Teatro

Invito a Teatro: aspettando l’Altrove Teatro Studio

Invito a Teatro: aspettando l’Altrove Teatro Studio

Il nuovo appuntamento con lo speciale “Invito a Teatro” è dedicato a un giovanissimo spazio che si trova a fronteggiare con coraggio questo momento di crisi pandemica.

I direttori artistici Ottavia Bianchi e Giorgio Latini ci accompagnano alla scoperta dell’Altrove Teatro Studio: la loro forza e il loro entusiasmo possono essere un valido sostegno dal quale prendere esempio.


C’era una volta l’Altrove Teatro Studio: se doveste compilare la sua carta d’identità, cosa scrivereste?

L’Altrove Teatro Studio è un luogo votato alla prosa, pensato per il pubblico e con degli spazi a misura d’attore.

Da sempre ci siamo prefissati di riavvicinare le persone al teatro con testi validi, recitati da attori capaci e diretti da registi intelligenti.

Siamo nati nel 2018 anche se l’associazione esiste dal 2012 e da subito abbiamo cercato di avvicinare trasversalmente più fasce d’età, sempre però nel segno della qualità e di una proposta coerente, ma varia, evitando di andare a rincorrere i gusti del pubblico, anzi cercando di osare gradatamente un po’ di più, anno dopo anno.

Crediamo fermamente che le persone possano essere rieducate al buon teatro ma da più di 3 decenni si è rincorso sempre di più il botteghino sicuro, il nomino televisivo a scapito del nuovo, diseducando la gente alla bellezza e scoraggiando le produzioni a scommettere su realtà più giovani e innovative.

Abbiamo fin dall’inizio voluto dare alla città e al quartiere uno spazio vivo, in cui anche la formazione e la didattica potessero fornire una risposta a una domanda che c’è, esiste.

Tuttavia al suo arrivo, uno studente di 18 o 20 anni, animato dall’urgenza di esprimersi attraverso l’arte, la musica, il teatro, non sempre è in grado di discernere la differenza tra quel che vede in un reality e quel che significa davvero intraprendere questa professione che mai come ora richiede, a chi vi si avvicina, il tempo e la fatica necessari all’apprendimento di un mestiere.

In questo senso quindi la nostra identità sta nel desiderio di rompere un meccanismo vizioso che, a più livelli, sta minando l’arte del teatro, offrendo invece un’alternativa a quello che c’è fuori, un Altrove appunto dove ricreare partendo dalla base: gli attori, il testo, il pubblico.

altrove-teatro-studio

Ma oggi c’è ancora! Sogni, progetti e speranze per il dopo quarantena

Progetti ne abbiamo molti: la ripresa del nostro spettacolo “Le Sorellastre”, il recupero dei testi della scorsa stagione e l’integrazione con altri progetti che comporranno la nuova, oltre a 2 format inediti di spettacolo a prova di restrizioni.

Sogni e speranze invece pochissimi, nel senso che in questi anni abbiamo imparato a sperare poco facendo invece affidamento solo su noi stessi senza aspettare aiuti dall’esterno.

Preferiamo poggiare la nostra progettualità su poche ma granitiche certezze:

  • La determinazione nel trattare l’amore per il teatro per quello che è: un lavoro;
  • le nostre risorse in termini di creatività, professionalità e azione capillare sul territorio;
  • la consapevolezza, che è la nostra forza, di essere liberi nelle scelte sia che esse comportino errori o successi.

Certo sarebbe bello pensare in un ritorno alla totale normalità nel più breve tempo possibile, o anche solo ad avere norme chiare col dovuto anticipo, come sarebbe giusto aspettarsi da un governo che comprenda il valore della cultura, specie in un Paese come il nostro.

Purtroppo vedendo tutti i problemi che stanno incontrando gli imprenditori italiani in ogni settore (dal turismo all’estetica, dalla ristorazione alla vendita al dettaglio) dovuti alla lentezza delle leggi e a una burocrazia atta solo a scoraggiare imprese e iniziative virtuose, preferiamo non nutrire speranze nelle istituzioni e fare quello che sempre abbiamo fatto: fare da soli.

Il teatro porta alla vita e la vita porta al teatro. Non si possono scindere le due cose.

Eduardo De Filippo

The Parallel Vision ⚭ ­_ Raffaella Ceres)

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