Cultura

Il Museo delle Civiltà custodirà la storia geologica italiana

Il Museo delle Civiltà custodirà le collezioni geologiche d’Italia

Gli oltre 170mila reperti del Museo di Geopaleontologia italiana “Quintino Sella” tornano fruibili alla comunità scientifica

È stata firmata dal Direttore Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo Massimo Osanna e dal Direttore generale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Alessandro Bratti la convenzione per la valorizzazione museale delle Collezioni geologiche e storiche del Servizio Geologico d’Italia.

Scelto il Museo delle Civiltà

La Direzione Generale Musei ha identificato il Museo delle Civiltà come l’istituto autonomo del Mibact più adatto per storia, caratterizzazione, missione, competenza tecnico-scientifica e struttura organizzativa ad operare direttamente per la valorizzazione di tali collezioni in un museo che faccia parte del sistema dei musei del MuCiv e che sia gestito d’intesa e in collaborazione con l’ISPRA

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Museo delle Civiltà (Foto: Wikipedia – Gustavo La Pizza)

Oltre 170.000 reperti conservati

In particolare, la Convenzione, che avrà una durata di 10 anni, prevede il riallestimento delle collezioni del Servizio Geologico d’Italia in un museo permanente chiamato Museo di Geopaleontologia italiana “Quintino Sella”, finalizzato alla fruizione e valorizzazione delle collezioni e dei contenuti, secondo progetti comuni di comunicazione, didattica e ricerca.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale conserva e gestisce il patrimonio geologico e storico del Servizio Geologico d’Italia, costituito da un ingente numero di reperti: oltre ‪100.000‬ di collezioni paleontologiche, provenienti principalmente da giacimenti in Italia, i più antichi risalenti a 570 milioni di anni fa; circa 55.000 campioni di collezioni lito-mineralogiche, fra i quali le Collezioni di marmi antichi e Collezioni Storiche di plastici geologici storici, busti ed effigi di importanti personaggi legati alla storia d’Italia tra cui Quintino Sella e Felice Giordano, una raccolta delle attrezzature e della strumentazione tecnico/scientifica utilizzata nel corso di 140 anni per il monitoraggio e l’analisi del territorio.

Un totale di circa ‪170.000‬ reperti, preziosa testimonianza del complesso delle attività svolte dal Regio Ufficio Geologico all’odierno Servizio Geologico d’Italia. Si tratta di un importante patrimonio scientifico, culturale e storico non fruibile dal 1995 che, grazie a questo accordo, potrà tornare visibile alla comunità scientifica, agli studenti, agli studiosi e ai cultori della materia.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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