Cultura Teatro

#Recensione: “Albania-Italia solo andata” al Teatro Lo Spazio

#Recensione: “Albania – Italia solo andata” al Teatro Lo Spazio

Albania – Italia solo andata” è il commovente monologo, scritto da Marbjena Imeraj e curato dalla preziosa regia di Melania Giglio, al quale ho avuto il piacere di assistere per la prima nazionale in scena presso il Teatro Lo Spazio lo scorso 13 maggio.

Una data importante che mi ha vista finalmente in platea dopo la lunga, troppo lunga, chiusura dei teatri a causa del Covid-19.

Il battesimo del rientro ha superato le aspettative e raccontare questa pièce assume il valore di una narrazione che va ben oltre lo spettacolo in scena.

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Marbjena Imeraj (Foto: Azzurra Primavera)

Lo spettacolo

Vi racconto il qui e ora dell’entusiasmo del pubblico in attesa, al botteghino.

Dell’ordinata gioia per la cultura ritrovata.

La solidarietà emotiva dei saluti fra i tanti volti sorridenti negli occhi seppur distanziati dalle regole rispettosamente condivise.

Vi racconto di una festa nella festa. Quella della storia incredibile e vera di Marbjena e di tutti coloro che amano il teatro.

Marbjena, giovane attrice albanese, è pronta ad andare in scena.

Una voce, un dio lontano che prega senza frontiere, la provoca nei ricordi, nel pathos. E Marbjena Imeraj inizia a raccontare la sua vita.

Nata in Albania, Marbjena è la quarta di 6 figlie femmine. La vita non è generosa con lei.

Deve dimostrare di essere più forte della guerra civile causata dal regime comunista, del colpo di Stato, della povertà.

Deve poter resistere alla stanchezza e allo stesso tempo dimostrare la tenacia di una bambina che già a 6 anni sognava di scrivere il suo primo musical per intrattenere i parenti durante le feste.

Ma che a soli 7 anni si trova a fare i conti con la violenza subita per mano di un vigliacco indegno di essere chiamato uomo.

Marbjena aveva un rifugio speciale durante i momenti brutti della guerra: una vasca da bagno.

Ed è lì che inizia il viaggio nel tempo della giovane attrice pronta ad andare in scena con “Il gabbiano” di Anton Čechov.

Nei nascondigli della memoria custodiamo sensazioni, oggetti, odori, nomi.

I ricordi di Marbjena si rincorrono, in scena, in rime irregolari fra presente, passato e un futuro tutto da scrivere.

Ironia e dolore sincero si mescolano abbracciando la famiglia per lei tanto cara con una mamma e un papà di quelli speciali che insegnano ai figli il valore unico della dignità. 

In totale naturalezza i miei sogni vennero infranti”, ci racconta Marbjena.

Cosa c’è di naturale nei sogni infranti? Dov’è dio nella fame e nella guerra? Nelle donne che lasciano la casa e sono costrette a prostituirsi. Dov’è dio nei pregiudizi? “È dentro di noi“, sussurra la mamma di Marbjena.

Forse quel dio non ha un nome ma ha una forza chiamata speranza ed è la nostra natura che ci salva.

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Marbjena Imeraj (Foto: Azzurra Primavera)

La luce della speranza

Nella speranza Marbjena arriva in Italia, guerriera di una luce chiamata riscatto. Si adatta a diversi lavori finché il suo sogno diventa la realtà in scena per noi al Teatro Lo Spazio.

Marbjena ci concede il permesso di assistere alla sua vita raccontata sul palco, senza inutili perbenismi.

Messaggi trasversali ci permettono di entrare e uscire con lei dalle molteplici scene rappresentate in un unico dettaglio scenografico: una vasca e uno specchio che non riflette ma deframmenta per riconsegnare al pubblico le schegge fra le parole della protagonista.

“I gradini della vita vanno lenti”

L’analisi

La regia di Melania Giglio rende questo splendido monologo indimenticabile.

I movimenti eleganti ed essenziali che riempiono di meraviglia gli occhi della platea sono esercizi di stile che portano la sua firma inconfondibile.

Esempio ne è la dolorosa, quanto impetuosa, scena della perdita dell’amata sorella di Marbjena.

Rosso di dolore e di passione diventa infine l’abito di scena della protagonista.

Rosso come la rabbia che mai ha avuto la meglio, rosso come l’amore per la donna della sua vita che arriva proprio quando nell’amore, Marbjena, non crede più.

AlbaniaItalia solo andata” mi ha catturata per la cura nella drammaturgia, per non avere ceduto alle lusinghe dei luoghi comuni e per la naturalezza con la quale ci guida attraverso argomenti ancora oggi anacronisticamente scomodi.

Un lungo applauso accompagna Marbjena al termine dello spettacolo.

Un applauso che vale una vita intera.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Raffaella Ceres)

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