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Art Gap, equità di genere nel mondo dell’arte e della cultura

Art Gap, l’equità di genere nel mondo dell’arte e della cultura

Si intitola “Art Gap. Museums and the gender equality global trend” l’incontro internazionale online che il Museo Marino Marini di Firenze ha promosso nel giorni scorsi al fine di stimolare il dialogo e il dibattito su un tema ormai ineludibile: la disuguaglianza di genere nel campo dell’arte e della cultura. 

Un confronto a più voci sulla situazione attuale, una riflessione su un nuovo e attivo ruolo dei musei in questo ambito, su strategie e problemi, su prospettive e visioni.

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“Gap di genere ancora rilevante”

Con l’incontro internazionale ‘Art Gap. Museums and the gender equality global trend” – afferma Patrizia Asproni, Presidente del Museo Marino Marini di Firenze – abbiamo voluto stimolare il dibattito sulla disuguaglianza di genere nel campo dell’arte e della cultura“.

La presa di coscienza di tale disparità, ad oggi imprescindibile, ha portato diverse organizzazioni museali a modificare il loro approccio a favore di una maggiore inclusività femminile in linea con le scelte di connotazione politica, e non solo estetica, con cui i musei sono tenuti a misurarsi in virtù di un modello sociale paritario“.

Lecito quindi riflettere e interrogarsi se questa sia la strada giusta o se, compiendo scelte radicali, come nel caso del Museum of Art di Baltimora, si rischi di creare un’ulteriore forma di ghettizzazione“.

Senz’altro è ancora rilevante il gap da colmare a favore di un’equità di genere nella sua accezione più positiva, capace di generare valore e di porre al centro la persona al di là di ogni classificazione”.

I partecipanti all’incontro

Con la sua Presidente Patrizia Asproni e con Fatma NaïtYghil Direttrice del Museo Nazionale il Bardo di Tunisi e Visiting Director del Museo Marino Marini per l’anno 2020, sono intervenuti:

  • Dimitri Ozerkov Responsabile del Dipartimento di Arte Contemporanea Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo
  • Mariella Mengozzi Direttrice del Museo dell’Automobile di Torino
  • Christopher Bedford Dorothy Wagner Wallis Director del Baltimore Museum of Art
  • Danilo Eccher Critico d’Arte e Curatore

L’incontro è stato moderato da Chiara Gatti, giornalista di Repubblica ma anche critica d’arte e curatrice.

L’arte femminile vende quasi il 50% in meno di quella maschile

Molti musei in tempi recenti sono impegnati nel sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disuguaglianza di genere nel settore dell’arte e della cultura, rispondendo anche all’appello dell’agenda Unesco 2030 che mette fra i suoi obiettivi principali proprio il gender balance. 

In particolare lo spazio dedicato all’arte al femminile nelle collezioni museali ed espositive registra ancora un divario ben lontano dall’essere superato e certamente non perché le artiste donne siano in numero minore.

E se è vero che sempre più donne ricoprono posizione apicali nel settore museale e dei Beni Culturali, è altrettanto vero che le opere d’arte delle donne – come dimostra lo studio Gender Bias in Art intitolato “Il genere è negli occhi di chi guarda?” pubblicato dall’Università di Oxford – vendono il 47,6% in meno rispetto a quelle degli uomini. 

Più spazio per le donne da parte dei musei

La presa di coscienza di questa diseguaglianza ha portato alcune organizzazioni a modificare il loro approccio per cambiare il futuro dell’arte e dei musei e renderlo un settore maggiormente inclusivo.

Molti musei hanno infatti pubblicamente dichiarato che aumenteranno il numero di opere femminili nella loro collezione e tanti stanno iniziando a dedicare uno spazio paritario alle artiste nelle mostre temporanee, rimediando così alla damnatio memoriae che ha colpito molti talenti creativi.

Sarà questa la strada giusta? o si rischia di creare una ulteriore forma di ghettizzazione?

E in quest’epoca di ridefinizione, in cui il ruolo giocato dallo sviluppo tecnologico abbatte le barriere, la smaterializzazione dei contenuti nel mondo dell’arte e della cultura può favorire l’inclusività?

Le donne stanno affermando la loro presenza

Questi i temi di cui si è discusso nell’ambito dell’incontro e in cui è emerso con fermezza il ruolo di primo piano della donna in un grande cambiamento in corso.

In un mondo sempre più smaterializzato e digitale le donne stanno affermando la loro presenza, non solo cavalcando il cambiamento ma creando il cambiamento.

L’organizzazione del webinar è stata curata da Villaggio Globale International.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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