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#Recensione: “Cioccolato all’arancia” al Teatro Garbatella

Recensione: “Cioccolato all’arancia” al Teatro Garbatella

Essere indecisi per scelta. Avete mai pensato quanto meravigliosamente golosa potrebbe essere questa insolita posizione nei confronti della vita?

Martina Gatto l’ha fatto e ha trasformato queste riflessioni in un monologo teatrale fresco e gustoso.

Come un gelato appunto. O meglio, come un gelato al gusto di “Cioccolato all’arancia”.

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Dopo aver riscosso notevole successo fra critica e pubblico, “Cioccolato all’arancia” si è portato a casa i meritati riconoscimenti di miglior monologo e miglior attrice al Roma Comic Off 2019.

Lo spettacolo di e con Martina Gatto, per la regia e la supervisione drammaturgica di Dafne Rubini, è andato nuovamente in scena lo scorso 10 settembre nell’accogliente spazio all’aperto del Teatro Garbatella, un luogo che merita un plauso per l’eccellente organizzazione e la gentilezza dello staff. 

Martina è una giovane donna alle prese con una storia d’amore appena conclusa, la ricerca di un posto di lavoro da amare, un numero indefinito di colloqui da affrontare, il desiderio di una casa tutta sua e una sconvolgente diagnosi di intolleranza al lattosio.

Come dite? Potrebbe essere una di noi/voi? Esatto!

Fra i punti di forza di questa divertente pièce c’è la possibilità di (ri)trovarsi in molte delle situazioni tipo raccontate nel monologo.

Eventi che compongono la disordinata tavolozza del quotidiano per ricondurci alla riflessione sull’importanza del sapersi ascoltare rispetto alle cose che ci accadono ogni giorno.

Forse dalla vita dovremmo chiedere tutto

Quando pensiamo di avere tutto sotto controllo, cosa accade? Nel caso della nostra protagonista, l’imprevista intolleranza al lattosio è la scusa per rivalutare le false certezze della vita che ci costruiamo quando pensiamo di aver programmato ogni dettaglio.

E se gli altri fossero degli alibi per rimandare le nostre decisioni? E se una cosa ci fa male, la eliminiamo oppure no? Che poi è giusto eliminarla? 

Quando fai quello che ami ti brillano gli occhi, ci dice Martina inchiodandoci a un’unica semplice riflessione: quante volte ci permettiamo di essere e quante invece facciamo finta di non essere?

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Nel lavoro, così come nell’amore, quando aspettiamo quello giusto, quello che ti permette di addormentarti a cucchiaio, per dire.

Argomenti riconoscibili, comuni ma non scontati, quelli al quale il monologo dedica la sua attenzione perché la vita è semplice, o meglio, dovrebbe esserlo. 

Scenografia chiara ed essenziale: l’insegna della gelateria e una panchina (scene di Ambramà) sono un po’ metafora delle cose che ci piacciono e di quelle che si fanno attendere.

E nel frattempo che aspettiamo che si fa? Si potrebbe decidere di essere indecisi. Perché l’importante non è solo scegliere ma desiderare. Nel desiderio ci sono i sogni e nei sogni c’è la vita.

Bravissima a tenere il ritmo della drammaturgia proposta, Martina Gatto ha evidenziato con “Cioccolato all’arancia” 2 aspetti del suo talento artistico: la dolcezza e la determinazione che la contraddistinguono.

Dallo spettacolo nasce anche una simpatica realtà da scoprire e sostenere che è quella della più grande community di indecisi e che potete seguire su Facebook e
Instagram o scrivendo a movimento@cioccolatoallarancia.com.

Dimenticavo! All’ingresso abbiamo staccato tutti noi un numeretto, come quello che Martina stringe con trepidante attesa del suo turno in gelateria.

Idealmente la protagonista ci svela, al termine della performance, che quello lì è il nostro numeretto, personalissimo turno immaginario per desiderare qualcosa.

Io ho trovato il 64 e ho ripensato a quando ogni mattina andavo a scuola prendendo il bus 64 e ho desiderato di ritrovare l’entusiasmo per una vita ancora tutta da indovinare.

Non vi rimane che andare in gelateria e aspettare il vostro turno!

Oppure di scoprire le nuove date di “Cioccolato all’arancia” e nel frattempo, allenarvi a fare ciò che davvero volete e non solo quello che dovete.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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