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#QuadroDelMese: Gustav Klimt, “Ritratto di signora” (1916-17)

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Gustav Klimt (1862 – 1918) è stato un pittore austriaco tra i più importanti esponenti del secessionismo viennese. Nacque nelle periferie di Vienna il 14 luglio, in una famiglia di 7 fratelli e 2 genitori molto inclini all’arte in tutte le sue forme. Anche per questo, nonostante le ristrettezze economiche in cui versava la sua famiglia, gli fu concesso di frequentare la Kunstgewerbeschule, scuola d’arte e mestieri d’Austria, fino al 1883.

Riconosciuto fin da subito come un talento, ricevette la sua prima commissione per la decorazione del cortile del Museo di Storia Antica. Il gradimento di pubblico e critica fu unanime, il che lo portò ad altri lavori di valore: le 4 allegorie del Palazzo Sturany e le decorazioni del Burgtheater. Nel 1888 l’imperatore Francesco Giuseppe gli concesse una benemerenza ufficiale e le università di Monaco e Vienna lo nominarono membro onorario. Al culmine del proprio successo, tuttavia, la carriera dell’artista subì una botta d’arresto di oltre 6 anni, dovuta alle morti improvvise del padre e del fratello Ernst. A riportare luce sulla sua vita sarà Emilie Floge, incontrata intorno al 1893, che nonostante la sua condotta libertina gli resterà accanto per tutta la vita.

L’anno della svolta fu il 1897, quando Klimt in aperta competizione con l’ambiente accademico fondò con 19 artisti la Wiener Sezession (secessione viennese). Con la loro rivista, Ver Sacrum, questo gruppo di indipendenti puntava a ribadire la grandezza dell’arte come culla di stili diversi e di affermazioni alle volte opposte, come design e arti plastiche. Sotto l’egida con il simbolo di Atena Pallade si riunirono simbolisti, modernisti e naturalisti.

Nei primi anni del ‘900 Klimt soggiornò a Ravenna per qualche tempo e venne rapito dai colori dei mosaici bizantini. Il tripudio di oro e pietre e la resa luminosa della realtà lo fecero innamorare. Al suo ritorno in patria, dove si avvicinò ai Laboratori Viennesi, realizzò le sue opere più note proprio con quell’ispirazione in mente (“Il bacio“, “Giuditta“, “Ritratto di Adele Bloch-Bauer“). Il “periodo aureo” si concluse nel 1909, quando l’artista decise di abbandonare simbolismo e uso predominante del dorato.

Appena concluso “Giuditta II“, Klimt attraversò la sua seconda crisi artistica. Stanco dell’Art Nouveau e degli strascichi di quella Belle Epoque ormai giunta al termine, influenzato dalle produzioni di Toulouse-Lautrec e Matisse, egli dedicò il suo periodo maturo all’esplorazione dell’espressionismo. I suoi colori moltiplicarono e si accesero, mentre le linee diminuirono sfumando nei contorni. Nel 1911 vinse il primo premio all’Esposizione Internazionale di Arte di Roma con “Le Tre Età della Donna“. Morì improvvisamente il 6 febbraio 1918, in seguito a un ictus che lo colpì al ritorno da un viaggio in Romania.

Ritratto di signora” (1916 – 1917) è tra gli ultimi capolavori di Gustav Klimt, realizzato qualche anno prima della sua morte. È stato protagonista delle cronache di attualità quando, lo scorso 10 dicembre, 2 giardinieri della Galleria Ricci Oddi di Piacenza hanno ritrovato il quadro in una intercapedine del palazzo. Era stato rubato durante la preparazione di una mostra nel 1997, 22 anni fa.

L’identità della donna ritratta in posa languida è ancora un mistero. L’ipotesi più accreditata è quella di Ria Munk, che l’autore ritrasse sul letto di morte in un dipinto del 1912. La somiglianza tra le 2 figure è molto evidente per via dell’incarnato chiaro, degli occhi profondi e dei folti boccoli neri, ma non è possibile confermare questa tesi. Intorno alla donna si apre uno sfondo scuro e buio, tipico della riflessione artistica dell’autore durante il suo periodo maturo.

Nel 1996 una giovane studentessa di liceo, Claudia Maga, compiendo alcune ricerche scoprì che sotto il dipinto ne era nascosto un altro. Si trattava di un ritratto invernale della stessa donna, avvolta da uno scialle e da un importante cappello nero, in uno sfondo ben più chiaro e luminoso. Con un test ai raggi X venne confermata la tesi della studentessa e l’opera cancellata venne identificata come un ritratto eseguito nel 1910 da Klimt ed esposto solo una volta a Dresda, per poi sparire per sempre.

I colpevoli del furto del 1997 sono ancora ignoti, sebbene ad oggi 2 pregiudicati abbiano confessato a un giornalista della testata “Libertà” di esserne gli autori. Nell’aprile dello stesso anno la polizia scoprì una copia falsa del dipinto che veniva spedita ad Hammamet, diretta a Bettino Craxi per cause non ben chiare. Ora “Ritratto di signora” tornerà al suo posto, nella ricca collezione del mecenate Giuseppe Ricci Oddi, donata per amore alla sua città e finalmente tornata integra.

The Parallel Vision  ­_ Gloria Frezza)

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