Musica

#Intervista: I Disco Zodiac tra “Vino” e Arctic Monkeys, in attesa dell’album

Pubblicato lo scorso 4 ottobre per Rumore di zona / The Orchard, “Vino” è il nuovo singolo dei Disco Zodiac, valente formazione romana che con questo brano anticipa l’uscita del nuovo album prevista per il 2020. Attivi dal 2012, i Disco Zodiac sono cresciuti con gli Arctic Monkeys nel sangue (il gruppo nasce come cover band della formazione inglese) e lentamente iniziano a conquistarsi il loro spazio nell’ambiente musicale romano e non solo.
Dopo numerosi concerti in tutti i principali live club della Capitale, la band pubblica nell’estate 2018 il singolo “Della Città” che racconta di un suono vintage puntellato da un approccio indie pop di matrice italiana. Una cifra che i DZ tutt’ora conservano.
In occasione dell’uscita di “Vino“, il cui video è firmato da Vincenzo Zeno, abbiamo incontrato Alessio Modica (voce e chitarra), Lorenzo Lambusta (chitarra), Marco Pula (batteria), Jacopo Pisu (basso) e Michele Tortora (tastiere) e ci siamo fatti raccontare qualcosa in più sulla canzone e sul nuovo disco in arrivo.

DZ01“Il vino prepara i cuori” diceva Ovidio, siete d’accordo? Ci raccontate da dove è partita l’ispirazione per la vostra “Vino”?
Il vino è una sostanza che ha qualcosa di magico rispetto all’alcol in generale e lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Era una sera d’estate e stavamo bevendo del vino quando, un po’ per gioco, ci siamo messi a improvvisare su una tastiera giocattolo la storia di questa fuga amorosa e spericolata in una grande città, abbiamo colto l’ispirazione da dentro la bottiglia e l’abbiamo portata in sala praticamente.

Se doveste consigliare a qualcuno la situazione perfetta per ascoltare “Vino” per la prima volta, quale sarebbe?
Probabilmente in macchina, dopo una lunga serata spensierata, tra le luci della città e la strada che ti scorre veloce accanto, o almeno secondo noi. Non escludiamo che qualcuno la preferisca per fare la spesa piuttosto che allenandosi in palestra.
cover_Vino_DZ
Ci raccontate quali sono stati, fino ad ora, i momenti più belli della vostra carriera musicale?
Nel 2015 abbiamo aperto il concerto degli Alt-J a Rock in Roma ed è stato bello, abbiamo capito veramente che volevamo fare musica per un grande pubblico, poi probabilmente arrivare a registrare con Marta Venturini (già produttrice di Calcutta) è stato entusiasmante per noi, vedendo che la nostra musica prendeva esattamente la forma che volevamo.

Quali sono gli artisti che vi hanno ispirato come band e quelli a cui guardate con interesse ora?
Abbiamo iniziato incoraggiati dal rock degli Arctic Monkeys e dei The Strokes quando eravamo una cover band, poi ovviamente abbiamo iniziato a interessarci a tutti i tipi di musica senza limiti di data o di genere, passando da Lucio Battisti ai Red Hot Chili Peppers, ma per questo album ci siamo lasciati ispirare dai Daft Punk.

“Vino” anticipa il vostro prossimo album, cosa possiamo aspettarci in materia di sonorità e temi?
Sarà un album ricco di atmosfere, molte persone forse si aspetteranno di trovarci più canzoni come “Vino”, ma in realtà ce ne sono una o due che richiamano quel mondo.
Il resto dell’album segue anche un filone di pezzi più lenti, più complessi e più allegri. Sarà divertente ascoltarlo per intero.

The Parallel Vision  ­_ Gloria Frezza)

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