Musica

#Intervista: Valentina Gullace racconta il singolo “Winter”

Valentina Gullace ci racconta “Winter”, il suo nuovo singolo

Penna raffinata e voce di velluto, Valentina Gullace esordisce qualche mese fa con “La mia stanza segreta” (Filibusta Records), primo album da cantautrice uscito il 27 settembre 2019 dopo una carriera già ricca di palco, soprattutto su sponda musical, ma anche attraverso un’intensa attività live nei più importanti jazz club d’Italia.
Winter” è il titolo del nuovo singolo della cantante, attrice, ballerina e performer calabrese, un pezzo a cui fa da cornice il bel video firmato da Giacomo Citro e che per Valentina ha un significato del tutto particolare, legato all’adolescenza, a un amore inevitabilmente concluso e a una lettera mai spedita.

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Un intero album che si racconta in una “Stanza segreta”. Come nasce questo tuo nuovo percorso discografico?
Fare un disco era qualcosa che dovevo a me stessa. Io ho sempre voluto fare la cantautrice ma semplicemente prima non ne avevo il coraggio. Non ho mai avuto particolari smanie di celebrità e quindi anche le mie scelte artistiche sono sempre state motivate dalla ricerca di una coerenza fra chi sono e cosa mi piace realmente nella musica e nel teatro. Questo ha reso il mio percorso ancora più complesso e tortuoso. Ho iniziato a comporre a 17 anni e l’ho sempre fatto solo per me stessa, come fossero delle pagine di un diario segreto in musica. Per una vita intera mi sono dedicata quasi solo al teatro musicale, girando i teatri di tutta Italia con musical come “Jesus Christ Superstar”, “Frankenstein Junior” e l’ultimo, “The Full Monty”. Ho trovato il coraggio di aprire le porte della mia “stanza segreta” e ho iniziato a lavorare al disco solo 4 anni fa e l’ho fatto perché sono cresciuta e ho capito che non è giusto limitare la propria espressione artistica solo per paura di non essere abbastanza.
Oggi il mio desiderio è quello di fare più concerti possibile, portare la mia musica dovunque per moltissimo tempo.

Il singolo, “Winter”, racconta 2 donne in 2 epoche diverse. O forse è più corretto affermare che viene raccontato in musica da 2 donne lontane per epoca. Cosa ne pensi e perché questo dualismo?
In realtà la storia delle 2 donne in epoche storiche diverse è nata per il videoclip del brano, diretto da Giacomo Citro. La canzone racconta la difficoltà di metabolizzare la fine di una relazione importante ed è una sorta di delirio amoroso, fra la consapevolezza che tutto è finito e la speranza di ricominciare insieme alla persona amata. Il titolo “Winter” fa riferimento a quella sensazione di freddo che si prova quando perdiamo qualcuno a cui teniamo e dunque non parla didascalicamente della stagione invernale. Ho iniziato a scriverla 8 anni fa ed era una lettera che poi non ho mai consegnato. Mi ero bloccata alle prime 2 strofe e poi l’ho messa via. Ho ripreso in mano il brano quando ho deciso di fare il disco e ho riscritto il testo in inglese, sviluppando il resto della canzone. Nel farlo ho immaginato una donna alla fine di una importante storia d’amore, incapace di digerire un fallimento cocente. Mi faceva piacere mantenere in qualche modo l’idea della lettera mai consegnata e così l’ho usata nel videoclip, incentrato appunto sulla figura di queste 2 donne di epoche storiche diverse ma accomunate dalla stessa ferita emotiva.

Sonorità morbide, quasi oniriche, caratterizzano la cifra stilistica del singolo. Cosa ci puoi dire in merito?
Winter” è un brano tormentato ma morbido nel contempo. Nel ritornello si ripete quasi ossessivamente “Come back ‘cause I’m feeling incomplete…” e il meraviglioso solo di tromba del grande Fabrizio Bosso esalta questa atmosfera volutamente struggente, evocativa, piena di emozioni contrastanti. Gli arrangiamenti del mio disco sono stati curati da Seby Burgio che è anche il pianista e suoi sono gli arrangiamenti degli archi, suonati da Giovanna Famulari al violoncello e Vanessa Cremaschi al violino.
Gli altri musicisti che hanno suonato il brano sono Daniele Sorrentino al contrabbasso e Dario Panza alla batteria.

Valentina, tu come ti senti? Donna da carta e penna o da strumenti digitali?
Da piccola mia madre mi chiamava “la grafomane”! Scrivevo di continuo, avevo ovviamente il diario segreto e oltre alle mie riflessioni sulla vita adoravo scrivere poesie. Quando compongo le mie canzoni sento naturale usare carta e penna e solo successivamente uso il computer… Direi decisamente di essere una donna da carta e penna!

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Vogliamo ricordare chi ha collaborato con te al disco?
Oltre ai già citati Seby Burgio, Daniele Sorrentino e Dario Panza, Vanessa Cremaschi e Giovanna Famulari, ricordo ancora la presenza di Fabrizio Bosso su “Winter”, “La responsabilità di te” e su “Respirare”, dove è presente anche il chitarrista jazz Daniele Cordisco. Su “Resta qui” duetto col mio amico e collega Marco Stabile, attore e cantautore.

A chi dedichi questo album?
Alla mia famiglia, che mi ha permesso di realizzare tutti i miei sogni.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Raffaella Ceres)

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