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Com’era il cibo del ‘500? Palazzo Velli si inventa la cena leonardesca

Dipinti, disegni, proiezioni, live performance. Tutto pienamente nello spirito multidisciplinare di Palazzo Velli Expo. Ma stavolta, per l’evento “Cibarie Leonardesche” appena concluso, i direttori artistici Alessandro D’Alessandro e Valeria Cirone hanno voluto prendere alla lettera il titolo della mostra e organizzare 2 affascinanti cene rinascimentali aperte al pubblico, in cui assaggiare piatti provenienti direttamente dalle cucine del ‘500.

Le “ricette alla moda” del rinomato cuoco dell’epoca Bartolomeo Scappi sono state infatti riproposte da chef Di Buonatavola all’interno di Palazzo Velli Expo (Piazza Sant’Egidio 10, zona Trastevere), dove lo staff della galleria ha allestito 2 tavoli da cena circondati dalle opere degli artisti in mostra per “Cibarie Leonardesche“, la collettiva a cura di Beth Vermeer.

Parallelamente al percorso della mostra segnato dal cibo, inteso non solo come meri alimenti ma piuttosto sistema comunicativo, protocollo di immagini, sensazioni e comportamenti, le cene leonardesche cucinate da chef Di Buonatavola sono state più che un corollario all’intera esposizione. I partecipanti hanno potuto gustare ricette dai sapori decisi e dalle preparazioni sofisticate come la lasagnetta con zucca e amaretti, la faraona su purea di fave con funghi porcini, la minestra di erbe, fino alla crema di bono zambaglione.

Un confronto, dunque, a colpi di sapori desueti con lo spirito “godereccio” di Leonardo che si dimostra Maestro e genio inarrivabile anche a tavola. Da Vinci infatti possedeva un registro nel quale erano inclusi tutti gli elementi presenti negli scritti di Scappi, come latte, uova, erbe, sorgo, funghi, farina, fagioli, carne, meloni, uva, aceto e
vino. Il cibo si fa dunque inedito ponte tra arte e scienza consentendo alla mostra di evolversi lungo il filo conduttore del rapporto di Leonardo con la natura, l’alimentazione e la cucina.

Di seguito, il menu delle cene leonardesche di Palazzo Velli Expo, arricchite dai canti a cappella del ‘500 di Rossana Damianelli e Paolo Fabbroni e dal reading poetico “La Poesia è una Pittura che si sente”, a cura di Maria Concetta Petrollo e con il coordinamento artistico di Patrizia Battaglia:

Primo servizio di credenza
Crostino con fegatelli
Torta rustica con carciofi e spezie
Tagliere di formaggi e composte

Primo servizio di cucina
Minestra di erbe

Secondo servizio di cucina
Lasagnetta con zucca e amaretti
Acqua e farina al sugo di cinghiale

Terzo servizio di cucina
Faraona su purea di fave con funghi porcini

Secondo servizio di credenza
Crema di bono zambaglione
Torta di riso e amandole

Bevande
Vino rosso in abbinamento
Vino bianco in abbinamento
Acqua di fonte

Cibarie Leonardesche” si è tenuta nell’ambito di Rome Art Week 2019 e ha ospitato le opere di Carlo Accerboni, Laura Accerboni, Stefania Alba, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Valter Luca De Bartolomeis, Uri de Beer, Maurizio Elettrico, Marilena Faraci Stangier, Agostino Faravelli, Laura Fonsa, Francesco Geronazzo, Fabrizio Gori, Yana Karamandshukova, Andrea Mancini, Elena Mantovani, Andreas Mares, Anne-Françoise Morin, Enzo Navarra, Silvia Noferi, Antonello Palladinoadino, Gloria Pastore, Mario Pepe, Farzaneh Rostami Claire Jeanine Satin.

Il progetto è stato ideato e curato da Beth Vermeer, coordinato scientificamente da Design for Everyday Life e realizzato in collaborazione con Valeria Cirone, ottenendo il patrocinio del Municipio Centro del Comune di Roma.

The Parallel Vision  _ Paolo Gresta)

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