Teatro

#Intervista: Luca Basile racconta il suo teatro fra i vicoli di Roma

Stare sul pezzo. Inizia con questa sensazione, fra urgenza e creatività, la mia intervista a Luca Basile intercettato fra i vicoli di Rione Monti poco prima dell’inizio della “Visita Guidata Teatralizzata” dedicata a Michelangelo. Immergersi in questa esperienza significa abbandonare lo spazio e il tempo che ci circondano per lasciarsi completamente ammantare dall’eleganza della cultura e dall’emozione del teatro. Potevamo noi di The Parallel Vision perderci l’occasione di raccontare questo omaggio alla nostra città?

Competenza teatrale e passione per l’arte sono le caratteristiche fondamentali del format ideato da Luca stesso con la Fenix1530 Luca Basile Production. Lo scorso anno ben 5300 persone hanno goduto in modo originale delle bellezze della Città Eterna. Ogni settimana il cast, tra cui Luca Basile, Elena Perrone, Valerio Di Benedetto, Viviana Colais, Vanina Marini, Matteo Quinzi, Giovanni Bonacci, Max Genco e Simone Giacinti, accompagnano il pubblico in viaggi del tempo senza tempo. Tutti gli attori coinvolti sono professionisti e il gioco di squadra è fondamentale per sostenere il lavoro di ciascuno quando impegnati su altri fronti e palcoscenici come, per esempio, i grandi successi “Che Disastro di Commedia” e “Che Disastro di Peter Pan”.

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Luca Basile

Luca, raccontaci la storia del progetto de “Le Visite Guidate Teatralizzate”.
Questa idea è nata 10 anni fa quando fui chiamato dal mio amico Valerio Di Benedetto a fare una piccola scena del “Marchese del Grillo” a Rione Monti. In quell’occasione io interpretavo tutti i personaggi, mentre Valerio era il Marchese. L’esperienza andò alla grande e notai da subito il grande coinvolgimento del pubblico. Era un progetto in fase embrionale ma proprio da lì è arrivata l’ispirazione per lo sviluppo di un format vero e proprio utilizzando la città come set e palcoscenico. 

Roma vanta delle location originali e di grande rilievo storico e artistico, cose che altri ci invidiano e possono solo tentare di copiare. Quindi perché non esaltare e utilizzare in maniera originale i vari angoli della Città Eterna?

Hai individuato e scelto tu le location più adatte?
Le Visite Guidate Teatralizzate” sono organizzate in collaborazione con “I Viaggi di Adriano. Le tue visite guidate” che ringraziamo perché hanno fortemente creduto in questo mio progetto. Quindi, con il tour operator abbiamo fatto i sopralluoghi e scelto i posti più interessanti e i punti strategici dove sviluppare i vari momenti attoriali. All’inizio eravamo solo 2 attori e oggi siamo una quarantina! È una realtà difficile da comprendere per chi arriva da altre esperienze attoriali. La mia è la scelta di essere attore e imprenditore di me stesso, esigenza che nasce dalla passione per l’arte e per le lingue. “Le Visite Guidate Teatralizzate” infatti si svolgono anche in inglese o in spagnolo, ad esempio. Ci sono attori di madrelingua e siamo riusciti a organizzare persino uno spettacolo in russo, che io conosco. 4 monologhi che hanno rappresentato nel loro genere un’esperienza elettrizzante e fortunata per tutti noi.

Quindi è un’avventura ogni volta molto emozionante anche per voi!
Assolutamente! È ogni volta una grande scoperta. Recitare sotto casa di Caravaggio, Mastro Titta o Michelangelo, solo per citare alcuni fra i protagonisti delle visite guidate, fa effetto. Restituisci valore e significato a luoghi talvolta trascurati. Non ci si limita a guardare stupendi palazzi: gli offriamo un’identità nuova sconosciuta a molti.

