Musica

#Intervista: “Essere il mare”, navigando assieme a Edy Paolini

Intervista: Ascoltando il mare di Edy Paolini tra poesia e diritti civili

La verità è che ho impiegato tempo ad accettarmi come cantautrice, ho dovuto combattere con molte resistenze: in primis la timidezza“. Edy Paolini pare ce l’abbia fatta. E adesso non si ferma più.

Soprattutto sul più bello. Con un nuovo singolo, “Pantalassa“, appena uscito, un altro di prossima pubblicazione e il nuovo Ep “Essere il mare” a cui mancano pochi dettagli per essere rilasciato da RadiciMusic Records.

Edy fa della delicatezza la cifra stilistica di una proposta musicale eterea e raffinata, distinta da melodie eleganti che si intrecciano ai tasti del suo inseparabile pianoforte.

Un canto dell’anima cullato dal suo adorato mare dove tornerà questa estate, sponda Roseto D’Autore Festival, durante il quale potrete ascoltarla cantare e suonare temi a lei molto cari come i diritti delle donne, la tolleranza, i migranti, la ricerca di un dialogo.

Senza perdere mai la passione per l’ascolto, cosa che Edy porta avanti avidamente, soprattutto della musica dei suoi colleghi.

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Mi racconti da dove nasce la tua storia artistica?

Ho iniziato a studiare pianoforte classico da bambina, a 12 anni sono entrata in conservatorio.

Non mi sentivo molto a mio agio. Ho sempre avuto maggiore interesse per la canzone d’autore,  ho scoperto la musica classica studiandola, ma a casa ascoltavamo De André, Dalla, Bertoli, Battiato

Sono felice, però, di aver affrontato gli studi accademici, sono stati fondamentali per la mia formazione.

“Pantalassa” è un pezzo che affronta temi molto importanti e contemporanei come il concetto di casa, di tolleranza, dei migranti e dialogo. Accompagnato da un bellissimo video animato. Mi racconti come nasce il progetto?

La canzone è nata più di un anno fa, da una traccia fornitami durante “Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore”, concorso che propone ogni mese a un gruppo di cantautori una traccia diversa.

A partire da essa, poi, vengono scritte 10 diverse canzoni, una per ogni autore in gara.

È stata un’esperienza importante per me, un’ottima palestra. Nel tempo ho avuto modo di modificare e migliorare la musica e l’arrangiamento del brano.

L’idea del video è nata dopo aver letto un’intervista del Dott. Pietro Bartòlo, noto anche con il nome di “medico di Lampedusa”. Raccontava dei bimbi morti in mare. Nei sacchi destinati ai naufraghi defunti, spesso, c’erano bimbi piccolissimi, le femminucce avevano degli abiti bellissimi, con colori sgargianti: erano gli abiti della festa.

Le loro madri le avevano vestite bene affinché venissero accolte in Italia nel modo migliore.

Il video racconta questa speranza e lo fa tramite un cartone animato. Ho pensato che questa storia triste potesse arrivare meglio tramite i disegni di Mauricio Candotto, autore dell’animazione.

C’è anche un nuovo disco all’orizzonte? Come sarà?

In autunno uscirà un Ep per RadiciMusic Records dal titolo “Essere il mare”: 5 brani che partono dalla sua osservazione per poi affrontare 5 diverse tematiche.

Il  prossimo singolo, “Tetti di cristallo”, è dedicato a tutte le donne che si spogliano degli abiti imposti dalla società e hanno il coraggio di ribellarsi alle violenze fisiche e psicologiche.

Il brano che dà il titolo all’Ep, invece, parla della necessità di una maggiore attenzione all’ambiente, nella speranza che l’umanità si indirizzi verso un progresso più sostenibile.

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Nel corso del tempo com’è cambiato il tuo modo di interpretare il messaggio musicale?

La verità è che ho impiegato tempo ad accettarmi come cantautrice, ho dovuto combattere con molte resistenze: in primis la timidezza.

Questo mi ha permesso di dedicarmi per la maggior parte della mia vita all’ascolto massiccio della musica altrui.

Ho ascoltato e ascolto di tutto, con grande avidità.

Credo, anzi spero, che questi ascolti siano un bagaglio importante per la mia creatività. Oggi sono molto più selettiva del passato nei miei ascolti, ma resta sempre vivo l’interesse per i testi scritti bene e per le melodie raffinate.

Hai un pubblico-tipo?

Credo che le persone che apprezzano quello che scrivo siano persone riflessive, che nella musica cercano un’emozione più che un’evasione. 

C’è una cosa che secondo te una musicista non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Un musicista che sia anche autore dei suoi brani o della sua musica non deve mai scrivere per compiacere un eventuale pubblico. Scimmiottare altri autori non ci rende più bravi. Studiare i metodi compositivi degli altri deve servire ad arricchire il nostro, non a renderci degli ottimi imitatori.

Ciò che bisogna sempre fare, invece, è cercare e ascoltare musica, non perdere mai la passione per l’ascolto.

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

Il mio vero lavoro è quello di insegnante, mentre le mie canzoni sono sogni che custodisco gelosamente e che mi rendono viva.

Durante l’emergenza sanitaria ho trascorso moltissimo tempo online con i miei studenti, loro avevano bisogno di essere seguiti, questo mi ha allontanato dalla  musica, ma non è un problema, durante l’estate cercherò di recuperare il tempo perduto. 

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Trascorrerò il mese di luglio ad Atri, in Abruzzo, la mia terra natia.

La pace e la tranquillità mi permetteranno di definire alcuni aspetti dei 2 brani che registrerò a settembre. Ad agosto sarò tra i cantautori del Festival “Roseto d’Autore”, una rassegna che, negli ultimi anni, sta diventando sempre più prestigiosa. 

Dimmi di quale canzone vai al momento particolarmente fiera e perché

La canzone di cui vado più fiera è, probabilmente, “Tetti di cristallo”. Erano anni che volevo scrivere un brano sui diritti delle donne. Ne ho scritte un paio che ho immediatamente cestinato.

Stavolta, invece, credo di aver fatto un discreto lavoro. Inoltre sono felice dell’arrangiamento realizzato da Seby Burgio, è raffinato e pop al tempo stesso.

Mi descrivi Edy Paolini con un accordo e con 3 parole?

Mi bemolle.

Sogno, mare, pianoforte.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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