Cultura

Aperte a Roma 2 strutture “ponte” di accoglienza per migranti

Aperte a Roma 2 strutture “ponte” di accoglienza per migranti richiedenti

Roma Capitale ha attivato 2 strutture “ponte” sul territorio cittadino per ospitare persone migranti richiedenti e titolari di protezione internazionale, RTPI, per il periodo di isolamento necessario, prima dell’inserimento nel circuito del Sistema di Accoglienza e Integrazione, SAI, capitolino.

L’apertura delle 2 strutture, “Barzilai” e Bakhita”, è stata resa possibile tramite un protocollo sottoscritto dal Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale in accordo con la ASL Roma 2, Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e UOC Tutela degli Immigrati  e Stranieri e in collaborazione con l’organizzazione umanitaria INTERSOS e la cooperativa Medihospes.

donne-serranda-graffiti-strada
Photo by Marcelo Renda on Pexels.com

Come funziona l’iter

La rete costituita dal protocollo prevede l’individuazione e il coinvolgimento delle persone destinatarie del servizio da parte del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale.

La ASL Roma 2 provvede alla programmazione ed effettuazione dei tamponi all’inizio e alla fine della quarantena e, in caso di comparsa di sintomi, alla pronta esecuzione di test molecolari.

INTERSOS gestisce le operazioni di triage all’ingresso e la sorveglianza sanitaria costante degli ospiti.

La cooperativa Medihospes, in qualità di organismo attuatore dei progetti di accoglienza integrata, supporta l’andamento delle operazioni e in particolare gestisce le attività di accoglienza, sostegno, orientamento ed inclusione successive alla fase dei triage di ingresso degli ospiti per la durata della quarantena.

La struttura “Barzilai”

La struttura “Barzilai” ha 21 posti per 16 uomini e 5 donne, distribuiti in altrettante stanze singole con annesso bagno.

Alla sua apertura, ad agosto 2020, ha accolto 135 persone permettendo di individuare, tra queste, 6 persone risultate positive al Covid-19 pur in assenza di contatti diretti noti con persone positive o di sintomi.

La struttura “Bakhita”

La struttura “Bakhita” ha a disposizione 6 appartamenti ed è destinata alla quarantena di nuclei familiari.

La quarantena prevede un periodo di 10 giorni di isolamento, sorveglianza attiva per il monitoraggio dello stato di salute degli ospiti, con rilevazione della temperatura corporea due volte al giorno, esecuzione di test molecolari in caso di comparsa dei sintomi ed esecuzione di due test antigenici di cui uno in ingresso e il secondo a fine quarantena.

Nel caso in cui, già durante il triage d’ingresso, la persona presenti sintomi riconducibili al Covid-19 o abbia avuto contatti stretti con casi confermati o sospetti, la ASL effettua subito un test molecolare in seguito al quale, in caso di esito positivo, provvede al trasferimento in una struttura alberghiera Covid dedicata all’isolamento dei casi.

Al termine dei 10 giorni di quarantena, se l’esito del test finale è negativo, a seguito del rilascio del certificato di idoneità all’inserimento con allegati i referti da parte della ASL, la persona viene trasferita nella struttura di accoglienza e integrazione SAI assegnata.

“2 ponti di snodo determinanti”

Ogni struttura aperta per la persone in condizioni di fragilità è un ulteriore tassello che si aggiunge alla rete solidale di supporto e di monitoraggio sanitario” dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

Barzilai e Bakhita sono 2 punti di snodo determinanti, che ci permettono di tutelare il diritto all’accoglienza in piena sicurezza, garantendo anche una quotidianità condivisa per le famiglie. Un risultato del fare rete, dell’impegno a unire competenze ed energie per rispondere ai bisogni di tutti”.

“Sinergia pubblico-privato a tutela della salute”

Se la sospensione delle accoglienze avvenuta a marzo ha rappresentato un importante gap, la sinergia (pubblico – privato sociale) che è stato possibile creare fin da agosto 2020 nella realizzazione di Barzilai prima e di Bakhita poi, dimostra quanto sia possibile mettere a sistema risorse e percorsi volti alla tutela della salute individuale e collettiva che siano equi, integrati e sostenibili” afferma il Direttore della Regione Europa di INTERSOS Cesare Fermi

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: