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#QuadroDelMese: Henri Matisse, “Pianista e giocatori di dama” (1924)

#QuadroDelMese: Henri Matisse, “Pianista e giocatori di dama” (1924)

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Henri Matisse (1869 – 1954) è stato un artista francese simbolo del XX secolo, esponente per eccellenza della corrente avanguardistica dei “Fauves”. Nacque il 31 dicembre a Le Cateau-Cambrésis e trascorse la sua infanzia nella Francia nord orientale, primogenito della sua famiglia.

A Parigi arrivò nel 1887 ufficialmente per studiare da impiegato statale, ma lo scontro con la pittura 2 anni dopo lo deviò verso la carriera di artista. Il padre non glielo perdonò mai.

Agli albori della sua carriera creativa, Matisse iniziò appassionandosi di paesaggio e seguendo i precetti dell’Académie Julian.

Furono gli ultimi anni del secolo a concedergli una nuova prospettiva sull’arte, favorita dal movimento Impressionista e dall’influenza dell’amico e pittore John Russell. Con lui Henri scoprì le potenzialità del colore come elemento “disegnante”. Nel ’99 sposò Amelie Noelie Parayre, da cui ebbe i figli Jean e Pierre. Anni prima aveva avuto la primogenita Marguerite da una delle sue modelle. 

L’atto di nascita del “Fauvismo” va trovato nel Salon d’Automne del 1905, in cui diversi artisti scioccarono la critica francese presentando quadri con colori innaturali e violenti, un’esplosione di emozioni sulla tela.

Il termine “fauves” in francese significa proprio “belve selvagge”, rispettando l’impressione che dovevano aver dato alla società del tempo. Nel movimento improvvisato confluirono, con Matisse, l’amico André Derain, George Braque, Raoul Dufy e il professor Gustave Moreau, che contribuì a diffonderlo tra i giovani studenti.

Nonostante la violenza della prima esplosione i Fauves declinarono in un solo anno, non così però la carriera di Matisse. Tra il 1906 e il 1917 l’artista realizzò alcune tra le sue opere principali e prese parte attiva al gruppo di artisti che lavorava a Montparnasse.

Per rappresentare la realtà l’artista imbrigliava il colore in forme semplici e accese che lo portarono, negli ultimi anni, a toccare anche l’astrattismo. Tra le tecniche che perfezionò va ricordato il collage su carta, che creava tra gli sfondi omogenei e le figure ritagliate un contrasto assolutamente innovativo nell’arte. Tra i suoi maggiori capolavori con questa tecnica i “Nudi Blu”.

Per alcuni anni Matisse dominò i salotti francesi, molto amato dalla mecenate Gertrude Stein. Proprio nel suo salotto fece la conoscenza del suo “rivale” per eccellenza, Pablo Picasso. Tra il 1911 e il 1917 i suoi amici aprirono addirittura l’Académie Matisse, perché l’artista elargisse le sue tecniche a giovani studenti senza fini di lucro. 

Dal 1918 Matisse si trasferì a Cimiez, un sobborgo di Nizza. Era appena trascorsa la sanguinosa Prima Guerra Mondiale che influenzò la sua arte con un cosiddetto “ritorno all’ordine”. Le scenette famigliari di Nizza furono da molti critici bollate come decorative e definite di second’ordine, nonostante il tocco di Matisse si potesse ravvisare puro come al tempo delle “bestie”.

Dopo il 1941, a causa di un cancro all’intestino, la salute dell’artista andò peggiorando e lui tornò a dedicarsi ai suoi collage, aiutato dai tanti studenti in visita.

Morì a 84 anni nel monastero di Vence, a causa di un attacco cardiaco. L’ultima sua opera, realizzata per ringraziare dell’ospitalità, è la Cappella della Santa Maria del Rosario, decorata con alcune delle sue opere più immortali. 

Pianista e giocatori di dama” è un’opera che risale al 1924, perfettamente inquadrata nel “ritorno all’ordine” di Nizza. All’interno è rappresentata la stanza dell’artista in Costa Azzurra, mentre al piano suona la sua modella preferita Henriette Darricarére e alla dama giocano i suoi fratelli minori.

I motivi decorativi dividono l’opera in 3 parti: la parete del piano, quella dei disegni e il pavimento decorato da un sontuoso tappeto. Sulla parete in fondo, sopra il comò, campeggia una scultura che riproduce la “Prigione” di Michelangelo, mentre alle pareti sono affissi alcuni famosi disegni di Matisse.

L’interpretazione più quotata vede la scena rappresentata come una sorta di stanza dei tesori dell’artista. I 3 modelli, infatti, ricordano i 3 figli di Matisse in un momento di gioco pomeridiano.

Tutti i suoi amori sono inseriti nella scena idilliaca: i suoi disegni, i violini appesi sull’armadio e l’opera michelangiolesca che è la rappresentazione stessa della scultura.

Il vero protagonista resta comunque il colore, con il quale il pittore puntava a dimostrare come anche un interno potesse trasformarsi in un paradiso con la giusta dose di passione. 

The Parallel Vision ⚭ ­_ Gloria Frezza)

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