Teatro

Invito a Teatro: Aspettando lo Spazio Diamante

Per questo nuovo “Invito a Teatro” vi accompagniamo a (ri)scoprire uno spazio culturale con una storia davvero interessante: Alessandro Longobardi ci apre le porte dello Spazio Diamante.

Invito a Teatro: Aspettando lo Spazio Diamante

Per questo nuovo “Invito a Teatro” vi accompagniamo a (ri)scoprire uno spazio culturale con una storia davvero interessante. Siete comodi? Alessandro Longobardi ci apre le porte dello Spazio Diamante fra incontri e confronti.


C’era una volta lo Spazio Diamante: se doveste compilare la sua carta d’identità cosa scrivereste?

Lo Spazio Diamante è un anello di congiunzione tra passato e presente. Nato negli anni ’50 in pieno sviluppo economico dell’Italia post-bellica, quando il cinema rivestiva un ruolo primario nella vita dei romani e non solo.

All’epoca, nelle abitazioni, pochi avevano il riscaldamento e andare al cinema in inverno era non solo un’emozione ma anche molto confortevole e, come mostrato in “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore, alcuni si portavano la sedia da casa. Era sempre tutto esaurito. 

Che tempi!

Arriviamo ai giorni nostri, dopo anni di crisi e decadenza economica e culturale, la riapertura al pubblico è stata la sintesi di una esigenza che parte dalla convinzione che l’attività culturale può curare il disagio e seminare bellezza in un contesto di rigenerazione urbana seguendo la teoria delle finestre rotte dell’ex sindaco di New York Giuliani.

Dopo l’esperienza in Sala Umberto andare in un’area periferica e ripartire da zero, liberi da vincoli legati al genere, è stata una sfida ragionata.

Sono atti di sobria follia, quasi un ossimoro, ma iniziative di questo genere prive del sottotesto “interesse economico” hanno un qualcosa di destabilizzante per tutti.

Infatti abbiamo dovuto tollerare nemici invisibili, vuoi per la solita paura della novità e della necessità di cambiamento indesiderato, vuoi per la concorrenza potenziale temuta dai più conservatori e peggio per la mancata relazione con un tipo di potere che ama mettere il cappello a prescindere sulle iniziative pubbliche.

Fatto sta che abbiamo subìto diversi furti, minacce, sfregi e ogni tipo di vessazione burocratica.

Abbiamo tenuto duro e piano piano siamo stati accettati e inclusi.

Certo se non avessimo avuto una fortissima determinazione sarebbe stata una esperienza già conclusa.

Lo Spazio, diviso in 3 sale, ha una vocazione per la formazione e le arti performative, predilige la contemporaneità e la ricerca. Come tutti i luoghi di cultura ambisce a essere la casa del confronto e dell’incontro.

Una piazza sempre aperta alla creatività dei giovani e giovanissimi. Con qualche difficoltà abbiamo dialogato con le comunità multietniche. Ma il nostro vero problema è la perenne mancanza di fondi e quindi programmare è sempre molto faticoso.

Poi questa stagione con il Covid passerà alla storia. Dal lockdown al knockdown? Chissà…

alessandro-longobardi
Alessandro Longobardi

Ma oggi c’è ancora! Sogni, speranze e progetti per il post quarantena

Se non sarà knockdown, vogliamo migliorare la relazione con il territorio e fare rete con le vivaci realtà ivi presenti.

Io amo molto la danza contemporanea e la street dance, abbiamo 2 iniziative in questa direzione.

Altrettanto importante è il dialogo con i giovani e le scuole. Vorremmo essere ispiratori per sostenere un cambiamento del sistema dove l’uomo deve imparare a rispettare sé stesso, la comunità e la natura. Questo Covid è una opportunità straordinaria per vivere meglio.

Leggere, studiare, dialogare, agire, costruire, confrontarsi, innovare, amare la vita e impegnarsi.

Faremo la IV edizione del Festival “In Divenire” diretto da Giampiero Cicciò e insieme alla scuola professionale di teatro Stap Brancaccio diretta da Gioielli, apriremo una sezione Musical. 

Sogno: tornare ad essere sempre esauriti come nei mitici ’50 senza temere i virus e il tristissimo distanziamento sociale.

Che la crisi non ci seppellisca!

spazio-diamante

Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili.

Eugène Delacroix

The Parallel Vision ⚭ ­_ Raffaella Ceres)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: