Letteratura

#Libri: “L’esperienza psichedelica” di Timothy Leary sulle orme di Huxley

Apriti sesamo” invocò Alì Babà per aprire le porte della caverna e raggiungere il tesoro. L’origine di questa formula non è chiara: la kabala ebraica, le pratiche magiche babilonesi o il riferimento al processo di maturazione del seme di sesamo, che nascerebbe dallo schiudersi di un guscio. Tuttavia, al di là della genesi, “apriti sesamo” rimane l’incantesimo che permette di accedere ad un qualcosa di prezioso. Carl Jung lo cita nella descrizione del processo per accedere alla vera natura dell’essere umano, al cuore di ciò che rende felici, di ciò che può liberare dalle psicosi.

Quando scrisse della sua esperienza con l’LSD, alla domanda se fosse stato facile riconoscere e seguire la luce, Aldous Huxley rispose “forse […] ma sarebbe stato possibile solo se ci fosse stato qualcuno a guidarmi verso quelle luci. Una persona sola non può farlo. Probabilmente questo è il punto principale del rituale tibetano“. Huxley si riferisce al “Bardo Thödol – il Libro Tibetano dei Morti“, una cerimonia in cui al morente vengono lette le indicazioni contenute nel libro con l’obiettivo di guidarlo attraverso il bardo (il limbo tra la vita e la reincarnazione) e fuori dal samsara (il ciclo di rinascita). Per Huxley, in quel momento, il bardo era l’esperienza psichedelica. Ed era il 1954. 10 anni dopo, nel 1964, Timothy Leary, Ralph Messner e Richard Albert sembrano voler rispondere alla richiesta di Huxley e pubblicano “L’esperienza psichedelica – Manuale basato sul Libro Tibetano dei Morti. Dedicandoglielo.

91yCjAQY6ULSe i tuoi arti si dissolvono nell’acqua su cui cammini, tutto intorno a te si dissolve in quel flusso che schiarisce tutti i tuoi pensieri” (“If your limbs begin dissolving in the water that you tread, all surroundings are evolving in the stream that clears your head” – “Slip inside this house“, 13th Floor Elevators). Dissolversi e riunirsi con le energie universali è stata la ricerca alla base di quel movimento che Leary ha definito la “manifestazione della mente” e che ha guidato l’invasione psichedelica degli anni ’60. L’assunzione di droghe psichedeliche e la contemporanea riscoperta di sostanze precedentemente usate nei riti sciamanici diventò il mezzo tramite cui arrivare a quello stato di totale immersione nel mondo oltre le percezioni fisiche. Un superamento delle barriere mentali che si esplicò in una miriade di sfaccettature: letterarie, cinematografiche e musicali, tra le altre.

Alejandro Jodorowski con il film “The Holy Mountain” o musicisti come 13th Floor Elevators, The Amboy Dukes, Jefferson Airplane, Love, Morgen, Ultimate Spinach, Grateful Dead, Donovan, Electric Prunes e, ovviamente, Jimi Hendrix, Pink Floyd e Doors ne sono solo un piccolo esempio. Lo stesso Leary e i suoi colleghi usano questo tema per pubblicare il libro che, probabilmente, è stato il maggiore punto di riferimento di tutto il movimento psichedelico. Un manuale, come specifica lo stesso scrittore e psicologo statunitense, reso ancora più affascinante dall’esperienza e autorevolezza professionale dei suoi autori. Leary, come Ralph Messner e Richard Albert, ha iniziato l’esplorazione della psychedelia dalla sua cattedra di Harvard, poi abbandonata per l’ostruzionismo dell’istituzione accademica nei confronti dei suoi esperimenti.

