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Reddito di Libertà, il sostegno per donne vittime di violenza

Reddito di Libertà, il sostegno economico per donne vittime di violenza

Il governo ha varato una nuova misura di sostegno economico, il cosiddetto Reddito di Libertà, a favore delle donne vittime di violenza con l’obiettivo di fronteggiare i gravi effetti finanziari provocati dalla pandemia.

Soprattutto sui soggetti più vulnerabili come, appunto, le donne vittime di violenza, auspicando che tale forma di sussidio economico possa aiutarle nel percorso di fuoriuscita dalla violenza.

Si tratta di una misura presentata dal Governo già con il DPCM del 17 dicembre 2020, istituita dall’art.105-bis del decreto Rilancio 34/2020, ma entrata in vigore solo il 21 luglio con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri che ne prevede beneficiarie e modalità di erogazione (GU Serie Generale n.172 del 20-07-2021).

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Photo by Natalie on Pexels.com

Finalità del contributo: le spese che si possono sostenere

L’obiettivo del sostegno è quello di contenere i gravi effetti economici derivanti dalla pandemia favorendo “attraverso l’indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà” (Art. 105 bis D.L. n. 34/2020 c.d. Decreto Rilancio conv. in L. n. 77/2020). 

Il sussidio, infatti, è finalizzato ad aiutare le donne vittime di violenza che versano in condizioni di particolare vulnerabilità e povertà a sostenere le spese che ne assicurino autonomia abitativa nonché il percorso scolastico e formativo di eventuali figli/figlie minori e indipendenza personale.

A tal fine lo Stato ha messo a disposizione delle Regioni e provincie autonome 3 milioni di euro che possono ulteriormente essere incrementati con fondi propri.

Le destinatarie del contributo

Il contributo viene erogato a favore di donne che:

  • vivono da sole o con i figli minori
  • hanno subito una qualsiasi forma di violenza. Dal momento che il legislatore non ha specificato di che forma di violenza debba trattarsi, la norma deve ritenersi inclusiva di violenza sia fisica che psicologica (violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia ma anche stalking, violenza privata ecc…), purché sia certificata dai servizi sociali del Comune di residenza o dai servizi sociali del Comune di nuovo domicilio
  • sono seguite da un Centro Antiviolenza o siano o siano state ospiti in una casa di accoglienza o in una struttura similare ad una casa di accoglienza, cui non sono potute accedere per mancanza dei posti disponibili
  • si trovano in condizioni di “particolare vulnerabilità” o “povertà”

Come ottenere il contributo

Il bonus è riconosciuto ed erogato da INPS previa istanza presentata dall’interessata tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.

In attesa che l’INPS indichi le modalità di presentazione della domanda, il DPCM che ha istituito il Reddito di Libertà fornisce alcune indicazioni utili in merito agli allegati necessari per farne richiesta:

  • documentazione che attesti lo stato di bisogno e il percorso di emancipazione intrapreso presso il centro antiviolenza
  • autocertificazione della propria condizione di bisogno
  • dichiarazione firmata dal rappresentante legale del centro antiviolenza che segue l’interessata che attesti la sua adesione a un percorso di emancipazione e autonomia
  • dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento che ne certifichi lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente

Il beneficio è riconosciuto su istanza di parte e non può essere accolta più di un’istanza riferita alla donna vittima di violenza e presentata nella medesima Regione o in altra Regione.

Importo del contributo

Il contributo è stabilito nella misura massima di 400 euro pro capite su base mensile per un massimo di 12 mensilità.

Dunque, l’assegno viene erogato ogni mese per 12 mesi.

Scaduto il 12esimo mese, il sussidio non verrà più erogato.

È cumulabile con altri sussidi?

Il governo precisa che il Reddito di Libertà non è incompatibile con altri strumenti di sostegno economico, come ad esempio il Reddito di Cittadinanza.

Dunque ne può usufruire anche la donna che è destinataria di altri sussidi erogati dallo Stato o da altri Enti Pubblici per fronteggiare situazioni di indigenza o di difficoltà economica.


L’autrice

Fatima Santina Kochtab è avvocata freelance, insegnante privata di diritto e dottoressa in legge con una tesi in diritto processuale penale dal titolo “Presunzione di innocenza e considerazione di non colpevolezza alla luce della disciplina normativa dei diritti dell’imputato“.

Ha approfondito la materia legale attraverso vari corsi di formazione e di preparazione all’esame di abilitazione, conseguendo quindi l’abilitazione forense.

Attualmente svolge l’attività di avvocata freelance specializzata in diritto penale e diritto dell’informatica, titolare della qualifica di Data Protection Officer e Information Security e scrive numerosi articoli per il web, materiale di studio e approfondimento di leggi, normative vigenti e di questioni dottrinali e giurisprudenziali.

Al fine di mettere anche al servizio degli altri il suo bagaglio personale e culturale, Fatima è anche operatrice antiviolenza e antitratta, titolo conseguito a seguito della frequenza al corso di formazione per operatrici anti-violenza domestica e di genere tenuto dalla cooperativa “Befree”.

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Fatima Santina Kochtab)

2 commenti

  1. Ma quando si potra’ fare la domanda?
    Io 58 anni 30 anni di matrim ho fatto tutto quello che va fatto non posso affittare non ho isee non ho ancora istanza separ mi passa l’elemos pur avendo stipendio fisso non ho figli fatto sparire i risparmi di una vita processo in corso a pa si sta facendo passare x impunibile ho visto tanto rispetto x lui k fa parte forze ordine io posso andare alla Caritas mi e’ stato detto dai suoi xk sono stanca di prenderle.
    Si avvicinano mesi brutti e cruciali ma io cela faro’ devo solo tenere duro
    Fatemi sapere io mi informo spesso con Inps e patronati grazie

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  2. Gent. Le Sig.ra Verme Giovanna purtroppo ancora l’Inps non ha reso note le procedure per presentare la domanda, sarà mia cura avvisare lei e le altre nostre lettrici appena saranno pubblicate. Può recarsi presso il centro antiviolenza più vicino a lei per ricevere assistenza qualora voglia, le operatrici possono aiutarla nelle sue difficoltà, per sapere dove si trova può contattare il numero gratuito 1522 oppure scaricarsi l’App 1522 e chattare con le operatrici.

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