Una basilica che risale alla Roma imperiale dove sono custodite le catene di San Pietro, colui che fondò la chiesa cattolica tanto da essere considerato il primo Papa e un’opera straordinaria, il “Mosè” di Michelangelo, lo scultore della luce nel Rinascimento italiano. È questo il prestigioso luogo che ospiterà in esclusiva il consueto Concerto di Labozeta a pochi giorni dal Natale, dove le note di Mendelssohn, interpretate dalla Cappella Musicale Costantina, faranno da sfondo alla magnificenza del “Mosè“, una statua così realistica che, stando a quanto si narra, lo stesso Michelangelo osservandola pronunciò la famosa frase “perché non parli”.
Questa volta sarà la musica a parlare in un evento, unico nel suo genere: 70 elementi tra professori di orchestra e coristi eseguiranno i brani che hanno reso celebre il compositore tedesco. Il “Magnificat” e la celebre “Ouverture la Grotta di Fingal” sono tra le composizioni scelte che Mendelssohn terminò proprio a Roma attorno al 1830. Di fronte al “Mosè” è presente un organo di Giacomo Alari realizzato tra il 1686 e il 1687 e restaurato ed ampliato nel 1884 da Attilio Priori.
L’incontro tra arte e storia, tra scienza e cultura si ripete e rimane per Labozeta la priorità di questo concerto speciale che vedrà la partecipazione di autorevoli personalità provenienti dal mondo istituzionale, imprenditoriale e della società civile.
L’appuntamento è all’interno della Basilica di San Pietro in Vincoli (Piazza di San Pietro in Vincoli 4/a) venerdì 13 dicembre dalle ore 20.30. L’ingresso è libero.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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