Cultura Intervista

#Intervista: Ellington Club e l’anomalia dell’eccellenza

Intervista: Ellington Club e l’anomalia dell’eccellenza

Alessandro Casella e Vera Dragone sono le 2 anime dell’Ellington Club, uno spazio prezioso per il tessuto culturale capitolino che al proprio arco ha anche un ristorante e un cocktail bar.

Una gemma che purtroppo la pandemia sta rischiando di rovinare, assieme a tanti altri protagonisti della vita artistica romana.

Ho parlato con Vera e Alessandro proprio della situazione contraddittoria che riguarda il loro locale, a metà tra spettacolo e ristorazione e quindi costretto a chiudere come un cinema o un teatro.

Una situazione a cui non bastano gli show in streaming che l’Ellington sta offrendo al suo pubblico perché “noi veniamo dal mondo dello spettacolo, ma il nostro tipo di show si presta ad essere goduto seduto“.

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Alessandro Casella e Vera Dragone

Ellington Club, “un luogo da sogno senza patria e senza tempo”. In tempi normali, cosa offre il locale del Pigneto ai suoi visitatori? 

Siamo un locale di spettacolo e musica dal vivo, oltre che un ristorante e un cocktail bar.

Il palco però è l’anima del locale e gli artisti sono il cuore, il sangue, la linfa vitale delle nostre serate. 

Parlatemi della scelta di far convergere un ristorante, un cocktail bar e un luogo per live shows nello stesso spazio: come e quando è nata l’idea? 

Noi veniamo dal mondo dello spettacolo, ma il nostro tipo di show si presta ad essere goduto seduto.

E se sei seduto nel posto giusto ti viene voglia di bere e mangiare bene per apprezzare ancora di più l’esperienza.

Abbiamo lavorato al Salone Margherita, il teatro storico dove è nato il Café Chantant, che altro non è se non un teatro dove si poteva mangiare a bere sin dal 1898.

I posti che venivano venduti per primi al Salone Margherita erano proprio quelli dove si poteva mangiare e quindi ripetere in un club la stessa esperienza ci sembrava una magia, un sogno.

Cosa distingue l’Ellington Club dagli altri spazi culturali di Roma?

Nulla è lasciato al caso: la cultura della musica, dello spettacolo dal vivo incontra la cultura del vino naturale delle piccole aziende, della cucina di alta qualità del prodotto e della ricerca sul territorio, della cultura dell’accoglienza, dell’ospitalità, del far star bene i nostri ospiti. 

Domanda retorica ma necessaria: l’emergenza Covid quanto ha inciso sul vostro business?

In maniera drammatica, noi abbiamo chiuso la prima volta solo dopo 4 mesi di vita, una vera tragedia, posso dire senza vergogna che è stata una tragedia familiare.

Non solo il locale è chiuso ma tutto il settore spettacolo dove anche mia moglie Vera lavora è fermo.

Parlatemi delle strategie che avete in mente per affrontare i prossimi mesi

Diversificare la proposta in fasce orarie diverse da quella serale.

Aprire a pranzo e far diventare il locale un ristorate diurno grazie anche agli stupendi lucernari che fanno entrare luce naturale all’interno del locale, magari offrendo una proposta artistica anche in quella parte della giornata.

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Ellington Club (foto realizzata prima dell’inizio della pandemia)

Ho visto che al momento vi siete organizzati con dei live streaming 

Sì, esperimenti, che però ci hanno fatto capire che quella non è la nostra strada.

Noi amiamo lo spettacolo dal vivo, lo streaming è solo un modo per rimanere in contatto con i nostri clienti e amici e per ringraziare anche tutti coloro che hanno donato durante il crowdfunding.

C’è un passaggio del recente Dpcm che per voi (ma non solo) rappresenta una grande contraddizione: “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. Voi non siete nulla di tutto questo, eppure avete chiuso. Perché?

Noi siamo “altri spazi”, forse l’unico locale di Roma che concilia spettacolo e ristorazione di qualità e, al momento, tutto quello che è riconducibile a spettacolo è vietato per legge.

Una follia.

Noi non possiamo permetterci di andare contro una legge dello Stato, non siamo così scellerati.

E non possiamo permetterci di pagare multe per far capire che hanno scritto una norma errata nel concetto e nella sostanza.

Dall’inizio della vostra avventura a oggi com’è cambiato il vostro progetto?

Sì certo, da gennaio 2020 Vera è entrata in maniera attiva nell’organigramma del locale in qualità di Direttrice Artistica, mentre io mi sono concentrato di più sulla parte amministrativa.

Sta facendo un lavoro ottimo e le serate sono di altissimo livello grazie alle sue scelte. 

Qual è il vostro cliente tipo?

Un cliente curioso, che si lascia guidare da professionisti del settore per entrare in un mondo nuovo e suggestivo.

Con una spinta sensibilità artistica.

Ditemi un progetto artistico che avere organizzato o creato di cui andate particolarmente fieri

Il brunch con il disegno dal vero.

Tutte le domeniche è è possibile venire a ritrarre dal vero una modella che posa per gli artisti e che è vestita a tema vintage show.

Mi descrivereste l’Ellington Club con un’immagine e con 3 parole? 

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Alessandro Casella e Vera Dragone

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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