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#Recensione: Tom Kuka, “L’ora del male”

#Recensione, libri: Tom Kuka, “L’ora del male”

L’Ora è una sola, ma composta da due entità. Il lato sinistro è una donna con i capelli lunghi fino alla vita, con pelle, occhi, labbra e folta chioma come la calce; è cieca, ma ha orecchio e lingua sopraffini“.

A destra, la stessa donna ha i capelli nerissimi, lunghi fino alla vita, pelle, occhi, labbra e chioma come il catrame; vede meglio di un serpente, ma è sorda e non spiccica parola. Ciò che vede la destra, lo vede anche la sinistra“.

Ciò che sente la sinistra, lo sente anche l’altra. Ciò che dice la cieca, è come se lo dicesse anche la sorda“.

Il libro

Sali Kamati, erede di un nobile casato, deve vendicare il sangue di suo fratello ucciso per mano di Çelo Mezani.

Per porre fine al vortice di maldicenza, isolamento e frustrazione in cui si trova avvinto, raccoglie le sue forze e un giorno raggiunge l’uomo per sparargli un solo colpo di pistola.

Kamati dà così principio a una storia che prosegue alle sue spalle: non ha termine, né reale albore. Esiste, così come l’odio e la sete di vendetta che muove il passo dell’uomo a partire dal principio.

E per giunta come in ogni leggenda, i colpi ben presto diventano 3: gli uccelli del malaugurio che hanno seguito i suoi gesti fino al ritorno a casa proiettano un’ombra malevola e distorta sull’uomo, che giunge perfino all’orecchio di Dirja, la moglie devota e ancora innamorata.

Lei già lo attende vestita a lutto ancor prima che lui possa aprire bocca.

La donna sa anche che la sventura si abbatterà sulla loro casa per condurre il destino là dove non avrebbero potuto indovinarlo.

L’arrivo di una sua giovane nipote (figlia del fratello vendicato da suo marito) che cattura l’attenzione di Sali per mutarla in ossessione rappresenta un primo contagio.

Capace di infettare l’intero Paese. 

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L’analisi di “L’Ora del male”

L’Ora del male” corrisponde allo spirito più autentico dell’albanità.

Ambivalente come il sangue della sua terra (sospesa fra cristianesimo e Islam, inevitabile progresso e amore per le proprie origini), Tom Kuka sa indagare con spirito eziologico il temperamento umano nella sua cornice culturale e simbolica.

E proprio di questo è pervasa l’opera: un importante riferimento alla natura archetipica della storia del proprio Paese.

Il punto di partenza è la canzone di Çelo Mezani, un canto popolare antico e molto amato in Albania, composto durante il periodo del risveglio nazionale.

È al contempo l’anello di una catena senza principio o termine: il suo sacrificio compiuto per mano di Sali coincide in effetti con la necessità di proseguire.

Codificato nel panorama emotivo dell’uomo, così come le sue energie più ferine.

Le figure scelte dall’autore sono materia viva condotta alla luce dalla pietra. Chi può intuire cosa si serbasse racchiuso al di sotto della superficie?

Forse proprio chi sa conoscere la profondità della leggenda che gli appartiene e l’attraversa come fosse il presente.

L’autore

Tom Kuka (pseudonimo di Enkel Demi, nato a Tirana nel 1972) è un giornalista e conduttore televisivo e radiofonico albanese.

Ha pubblicato nel 2016 il suo primo romanzo, “Hide mbi kalldrëm“, un poliziesco ambientato a Tirana negli anni ’30 e “Gurët e vetmisë” (2018), una saga familiare che racconta il calvario della fuga dalla terra degli antichi, di una popolazione che migra e lascia alle spalle tutto quel che appartiene alla sua vita precedente.

Per quest’ultima opera l’autore ha vinto il Premio Nazionale di Letteratura nel 2019.

Nel corso dello stesso anno ha pubblicato il suo terzo romanzo, “Ora e ligë” (uscito in italiano con il titolo “L’Ora del male” dalla casa editrice Besa Muci Editore, con la traduzione di F. Duma e V. Notaro) nel 2021.

Kuka ha vinto il premio per il libro artistico dell’anno ai premi culturali della Cult Academy nel 2020.

La sua ultima opera “Flama” (“Calamità”) uscita a marzo del 2021 ha vinto il Premio dell’Unione Europea per la Letteratura di quest’anno. 

The Parallel Vision ⚭ _ Flavia Cidonio)

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