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#Lammazzacaffè: c’era una volta il Grunge

#Lammazzacaffè: c’era una volta il Grunge

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I Pearl Jam “sono i pionieri di una nuova fusione tra rock corporativo, rock alternativo e rock del cazzo” decretò Kurt all’uscita di “Alive”.

Un commento facilmente oppugnabile data la sua stessa natura, e cioè il fatto che ogni giudizio in sé lo è.

Ogni giudizio merita anche un confronto. Se non per il semplice fatto che l’album fu evidentemente acquistato (moltissimo) e ascoltato (moltissimo).

E se invece intendesse dire che il rock dei Pearl Jam era anche fallico, erettile, portante? Come sia, il ruggito di Eddie si fece attendere, ovvero non arrivò mai.

In molti allora, e anche oggi, si domandarono, e si domandano, perché nessuno, un manager, un discografico, chiunque del suo entourage, se non lui stesso, rispose mai pubblicamente a quelle ingiuste parole inferte da Kurt Cobain.

Chi si credeva di essere quel capellone alla Gesù Cristo dei Nirvana ad insultare pubblicamente il capellone alla Shirley Temple dei Pearl Jam?

Che Kurt avesse qualche disturbino era evidente, e forse ignorarlo, senza dargli un pizzico di soddisfazione, era doveroso.

Ma i fan che ne sanno di queste cose? Vogliono vedere il sangue, le ferite, le querele, le lagne dello specchio-riflesso.

Il leader dei Pearl Jam invece incassò come fanno i veterani che si rispettino, portandosi dietro ancora più peso, data la sua personalità notoriamente suscettibile e il suo trascorso non troppo fanciullesco.

Ma tempo dopo si levò finalmente una voce, sempre la stessa, che diceva: “Non dirò mai più certe cose su quel bravo ragazzo di Eddie“.

Come se questo fosse meno provocatorio della precedente affermazione detto poi a uno che vuole sfondare, con la sua band, nel panorama musicale rockettaro del pianeta, mentre è decisamente più coerente per un chierichetto della domenica di una Seattle qualunque senza più un pizzico di Grunge. 


L’AUTRICE

Ho scritto 10 romanzi – di cui 2 conclusi e pubblicati -, un corale, un musical, brani, articoli, interviste, pezzi, aforismi, memoranda, lapidari, fiabe e barzellette. Ho vinto qualche premio e ricevuto un po’ di applausi. Poi ho smesso di fumare e ho perso l’appeal, come Vasco da quando non si droga più. Ghost writer di “writers” più famosi. Questo rubrica la dedico a tutti. A tutti quelli che amano l’aroma del caffè mischiato al sapore alcolico dell’inchiostro sul moleskine.
Elisa Mauro

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(© The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

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