9781570627477_1“Lasciati alle spalle le preoccupazioni, vieni con noi e trova i piaceri di un viaggio nel centro della mente. Fai un giro nella terra dentro la tua mente. Oltre i mari del pensiero, oltre il regno di ciò che esiste, attraverso i flussi di speranze e sogni dove le cose non sono quello che sono realmente. Vieni se vuoi” (“Leave your cares behind, come with us and find the pleasures of a journey to the center of the mind. Take a ride to the land inside of your mind, beyond the seas of thought, beyond the realm of what, across the streams of hopes and dreams where things are really not. Come along if you care” – “Journey to the center of the mind“, The Amboy Dukes).

L’esperienza psichedelica” è quindi un vero e proprio manuale che ha l’obiettivo di guidare attraverso la barriera delle comuni percezioni e verso una comprensione più approfondita dell’universo circostante grazie all’abbattimento di quelli che si crede siano i limiti della mente. Come suggerito dallo stesso titolo, il volume ricalca la struttura del “Libro Tibetano dei Morti” e replica il percorso che la tradizione buddhista prevede per attraversare il bardo applicandolo all’esperienza psichedelica.

Erroneamente considerato un testo sulla morte e i moribondi, il “Bardo Thödol” (come sottolineato dal Lama Govinda) è in realtà un libro per i vivi che mostra il percorso verso il superamento dei limiti imposti dalla propria realtà. Metaforicamente, il “Libro Tibetano dei Morti” è un processo di iniziazione che come suggeriscono Jung o, più tardi, Joseph Campbell, richiede di superare l’analisi letterale e di guardare alla morte non come fine della vita del corpo, ma della propria visione limitata del mondo. Attraverso il “Bardo Thödol” si muore per perdersi e fondersi con le mille possibilità esistenti. Attraverso l’esperienza psichedelica si scende nella propria mente per rinascere, liberi.

E come per il limbo tra questa vita e la prossima, l’esperienza psichedelica offre visioni. Positive? Negative? Questa è la chiave di volta. L'”apriti sesamo“, l’incantesimo per entrare in quel mondo di luce, è riconducibile ad un unico concetto: qualsiasi sia l’inferno o il paradiso in cui ci si trova, questi non sono altro che proiezioni della propria mente. I morti, i demoni, le ombre e le luci che assediano tanto la vita reale che quella inconscia sono una proiezione dei limiti che la consapevolezza si è autoimposta, in cambio di un’apparente sensazione di sicurezza e controllo. Seguire la luce che Huxley cercava e da cui è stato spaventato significa essere pronti ad accettare che esista un’infinita varietà di stati di consapevolezza per cui non esistono parole o descrizioni e che questi stati possano esistere ed espandersi oltre ogni possibile concezione umana.

Ci sono e ci sono sempre state persone che non possono fare altro che vedere il mondo e le esperienze in esso come simboli di qualcosa che esiste al di là delle interpretazioni soggettive  “L’esperienza psichedelica, Timothy Leary

Per Huxley, Leary, la filosofia buddhista e tutto il filone psichedelico (che continua tutt’oggi attraverso la “nuova psichedelia”) toccare con mano e arrivare a carpire la complessità e totalità dell’esistenza significa sperimentare la realtà nelle sue molteplici forme. Anche, e soprattutto, quelle sconosciute e che possono terrorizzare, immobilizzare e spaventare.

Are you experienced?” domanda Jimi Hendrix nel suo album di esordio. “Accenditi, sintonizzati, abbandonati” (“Turn on, tune in, drop out“) gli risponde Timothy Leary.


SCHEDA DEL LIBRO

(In lingua inglese)
Timothy Leary, Ralph Messner, Richard Albert, “The Psychedelic Experience: A Manual Based on the Tibetan Book of the Dead
Edizioni
: Penguin Classics
Pagine: 144
Euro: 9,43
Codice ISBN-10
: 0141189630
Codice ISBN-13: 978-0141189635

(In lingua italiana)
Timothy Leary, Ralph Messner, Richard Albert, “L’esperienza psichedelica – Manuale basato sul Libro Tibetano dei Morti
Edizioni
: Sugar Editore
Euro: 35,00
Codice
 ASIN: B076VRHG8P

The Parallel Vision ⚭ _ Stefania Perna)

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