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25 aprile 2021, perché oggi è la Festa della Liberazione

25 aprile 2021, perché oggi è la Festa della Liberazione dal nazifascismo

Il 25 aprile è uno dei giorni più importanti per la storia d’Italia, quello grazie al quale, oggi, godiamo di tutte le libertà e i diritti che spesso sottovalutiamo o diamo per scontati.

Eppure è solo grazie a eventi del genere se non siamo più costretti a vestire in un certo modo, a sottostare a leggi aberranti e a vivere il nostro quotidiano in maniera incivile e dittatoriale.

bandiera-italiana-tricolore

25 aprile 1945: l’insurrezione e la liberazione

Fu in questo giorno di 76 anni fa che il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia lanciò l’ordine a tutte le forze partigiane del nord Italia di attaccare i territori ancora presieduti da fascisti e nazisti imponendo loro la resa.

Il CLNAI era allora presieduto da Sandro Pertini, Leo Valiani, Alfredo Pizzoni, Emilio Sereni e Luigi Longo e quel 25 aprile proclamò l’insurrezione generale, alcuni giorni prima dell’arrivo degli Alleati nel nostro Paese.

Da quel momento il 25 aprile è diventato l’anniversario della Liberazione d’Italia, una festa nazionale della nostra Repubblica divenuta sinonimo di celebrazione della libertà e condanna di qualsiasi tipo di dittatura o sopruso.

L’istituzione ufficiale della Festa

L’evento divenne festa nazionale italiana solo alcuni anni dopo, il 27 maggio 1949.

Fu allora che con la legge numero 260 (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive“) è stata ufficialmente istituzionalizzata:

Sono considerati giorni festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici, oltre al giorno della festa nazionale, i giorni seguenti: […] il 25 aprile, anniversario della liberazione[…]”.

“La vittoria dell’umanità sulla barbarie”

Questa giornata, per gli italiani, rappresenta la festa civile della riconquista della libertà. La vittoria dell’umanità sulla barbarie. Il giorno di un nuovo inizio, pieno di entusiasmo, portato a compimento con la Costituzione Repubblicana del 1948“. Così oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante le celebrazioni del 25 aprile.

Sono passati settantasei anni da quando – il 25 aprile del 1945 – la voce di Sandro Pertini lanciava, dai microfoni Radio Milano Liberata, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e del Corpo Volontari della Libertà il proclama di insurrezione nazionale contro le truppe nazifasciste“.

L’Italia – affrancatasi, con il sangue di migliaia di martiri, da vent’anni di dittatura e di oscurantismo – tornò a sedersi nel novero delle nazioni civili, democratiche, pacifiche, dopo la guerra sanguinaria in cui era precipitata con il fascismo“.

Resistere fu anzitutto un’assunzione di responsabilità personale, talvolta pagata con la vita. Una disponibilità al sacrificio, una scelta rischiosa fatta come atto di amore per la Patria, per la propria comunità. Un regalo alle generazioni che sarebbero venute dopo“.

Questo è il lascito più vivo della Resistenza, il cui valore morale si è proiettato anche oltre il significato storico e politico di quella esperienza” ha concluso Mattarella.

Ed è per questo che quel patrimonio di ideali e di valori ha continuato a parlarci così a lungo e ci sostiene, oggi, nelle difficoltà del presente“.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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