Libri: “Divorzi”, l’unico romanzo firmato da Susan Taubes (Fazi Editore)

I nomi hanno la loro importanza.
Lo sapeva bene Susan Taubes, che decise di chiamare la protagonista del suo primo e unico romanzo “Divorzi” (in Italia pubblicato da Fazi Editore) Sophie Blind.
È infatti la cecità (blind, in inglese “cieco”), intesa come incapacità di vedere le cose, di comprendere a fondo la vita, la sua caratteristica principale.
Sarà solo la morte a liberarla, a donarle il potere di osservare e capire.
Libri: “Divorzi” di Susan Taubes
D’altronde il nome di battesimo è Sophie (dal greco sophia: sapienza, saggezza).
Bastano questi pochi dettagli per accorgersi che il libro di Susan Taubes è ben più complesso di quanto si possa immaginare.
Dietro il cinismo, l’ironia talvolta sboccata, la sessualità esplicita, le citazioni erudite si nasconde un faticoso lavoro interiore che non ha nulla da invidiare a un percorso di psicoanalisi su carta.
Tutto ha inizio in un piovoso martedì pomeriggio quando Sophie Blind muore investita da un’auto a Parigi.
Decapitata, per la precisione, in una strada dell’VIII arrondissement.
Da questo evento impariamo subito che come i sogni, anche l’aldilà ha una sua topografia.
Sophie si trova a ripercorrere i luoghi amati e detestati, a vagare per alberghi e vie, a rivivere le case, la sinagoga, il lungo viaggio che dall’Ungheria la portò da piccola negli Stati Uniti.
A scrutare i corridoi della sua infanzia a Budapest, i volti amati e mai più rivisti.
Di fronte a un tribunale analizza il fallimento del suo matrimonio fatto di amanti, tradimenti, sentimenti inespressi.
Solo lì, davanti a una platea giudicante, avrà il coraggio di chiedere il divorzio, di alzare la voce e imporre la sua volontà sul marito.
Un uomo magnetico quanto ingombrante e manipolatore.
L’aldilà è quasi una liberazione. Spogliata dai doveri, dai legami imposti, dalla frustrazione e dal dolore, Sophie Blind vede le cose come sono e si sente libera di essere sé stessa.
O almeno è ciò che Susan Taubes forse immaginava quando si suicidò nel 1969, a soli 41 anni, poco dopo la pubblicazione di questo primo e unico romanzo.
Non ci vuole molto a capire che Sophie è il suo alter ego. O meglio il suo Io futuro.
A distanza di tanti anni ancora uno dei libri da leggere più interessanti del secolo scorso.
L’autrice: Susan Taubes
Il padre di Susan era uno psicanalista ungherese che emigrò con la figlia negli Stati Uniti nel 1939.
Bellissima e colta, Susan incontrò il futuro marito Jacob Taubes, filosofo, rabbino e sociologo delle religioni, che si era formato con Leo Strauss.
Una figura ingombrante che adombrò il talento e la vita di Susan.
C’è un romanzo di Paola Masino, a lungo dimenticato e riscoperto qualche anno fa dal grande pubblico, che si intitola “Nascita e morte della massaia” (Feltrinelli Editore).
La storia inizia con una ragazzina che vive dentro un baule come forma di protesta nei confronti del mondo e della società.
Non può parlare, non può essere vista o ascoltata: è una presenza assente.
Ciò che Paola Masino vuole dirci è che, in fondo, la vita della protagonista non sarebbe poi così diversa se fosse fuori da quel baule.
È una condizione comune a molte donne, anche se come nel caso di Susan Taubes provieni da una famiglia borghese e hai studiato ad Harvard.
“Divorzi” condivide con il romanzo di Masino anche la complessità e la fatica nella lettura.
Entrambi impossibili da definire, a tratti sperimentali, sono il risultato di un lavoro interiore che culmina in un linguaggio quasi onirico, frantumato, costellato di archetipi e di visioni.
E Susan Taubes è abilissima a restituirci la sensazione di qualcosa che si è irrimediabilmente rotto, spezzato.
Scheda del libro
- Titolo: Divorzi
- Autrice: Susan Taubes
- Edizione: Fazi
- Pagine: 322
- Euro: Cartaeo 19,00 – eBook 9,99
- ISBN: 9791259671295
(© The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Carrara)
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