sono più di 3 ma così piene di significato da meritare di essere citate:
“Mantieni i tuoi pensieri positivi, perché i tuoi pensieri diventano parole. Mantieni le tue parole positive, perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti. Mantieni i tuoi comportamenti positivi, perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini. Mantieni le tue abitudini positive, perché le tue abitudini diventano i tuoi valori. Mantieni i tuoi valori positivi, perché i tuoi valori diventano il tuo destino”.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
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