Cultura

Lavoro e inclusione: via al nuovo progetto per detenuti

Lavoro e inclusione: via al nuovo progetto professionale per detenuti

È partito il nuovo percorso di reinserimento socio-professionale che impegna soggetti in espiazione di pena ed ex detenuti in tirocini presso associazioni e cooperative convenzionate.

Alcuni saranno impiegati in attività di manutenzione del verde, piccoli lavori edili, pulizie, artigianato e pelletteria.

Altri produrranno marmellate, conserve e succhi di frutta presso il laboratorio alimentare “Papa Francesco” gestito da Isola Solidale all’interno del Centro Agroalimentare di Roma.

Parte dei beni alimentari sarà devoluta in beneficenza.

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Photo by Caroline Martins on Pexels.com

“Una possibilità di riscatto utile a tutta la città”

I percorsi di riabilitazione professionale sono una risposta alle difficoltà di inclusione incontrate da chi sconta una pena detentiva” dichiara la Sindaca Virginia Raggi.

Restituire una prospettiva esistenziale attraverso il lavoro, aiuta a reinserire in società persone motivate a crescere e migliorare, sottraendole a criminalità ed emarginazione“.

Miglioramento e possibilità di riscatto per i singoli, quindi, ma anche attività benefiche e utili all’intera città”.

Il progetto

Si parte con i primi 17 destinatari del progetto – curato dal Dipartimento Turismo, Formazione e Lavoro attraverso i Centri di Orientamento al Lavoro – cui se ne aggiungeranno altri individuati dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale.

A questo scopo sono stati infatti destinati 100.000 euro, utili al finanziamento di tirocini trimestrali che prevedono 30 ore di lavoro settimanale, cui far corrispondere una retribuzione di 600 euro mensili.

Il tutto nell’ambito dei protocolli d’intesa fra Roma Capitale e il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, diretti alla riabilitazione e inclusione sociale dei detenuti.

“Parole d’ordine: formazione professionale e inclusione”

La crescita individuale passa anche per l’occupazione: questo è ancor più vero per quanti sono stati privati della libertà personale” dichiara l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Carlo Cafarotti.

Formazione professionale e inclusione sono le parole d’ordine dei tirocini curati da Roma Capitale in collaborazione con l’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia“.

All’interno della struttura del C.A.R. – importante società partecipata da Roma Capitale – prende il via una importante esperienza che consente a chi la vive di riscoprire la dignità del lavoro e l’orgoglio di fare qualcosa di utile per il prossimo, coniugando virtuosamente produzione e beneficenza”.

“Una rinascita che dona nuova speranza”

Dal 2017, quando abbiamo iniziato in fase sperimentale il percorso teso a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il progetto di lavori di Pubblica Utilità, sino ad oggi, sono stati complessivamente interessati 130 detenuti, tra attività di manutenzione del verde pubblico e piccola manutenzione stradale” dichiara l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini con delega ai rapporti con la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Daniele Frongia.

Altri 35 detenuti al Nuovo Complesso del Carcere di Rebibbia stanno per iniziare un nuovo corso di formazione e andranno a breve a rafforzare la squadra di operatori giardinieri“.

Sono numeri importanti che testimoniano quanto l’iniziativa, svolta in stretta collaborazione con il Ministero della Giustizia – DAP e il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale che ringrazio sentitamente, si dimostri valida non solo per la diminuzione del rischio di recidiva del detenuto ma anche per il servizio prestato a beneficio della collettività“.

La ripresa del progetto legato al percorso di reinserimento socio-professionale con la novità costituita dai tirocini retribuiti va a rafforzare l’aspetto di riscatto del debito nei confronti della comunità e rappresenta una rinascita capace di donare nuova speranza e nuove prospettive di vita una volta espiata la pena”.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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