Cultura

Intervista alla Sindaca Virginia Raggi: “Arte significa libertà”

Intervista alla Sindaca di Roma Virginia Raggi: “Arte significa libertà”

Roma è un laboratorio di un futuro sostenibile e inclusivo“. Con questa intensa riflessione regalataci dalla Sindaca Virginia Raggi vi presentiamo, con un pizzico di sana emozione, l’intervista alla Prima Cittadina di Roma.

Un’intervista nella quale Virginia Raggi ci ha raccontato di sé stessa con sensibilità e spontaneità.

Partendo dalla musica, spaziando per il cinema e il teatro, la Sindaca ci ha permesso di bussare alla porta delle sue passioni oltre l’importante ruolo istituzionale che rappresenta per i cittadini romani.

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La Sindaca di Roma Virginia Raggi

Se diciamo arte, lei cosa immagina? A cosa associa questa meravigliosa parola?

Arte significa libertà e possibilità di imparare a guardare il mondo ogni giorno da un punto di vista diverso.

Siamo immersi quotidianamente nell’arte, in particolare a Roma: monumenti, piazze, fontane, chiese, parchi archeologici, musei. Ogni angolo della nostra città racconta una storia.

Poter essere in contatto con queste meraviglie è una fortuna. In questo senso penso che sarebbe giusto rendere più accessibili i luoghi della cultura.

Non solo musei, ma anche le mostre e i parchi archeologici, almeno per i romani. Dobbiamo attirare le persone a passare più tempo lì dentro, a frequentarli.

A Roma abbiamo fatto un passo in questa direzione: abbiamo creato la MIC Card con la quale, per soli 5 euro l’anno, chi vive a Roma e nella città Metropolitana può visitare tutte le volte che vuole tutti i musei civici. 

Arte in musica: cosa le piace ascoltare? L’artista della sua adolescenza ce lo può svelare?

La musica mi piace tanto. Soprattutto il rock. Da ragazza ascoltavo spessissimo Guns n’ Roses, Pink Floyd, Pearl Jam, Dire Straits e Patty Smith.

Ma adoro anche l’Opera. Ancora ricordo con grande emozione la prima volta che ho assistito al “Rigoletto“.

La musica è stata grande protagonista del nostro ultimo Capodanno in streaming: sono stati tanti i cantanti che si sono esibiti. Ricordo con piacere le belle performance di Gianna Nannini ed Elodie

Arte in cinema: un film che “piango ogni volta che lo vedo” e un film “che mi tira su il morale anche nei giorni difficili”?

Non posso non guardare “Le Grand Bleu” di Luc Besson senza piangere. È un film incredibile che non mi stanca mai e mi emoziona ogni volta.

Tra i film invece che più mi fanno ridere c’è sicuramente “Febbre da cavallo”, un classico della commedia italiana, con il grande Gigi Proietti. Non dimenticheremo mai la sua risata, lo straordinario talento di cui abbiamo avuto la fortuna di essere spettatori.

Arte a teatro: un suo ricordo da condividere con noi?

Alcuni dei ricordi più belli sono legati al Teatro dell’Opera di Roma che durante questa pandemia ha saputo reinventarsi uscendo dai luoghi consueti.

Ricordo per esempio i “Concerti alla Nuvola”, 3 appuntamenti di musica classica ospitati all’interno del Roma Convention Center La Nuvola dell’Eur.

Il nostro è stato il primo Teatro dell’Opera a riaprire in Europa, registrando ben 23mila spettatori per la stagione lirica estiva che si è svolta, per la prima volta, all’interno della meravigliosa cornice del Circo Massimo per garantire il rispetto delle regole di distanziamento.

Una bella prova di resilienza che da spettatrice appassionata, prima ancora che da Sindaca, mi ha reso molto orgogliosa.

Roma è un museo a cielo aperto. Forse il museo più bello del mondo. Che ne pensa? 

Assolutamente sì. Roma è la testimonianza di un passato glorioso, ma allo stesso tempo è anche laboratorio di un futuro sostenibile e inclusivo.

La sfida è valorizzare non solo i luoghi più famosi, ma anche i tanti tesori nascosti che sono in giro per la città. 

Viviamo un periodo di grandi incertezze e preoccupazioni su temi trasversali. La cultura e l’arte sono settori in profonda sofferenza. Cosa ci può dire riguardo questo delicatissimo tema?

Dobbiamo supportare gli operatori culturali.

Lo scorso anno, per la prima volta, abbiamo fatto un bando, chiamato Programmi, per sostenere economicamente i cosiddetti indipendenti. Un bando non per creare progetti ma per fare fronte alle spese vive di queste associazioni.

In questo momento, è chiaro, bisogna trovare soluzioni alternative, essere ancora più creativi, adattarsi ai cambiamenti e reinventarsi. 

Cosa desidera augurare alla sua e nostra meravigliosa Città Eterna?

A Roma e a tutti noi cittadini voglio dire: andiamo avanti, continuiamo ad affrontare tutte le sfide con la determinazione e la passione che ci contraddistinguono.

Abbiamo e stiamo facendo tanto per la città.

La pandemia ci mette a dura prova, ma stiamo dimostrando di essere una comunità forte, collaborativa e solidale.

E io ne sono orgogliosa.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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