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Giusto in tempo per il rock: 15 dicembre 1921

Giusto in tempo per il rock: 15 dicembre 1921

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Il rock and roll è un fiume di musica che ha assorbito molti flussi: rhythm and blues, jazz, rag time, canzoni cowboy, canzoni country, canzoni popolari. Tutti hanno contribuito al grande ritmo“.

Alan Freed

Se è vero che tutto è cominciato con il rock and roll, deve essere necessariamente vero che tutto è cominciato con Alan Freed.

Nato il 15 dicembre di 100 anni fa, Freed raggiunse il successo come disc jockey e speaker delle più importanti emittenti radiofoniche statunitensi, tra cui la seguitissima WJW di Cleveland.

L’enciclopedia in frequenza dell’America

Nelle sue trasmissioni, scanzonate eppure cariche di notizie, oltre che di precisi e puntuali approfondimenti, Freed diventò l’enciclopedia musicale in frequenza dell’America.

E mentre mandava dischi tra i più meravigliosi di sempre e raccontava curiosità su artisti e musicisti, facendoli diventare idoli della nuova generazione, c’era anche chi lo ascoltava nelle faccende domestiche, durante il lavoro o in un’attesa qualunque. 

Era un periodo radioso per Freed. Chi meglio di quest’uomo poteva reggere le sorti di molte delle etichette che andavano in giro propinando merce, alle volte di livello, altre più scadenti, si chiedevano in tanti.

Freed era un mito che cadde presto sulle sue stesse gambe però. Dopo averne eretto l’impero, dalle stesse major fu poi affondato. 

L’accusa di payola

Alcune, forse per conti irrisolti, sparsero la voce della sua corruttibilità accusandolo di payola, cioè di aver accettato illecitamente denaro da parte delle case discografiche per la messa in onda di brani da spingere il più possibile.

Una pratica che oggi sarebbe da considerare quasi normale che, se non con il vil denaro, probabilmente ha a che fare con altro genere di favori.

Ma che esiste. E Freed anche di questo fu il suo precursore. 

Il marketing musicale era quello che faceva di un essere umano che suonava e che cantava un mito per generazioni viventi.

E allora Alan decise di farlo al meglio questo passaggio, di avvantaggiarsene.

E di creare una strategia pubblicitaria che potesse ricreare successo e self made in un sol colpo.

Ma negli anni ’60 delle buone maniere la payola era peggio di un omicidio efferato perché Freed, scoperto e accusato e condannato, non riuscì a trovare mai più lavoro per le radio più prestigiose d’America. 

Si dovette trasferire lontano, sulla West Coast, ma le trasmissioni non erano più scanzonate come un tempo e la lucidità, con il vizio dell’alcol, cominciò presto a mancare.

Il mondo lo conosceva come “il corrotto”.

Alan Freed e il rock and roll

Ma ciò che fece importante, il più importante fra tutti, Alan Freed era la sua immensa conoscenza della musica, il suo avanguardismo, l’essere sempre un tantino oltre tutti gli altri.

Alan Freed fu il primo ad aver dato un nome alla composizione più ardita della musica di quegli anni.

Nasceva il rock and roll, nessuno sapeva cosa fosse, Alan gli diede un nome e lo battezzò nelle sue radio.

Freed fu anche un sostenitore della causa anti-razziale e per l’integrazione degli afroamericani in un momento in cui la segregazione e il razzismo sfociavano quotidianamente in atti di violenza e sopraffazione.

Non è un caso che il successo di un certo Jalacy Hawkins si debba proprio a uno come lui.

Il febbraio era quello del 1956 e il 27enne Jay, come tutti lo ricordano, si trovava negli studi di registrazione della CBS.

Che ci faceva un uomo di colore negli studi della CBS? Il rhythm and blues era per microetichette.

Ma c’era un brano, una ballata (almeno nella prima versione), ovvero “I put a spell on you“, che poteva reggere un buon mercato attirando soprattutto i bianchi che spendevano.  

“I put a spell on you”

Hawkins era uno tosto, la sua voce era l’emblema dell’anima soul.

Ma quel giorno quanto allestito sul tavolino del rinfresco, tra birra, vino e altre fonti d’ispirazioni, per gli artisti non giovò esattamente alla buona e sperata riuscita da parte dei manager CBS e promotori del progetto.

E così quello che si registrò fu un insieme di urla, risate, deliri e la ballata rhythm and blues così com’era nata non c’era più.

Da bambina tutta riccioli e lentiggini era diventata una donna, smaliziata e provocatrice.

E quando l’etichetta decise di non farne più nulla, ecco che Alan Freed irruppe per salvare il nuovo geniale protagonista di quel genere così confuso, provocatorio e malandato che poi, tra poche altre minime battute, sarà riconosciuto grazie a lui come rock. 

Il brano ebbe un successo mondiale e fu sempre Alan Freed, ormai mecenate di questi artisti, a suggerire a Jay Hawkins di imbandire su quel brano pazzesco una scenografia con tanto di bara ad accogliere le sue performance dal vivo, un mostro e un osso da cannibale nel naso.

Screamin (da “urlo”) fu anche più azzeccato del suo nome di nascita. Da allora tutti lo chiamarono così.

Il primo concerto rock della storia

Freed fu soprattutto uno dei primi organizzatori e promotori del Moondog Coronation Ball.

Il primo si tenne il 21 marzo 1952 alla Cleveland Arena e, signori, attenzione, fu il primo concerto rock della storia.

In cartellone figuravano artisti come Paul Williams insieme agli Hucklebucks, Tiny Grimes and the Rocking Highlanders, i Dominos, Dennis Cobb e Varetta Dillard.

Tutti neri in un’epoca e in uno spazio che concedeva tempo e spazio solo ai bianchi.

Freed compì la sua rivoluzione, non senza commettere illeciti probabilmente, che gli costarono la memoria nei secoli dei secoli.

The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

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