ambiente Cultura

Equinozio d’autunno 2020: quando, cos’è e il suo significato

L'Equinozio d'autunno segna l'inizio della stagione più malinconica dell'anno, ma è il pretesto per darvi un po' di spunti su stelle, fiori, poesia e... glamour.

Equinozio d’autunno 2020: quando arriva, cos’è e il suo significato

L’Equinozio d’autunno 2020 segna l’inizio della stagione più malinconica dell’anno, quella delle foglie rosse e gialle sui viali delle città, dei tramonti già freddi, della fine ufficiale dell’estate.

Oggi vi diamo un po’ di spunti relativi all’Equinozio d’autunno e ad alcune curiosità legate a questa stagione che incarna “la lenta morte dell’anno” (G. Rodari), portandovi dalle stelle del cosmo al glamour alla poesia. Fino allo zafferano che zafferano non è…

Indice degli argomenti

Equinozio d’autunno 2020: quando è

Il primo giorno d’autunno 2020 sarà martedì 22 settembre. Più precisamente, l’Equinozio d’autunno inizierà alle 13.31 (l’Equinozio di primavera è stato lo scorso venerdì 20 marzo, in piena quarantena da Coronavirus Covid-19).

L’Equinozio d’autunno cade sempre o il 22 o il 23 settembre, a seconda se l’anno sia bisestile o meno.

L’Equinozio di primavera, invece, arriva o il 20 o il 21 marzo.

Equinozio d’autunno: cos’è

L’Equinozio segna il momento in cui l’orbita della Terra intorno al Sole vede quest’ultimo trovarsi allo zenit dell’equatore.

L’Equinozio ricorre per 2 volte durante l’anno, a marzo e a settembre. Insieme ai Solstizi, esso indica il momento in cui le stagioni astronomiche si passano idealmente il testimone segnando il passaggio tra primavera, estate, autunno e inverno.

Nell’emisfero boreale l’Equinozio di marzo segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l’estate e introduce l’autunno.

Ovviamente nell’emisfero australe accade il contrario: la stagione autunnale comincia con l’Equinozio di marzo, mentre la primavera prende vita a settembre.

Equinozio d’autunno: significato

Il termine “Equinozio” deriva dal latino aequĭnoctĭum, a sua volta derivato da “aequus” (uguale) e “nox” (notte), cioè “notte uguale”, in riferimento alla stessa durata che le ore dominate da Luna e stelle hanno del giorno.

Durante gli Equinozi, infatti, la durata del giorno è perfettamente uguale a quella della notte in ogni punto della superficie della Terra.

sole-sun-equinox-equinozio-autunno-orange-spighe-arancio-tramonto
Photo by Darwis Alwan on Pexels.com

Equinozio d’autunno: emisfero australe

Diamo uno sguardo anche ai “cugini” dell’altro emisfero.

L‘Equinozio d’autunno per l’emisfero australe è visibile nell’America del Sud, in Australia e in Nuova Zelanda. Esso è ovviamente dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre in relazione alla rotazione della Terra intorno al Sole.

Quindi mentre da una parte si procede verso la stagione calda e l’estate, dall’altra si aspetta l’inverno.

2 momenti che anno dopo anno continuano a darsi il cambio scandendo perfettamente il nostro tempo e le nostre giornate.

Autunno armocromia: un tocco di glamour

Non solo date, stagioni e ricorrenze. “Autunno” vuole anche dire Armocromia, ovvero la disciplina del tutto particolare che si pone come obiettivo quello di individuare e accostare ai nostri colori naturali quelli che possono valorizzarci al meglio, con particolare riferimento al viso.

Il tutto finalizzato a migliorare la nostra immagine grazie a tonalità e sfumature in grado di donarci armonia cromatica e di mettere in risalto la nostra bellezza naturale.

In Armocromia esistono dunque 4 stagioni, ispirate ovviamente a quelle che tutti conosciamo e di cui stiamo parlando.

La palette Autunno in Armocromia predilige toni scuri, sottotono caldo e intensità medio bassa. Si preferiscono insomma colori che ricordano le spezie e i boschi autunnali, appunto.

foglie-gialle-arancio-autunno
Photo by Kadri Vosumae on Pexels.com

“Già sento il tuo miele…”: autunno in poesia

Come ogni stagione che si rispetti, l’autunno ha ispirato i versi di decine di poeti, scrittori, compositori, artisti di ogni genere.

Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli ma anche Trilussa, Giacomo Leopardi fino a Gianni Rodari hanno regalato a questa stagione alcuni famosissimi componimenti.

All’Equinozio d’autunno però solo Gabriele D’Annunzio ha dedicato un pensiero. Precisamente all’interno della lunga poesia “Alcyone” del 1903:

Tra il Serchio e la Magra, su l’ozio
90del mare deserto di vele,
sospeso è l’incanto. Equinozio
d’autunno, già sento il tuo miele.

Colchico d’autunno: il falso zafferano

Se vi imbattete in una piccola pianta bulbosa dal colore rosa-violetto, che fiorisce in autunno ma anche in estate, fate estrema attenzione: potrebbe essere il Colchicum autumnale, purtroppo molto simile al ben più famoso zafferano (Crocus Sativus) ma velenosissima e letale.

Il Colchico d’autunno è famoso fin dai tempi più antichi, legato all’antica Colchide (un regno affacciato sul Mar Nero nell’Asia Caucasica).

Del Colchico si parla già nei trattati di medicina di Dioscoride Pedanio (medico, botanico e farmacista) nei primi decenni dopo la nascita di Cristo.

In tempi moderni invece il nome è stato ripreso per la prima volta da Joseph Pitton de Tournefort (botanico francese) e consolidato come genere nel 1737 da Linneo.

Nonostante il suo nome, dunque, il Colchico d’autunno non è una pianta da salotto con foglie rosse e verdi, né può essere associato a un gelsomino dalle foglie rosse.

Autunno in inglese

In ultimo, una piccola curiosità. “Autunno” in inglese si può dire in 2 modi assolutamente equivalenti:

  • Autumn
  • Fall

La differenza la dà il fattore geografico. Come spiega benissimo questo articolo di qualche anno fa, “Autumn” deriva dal francese “automne” che a sua volta viene dal latino “autumnus“.

Autumn” occorse per la prima volta in Inghilterra intorno alla fine del 14esimo secolo – inizio del 15esimo e convisse con la parola “harvest” (raccolto) che descriveva appunto il momento della mietitura autunnale.

Fall” invece arrivò solo a metà 16esimo secolo per descrivere “the fall of the leaf“, la caduta delle foglie, tipica dell’autunno. Poi diventò semplicemente “Fall“.

Come per “harvest“, è un termine descrittivo, ma più evocativo: un modo più poetico di osservare cosa rende davvero diversa questa stagione.

La distinzione “Autumn-Fall” inizia in Inghilterra quando le colonie americane cominciarono a staccarsi linguisticamente dall’inglese britannico.

Nel 17esimo secolo lo scrittore e lessicologo statunitense Noah Webster fu un ardente sostenitore della riforma linguistica americana e apportò per primo dei cambiamenti dall’inglese britannico a quello americano come “center” (non “centre”) e “color” (non “colour”).

Il lavoro di Webster fu molto influente e ampiamente utilizzato e mostra come al tempo dell’indipendenza americana, le colonie erano del tutto pronte a cambiare il loro modo di scrivere e di parlare per differenziarsi dall’imperialismo britannico.

Alla metà del 19esimo secolo, “Fall” era largamente utilizzato negli Stati Uniti mentre “Autumn” di più in Inghilterra.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: