#lammazzacaffè

#Lammazzacaffè: I BEAT LESS

Cari figli d’altra, mi sento generosa, vi racconterò una fiaba. Un bel giorno nacque un dio, Rock and Roll, dall’amore tra Musica e Inquietudine. Il giorno dopo morì. Non ebbe paura di farlo, perché, come qualsiasi altro comunissimo dio, non temette la morte. L’indomani molti ne provarono nostalgia. Chi piangeva di là, chi si disperava di qua. Chi santo subito. Dopo poco Rock and Roll, non contento di essere morto, – e chi lo sarebbe? – volle tornare al suo posto, da vivo, ma il suo trono era cambiato, gli anni lo avevano trasformato. E anche lui non aveva più una bella cera. Passò un po’ di tempo e decise di cambiare nome. Era forse quello il problema della sua mancata rinascita? Mancava di appeal? Forse. E così si ribattezzò Beat. A lui piaceva molto il suo nuovo nome, a Elvis, Jerry Lee Lewis e Little Richard molto meno. 

Ma i loro tempi erano passati, Rock and Roll era un dio affidabile solo a metà. Non sempre trattò con dolce premura i suoi discepoli. Fino a che non assunse nel suo team una stravagante band con accento british. Era il 7 febbraio del 1964. Era The Sullivan Show. Era il delirio.  Era “I want to hold your hand”. Non avete ancora capito? Erano i Beatles. Beat appunto, che ruffiani. Con loro Beat, il dio, finalmente fu ripulito a puntino. I fanciulli di Liverpool fecero quello che nessun altro dio oggi riuscirebbe a fare in Trumplandia: abbattere i confini. L’America non esisteva più. Era il mondo in mondovisione. 

Rock and Roll, anzi Beat, capito bene che questi fab four potevano fare i numeri seri, e proseliti a non finire, se li tenne stretti stretti. Furono anni felici quelli, ma durarono poco. Si insinuarono presto tensioni e liti a non finire che neanche il dio riuscì mai a placare, forse per colpa del caratteraccio ereditato dalla parte paterna. Fu così che decise di abbandonarli senza troppe spiegazioni e loro rimasero senza Beat che, pur di rinascere ancora, cambiò altre mille volte nome. 


L’AUTRICE
Ho scritto 10 romanzi – di cui 2 conclusi e pubblicati -, un corale, un musical, brani, articoli, interviste, pezzi, aforismi, memoranda, lapidari, fiabe e barzellette. Ho vinto qualche premio e ricevuto un po’ di applausi. Poi ho smesso di fumare e ho perso l’appeal, come Vasco da quando non si droga più. Ghost writer di “writers” più famosi. Questo rubrica la dedico a tutti. A tutti quelli che amano l’aroma del caffè mischiato al sapore alcolico dell’inchiostro sul moleskine.
Elisa Mauro

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The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

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