Qual è la tua formazione artistica? Sei tu che scrivi tutti i testi degli spettacoli?
Io sono attore e sì, sono l’autore dei testi de “Le Visite Guidate Teatralizzate”. Faccio questa distinzione perché un conto è essere autore di spettacoli teatrali (a breve debutterò a Formia, ad esempio, con uno spettacolo dedicato a “Cicerone e gli Imperatori della damnatio memoriae”), un conto è scrivere di visite teatrali guidate. Solo per alcuni aspetti è più semplice perché la parte nozionistica è curata dalla guida. Dall’altra parte, ogni visita guidata teatralizzata è differente. In Caravaggio c’è uno schema registico che gioca con la guida stessa. Con Trilussa, Il Marchese del Grillo e il Conte Tacchia si rompe la quarta parete, si va incontro al pubblico, lo si “acchiappa”. Quelle come Michelangelo sono un pochino più da buco della serratura: assisti alla storia senza esserne compreso. Sono tutti dei veri e propri viaggi nel tempo dove tutto è dettagliato ed esibirsi la sera è particolarmente suggestivo. Ho visto persone commuoversi per strada, ridere, la distanza fra poltrone e palcoscenico completamente annullata, abbiamo il pubblico a 2 passi. 

Cosa è cambiato da quando hai iniziato a oggi?
La stanchezza! (risate) Oggi siamo più consapevoli sul fatto che traghettiamo cultura. La gente inizia a conoscerci e godiamo di un certo rispetto per strada e questo ci fa molto molto piacere. Sono gli ultimi 3 anni che hanno visto l’esplosione positiva del lavoro svolto pian piano in questi 10 anni. Vantiamo in tutto circa 15 spettacoli e, a volte, in scena contemporaneamente.

Li fate solo in estate?
No, tutto l’anno perché è il caso di utilizzare questi costumi in inverno, almeno siamo coperti! E mica solo d’estate a soffrire fra velluti e giacche dell’epoca! Inoltre quest’anno c’è una grande novità: proprio per festeggiare il decimo anno di attività arrivano le “Visite Guidate Teatralizzate a domicilio”. Un progetto sociale che mira a sottolineare l’importanza di fare e donare cultura, un bene prezioso che dovrebbe essere a disposizione di tutti.

E con le scuole avete avuto delle esperienze?
Moltissime. Le scuole vanno per la maggiore perché è un modo assolutamente didattico ma innovativo per raccontare la cultura. I più giovani si lasciano completamente immergere in questo speciale docufilm teatrale. Il bisogno di sapere per loro è basato su immagini ed emozioni: noi cerchiamo di offrire entrambe.

Capita che il pubblico vi faccia domande e voglia interagire?
Capita che qualcuno del pubblico tenti di improvvisare. Non ci fanno domande nozionistiche perché scompariamo fra una scena e l’altra. È molto importante il backstage per noi. È una macchina silenziosa della quale gli spettatori non si accorgono. Bisogna sicuramente avere una grande capacità di improvvisazione. Se ti entra l’estroso, il matto dentro la scena, tu lo includi. Capita di tutto, come l’Ama che arriva a scaricare la campana del vetro magari sul monologo più bello! Dal punto di vista concettuale il pubblico si immedesima nelle scene riconoscendo nei protagonisti sfide, precarietà e ambizioni comuni. Mi piace pensare che sia un progetto in divenire. Grazie e nonostante noi.

Se tu potessi spostare il format in un’altra città, dove andresti?
A Firenze che, come Roma, è un altro museo a cielo aperto. Sono città che mantengono la magia di quella loro epoca e custodiscono la base della storia e del patrimonio artistico italiano. Sempre tenendo presente i cardini del progetto: cultura, famiglia, improvvisazione e tanto cuore.

Perché è importante seguirvi?
Perché è il modo migliore per conoscere la propria città. Adesso con gli strumenti che abbiamo non si può prescindere da un impatto emotivo anche nell’ambito culturale. Nessuno ascolta più di mezz’ora un discorso ben fatto se non è supportato da emozioni e se non si può immedesimare: noi facciamo questo!

I prossimi appuntamenti ci saranno fino a fine settembre con 3 visite guidate teatralizzate il venerdì sera alle 21.30 e altre 3 il sabato alle 21. Potete seguire gli eventi in calendario all’indirizzo web pigierre.com/visite-teatralizzate.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Giovanna Onofri)

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