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Più porno online e meno affetti: i giovani vittime della pandemia

Più porno online e meno affetti: i giovani i più colpiti dalla pandemia

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La prima parte dell’indagine curata dall’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza della Fiss è dedicata alle relazioni dei giovani ai tempi della pandemia e al loro rapporto con internet.
I risultati mostrano che un ragazzo su 3 (33,1%) ha ridotto le relazioni affettive per colpa delle restrizioni. I più giovani (11-14 anni) hanno aumentato la ricerca di porno on line

Il Covid-19 ha colpito i giovani anche nell’intimo.

L’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss) ha condotto un’indagine per esplorare il vissuto dei giovani rispetto a sessualità e affettività ai tempi della pandemia. 

Al questionario, pubblicato sul sito Skuola.net, hanno risposto 3500 ragazzi fra gli 11 e i 24 anni.

I risultati sono suddivisi in 4 aree tematiche.

La prima riguarda le relazioni, sia sessuali sia affettive, e l’uso che i giovani hanno fatto di internet e delle app di incontro.

L’indagine completa verrà presentata in occasione del convegno dell’Osservatorio che si terrà on line il 24 giugno 2022, promosso dalla Federazione.

“più tardi” la prima volta dei ragazzi

I risultati mostrano come il virus abbia inciso nelle relazioni affettive e sessuali dei ragazzi più giovani o nei giovani adulti spingendoli ancora di più all’uso di applicazioni o della rete internet per incontrare gli altri“.

A dirlo è Salvo Caruso, professore associato di ginecologia all’Università di Catania, sessuologo clinico e presidente Fiss.

Obiettivo dell’indagine condotta dall’Osservatorio è sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni gli effetti che un evento mondiale come la pandemia ha generato sulla generazione”.

Forse condizionati dal Covid, i ragazzi hanno ritardato il momento della “prima volta”.

Metà degli intervistati afferma infatti di non aver mai avuto rapporti sessuali.

E anche fra chi ha già avuto rapporti, il 40% non ha avuto relazioni sessuali da quando è iniziata la pandemia, il 20% le ha avute ma in misura ridotta.

Solo il 22% ha continuato come prima e il 18% ha invece aumentato i contatti sessuali.

Sono emerse differenze significative in base all’età, ma non all’orientamento sessuale e al genere” afferma Piero Stettini, psicoterapeuta e sessuologo clinico di Savona e vicepresidente Fiss.

L’esperienza sessuale sembra aver risentito dell’impatto del Covid-19“.

La metà dei ragazzi del campione totale non ha mai avuto rapporti e su questo il virus con le sue limitazioni ha sicuramente influito nel rimandare l’inizio dell’attività sessuale”. 

Il sesso online

Secondo la maggior parte (61%) dei partecipanti all’indagine, il Covid-19 non ha avuto impatto sull’uso di internet nell’attività sessuale dall’inizio della diffusione del virus.

Solo 1 su 4 (25%) ammette di aver aumentato l’uso del web mentre il 14% dichiara addirittura di averlo diminuito.

Sono principalmente i maschi (33,1%) ad aver aumentato l’uso di internet collegato al sesso e chi ha un orientamento omosessuale (40,2%) e pansessuale (31,8%).

Le relazioni affettive

Le limitazioni sociali sembrano aver influenzato la sfera affettiva per una parte dei giovani.

1 ragazzo su 3 (33,1%) afferma di aver ridotto le relazioni proprio per colpa delle restrizioni.

Il 28,2% invece dichiara di non aver avuto cambiamenti, il 20,8% di aver avuto più relazioni affettive rispetto a prima della pandemia, mentre il 17,9% attualmente non ha relazioni affettive.

Sono emerse differenze significative in base all’età e all’orientamento sessuale, ma non in base al genere.

Sono infatti i ragazzi più grandi, tra i 19 e i 24 anni (36,8%) e i ragazzi che si definiscono asessuali (43,4%) ad aver avuto una riduzione maggiore delle relazioni affettive a causa del Covid-19.

Mentre i pansessuali (31,9%) dichiarano maggiormente di aver avuto più relazioni affettive rispetto a prima.

Il porno online

Durante il periodo di isolamento, alcuni ragazzi (29,1%) hanno aumentato l’uso di internet per procurarsi materiale porno, di cui il 9,1% dichiara di aver aumentato molto il ricorso a internet per questo scopo.

Il 26% invece non riporta nessun cambiamento rispetto a prima e il 37,2% dice di non averlo mai visionato.

Durante l’isolamento” sottolinea Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa, direttrice dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma e past president Fissi ragazzi che hanno aumentato l’uso di internet per accedere a immagini o video porno sono per lo più“:

  • i più piccoli tra gli 11 e i 14 anni (13,9% ‘molto aumentato’)
  • i maschi (16,1% ‘molto aumentato’)
  • i ragazzi con orientamento omosessuale (17% ‘molto aumentato’)

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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