Arte Cultura

2 statue di legno di Gandini ora vi accolgono a Monterotondo

Sono state inaugurate giovedì 9 luglio 2 nuove statue di Andrea Gandini, scolpite in ciò che resta di 2 alberi ormai senza vita all'ingresso di Monterotondo.

“Lei e lui”, le sculture in legno di Gandini contro la violenza sulle donne

Percorrendo la Via Salaria all’altezza di Monterotondo, non mancate di ammirare la nuova porta di ingresso alla città.

Nessun arco, nessun muro fortificato, nessun mattone a sbarrare la strada. Solo 2 alberi che vi accompagneranno in una passeggiata speciale.

Sono state inaugurate giovedì 9 luglio le 2 statue di Andrea Gandini, scolpite in ciò che resta di 2 alberi ormai senza vita.

Il giovane scultore, attivo in tutta Italia e soprattutto a Roma, è stato accolto con entusiasmo alla presenza delle autorità tra le quali il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone, la vicesindaca Isabella Bronzino, la presidente dell’ICM Antonella Avagnano, l’assessora Marianna Valenti e la consigliera Alessandra Clementini.

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Andrea Gandini

Il nuovo ingresso della città

2 duplici figure intagliate nel legno, una donna e un uomo, ora accolgono chi percorre la Via Salaria e allietano le passeggiate degli abitanti del quartiere.

La solita strada, in quel tratto, assume infatti delle caratteristiche particolari grazie alle opere di Andrea che, per dirlo con il poeta inglese William Wordsworth, riesce a “colorare con la sua immaginazione piccole scene di vita ordinaria e a presentare la quotidianità in maniera inusuale“.

A Monterotondo si è scelto di ridisegnare uno spazio urbano in modo simbolico, ponendo la prima pietra per una passeggiata dedicata alle donne vittime di violenza e alle pari opportunità.

“Lei e lui” simbolo contro la violenza

Il binomio “Lei e lui” ci mostra infatti 2 volti che si guardano dai lati della strada.

Questi sorridono mentre si specchiano l’uno negli occhi dell’altra ma la loro espressione cambia nel lato opposto dell’opera. La donna è vessata: in corrispondenza dell’occhio destro una ferita nel tronco ormai senza vita lascia intravedere tutto il suo dolore, mentre il volto dell’uomo perde il sorriso e assume un’espressione tetra.

La gioia di fare del male prende il sopravvento ma dall’altra parte della strada il coraggio e la determinazione spingono la donna a combattere contro il dolore.

Si fermano i passanti, scattano foto alle statue investite dalla luce del giorno che finisce e si interrogano sul messaggio del giovane artista.

Egli prova a immaginare che volto avrebbe potuto avere l’albero se fosse stato un essere umano e lo scopo è proprio quello di suscitare empatia e rispetto verso il tronco.

Il lavoro di Andrea Gandini

Timidamente e senza alcun desiderio di finire sotto le luci della ribalta, Andrea racconta di scolpire su commissione per migliorare il decoro urbano e di provare un amore smisurato per il legno, materia prima che adatta ogni volta e alla quale dà nuova linfa vitale.

Ma il fine ultimo è quello di trovare la forma nel tronco.

Riprendendo un concetto caro a Michelangelo, infatti, Gandini vuole scoprire la forma che già esiste nell’albero malato, rimuoverne gli strati che la nascondono e portarla alla luce del sole.

L’artista reputa il legno come una risorsa eccezionale ma poco considerata che, a differenza della pietra, dà la possibilità di maneggiare un organismo vivente.

Egli si impegna dunque a dare nuova dignità a un qualcosa che, alla fine della sua vita, sarebbe trattato come scarto e invita chiunque a comunicare la presenza di alberi malati.

Segnalato più volte dalla polizia locale a Roma mentre scolpisce, Andrea viene invece descritto dal Times e dal The Guardian come un giovane e promettente artista che sta lentamente scolpendo il suo spazio nella scena artistica italiana.

Le persone che lo incontrano si fermano, lo adottano, lo sostengono con acqua, gruppi elettrogeni e tutto ciò di cui ha bisogno per portare a termine l’opera. 

Guardatevi intorno la prossima volta che vi troverete a passeggiare negli angoli della Città Eterna, come per esempio in Via Cola di Rienzo dove Beatrice Cenci riprende a vivere o in Via Merulana, perché potreste imbattervi in qualcosa di inaspettato e potente: un albero alla fine della sua esistenza a cui Andrea Gandini ha scelto di ridare dignità e nuova linfa.

The Parallel Vision ⚭ _ Silvia Torrioli)

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