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World Press Photo 2020, vince la lotta all’oppressione

Si intitola "Straight Voice" lo scatto vincitore del World Press Photo 2020, la mostra aperta al Palazzo delle Esposizioni fino al 2 agosto.

World Press Photo 2020, vince la foto “Straight Voice” di Chiba

Un gruppo di ragazzi neri che protestano contro le condizioni di vita e la mancanza di democrazia in Sudan. È “Straight Voice“, la fotografia firmata dal giapponese Yasuyoshi Chiba vincitrice del World Press Photo 2020, il contest mondiale che ogni anno dà vita a una bellissima mostra con il meglio del fotogiornalismo del pianeta.

World Press Photo 2020 sarà aperta presso il Palazzo delle Esposizioni di Via Nazionale 194 dal 16 giugno fino al 2 agosto e metterà in mostra le 139 fotografie finaliste del premio, oltre a una selezione di istantanee vincitrici del prestigioso riconoscimento internazionale come Foto dell’Anno dal 1955 ad oggi.

Finalisti di questa 63esima edizione anche 6 italiani: Fabio Bucciarelli, Luca Locatelli, Alessio Mamo, Nicolò Filippo Rosso, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe.

“Straight Voice”: una poesia contro l’oppressione

L’occhio di Chiba ha colto i giovani nel corso di una manifestazione a Khartum, capitale del Sudan, il 19 giugno 2019, durante un blackout deciso dal Governo africano proprio per evitare ai dimostranti di essere visibili.

Blackout che è stato oltretutto mediatico perché in quella occasione fu deciso di bloccare anche l’accesso a Internet.

Il gruppo di manifestanti, tuttavia, si riunì lo stesso per strada illuminandosi con i soli schermi dei cellulari che avevano con sé.

Il fotografo giapponese è riuscito a portare alla nostra attenzione questa meravigliosa immagine amplificando proprio quella debole luce, che per i ragazzi della foto rappresenta il modo di farsi sentire e tramandare le loro esigenze al pubblico di tutto il mondo.

la giuria del premio ha dunque riconosciuto in “Straight Voice” l’immagine più simbolica dell’anno, quella meglio riuscita di tutte: “Soprattutto in un tempo in cui c’è molta violenza e molti conflitti” spiega Lekgetho Makola, presidente della giuria, “è importante un’immagine che possa ispirare le persone“.

E qui vediamo questo giovane che non sta sparando, non lancia sassi, ma recita una poesia. Esprime un senso profondo di speranza“.

I lavori selezionati

Per il World Press Photo 2020 i giurati hanno preso in esame quasi 74.000 fotografie provenienti da 125 Paesi e realizzate da 4.282 fotografi. In finale sono arrivati 44 autori di 24 Paesi diversi.

Tra loro anche il torinese Fabio Bucciarelli: “Il mio lavoro in Cile è stato realizzato nel dicembre 2019 e come tutti sappiamo da allora il mondo è cambiato. Io personalmente ho documentato il Covid a Bergamo per un mese e mezzo per il New York Times. E ora mi fa molto piacere riprendere in mano il mondo come l’abbiamo lasciato“.

I conflitti, le migrazioni, le persone più sfortunate che vivono nei posti più sfortunati continuano a vivere nonostante il Covid. È fondamentale riaprire gli occhi verso il resto del mondo, che è nostro dovere come fotogiornalisti continuare a documentare“.

Il reportage di Fabio presentato al Palazzo delle Esposizioni racconta del sistema non liberale importato in Cile dagli Stati Uniti, che ha creato grandissime differenze a livello di classi sociali, privatizzazioni, deregolarizzazioni.

Il lavoro fatto è uno spaccato sulle rivolte organizzate dalle persone che non vogliono più vivere in queste situazioni e quindi hanno deciso di scendere in strada per cercare di cambiare questo sistema“.

Non è quindi solo una guerra al governo del presidente del Cile Piñera ma una prova per un nuovo sistema, non basato sull’economia attuale“.


Info Mostra

– Titolo:
World Press Photo 2020

– Ideata da:
World Press Photo Foundation di Amsterdam

– Organizzata da:
Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography

– Dove:
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194

– Durata:
Dal 16 giugno al 2 agosto

– Orario visita:
Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: ore 10-20. Venerdì e sabato: ore 10-22.30. Lunedì chiuso.

– Biglietti:
Intero 12,50 euro
Ridotto 10 euro
Biglietto valido anche per la mostra di Jim Dine

– Info e prenotazioni:
06-39967500

– Catalogo “World Press Photo 2020” a cura di World Press Photo Foundation e pubblicato da Skira Editore.

(© The Parallel Vision ⚭ ­_ Paolo Gresta)

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