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#QuadroDelMese: Giovanni Giacometti, “Pensierosa”, 1913

Pensierosa


Giovanni Giacometti (1868 –  1933) è stato un pittore svizzero che ha gravitato intorno alla corrente espressionista europea, noto per essere stato uno dei fondatori della variante colorista. Nato a Borgonovo di Stampa, un comune nel Cantone dei Grigioni, venne indirizzato alla pittura dalla sua insegnante di disegno che ne riconobbe il talento nel tratto. I genitori, 2 contadini di umili origini, decisero di investire nella sua educazione e nel 1886 gli permisero di trasferirsi a Monaco per frequentare la Scuola di Arti Decorative. Il soggiorno gli chiarì la strada sul percorso pittorico da intraprendere e gli diede l’opportunità di conoscere Cuno Amiet, amico di vita.

Insieme i 2 viaggiarono verso Parigi venendo a contatto con il Salon du Printemps e con le opere del divisionista Giovanni Segantini. Ispirato ma privo di risorse, Giacometti venne però costretto a fare ritorno a Stampa per alcuni anni bui. La rinascita arrivò nel 1893 con la sua prima esposizione ufficiale alla Nationale Kunstausstellung di Berna. Da quel momento la sua carriera prese il volo: in pochi anni ebbe modo di viaggiare in Italia, conoscere l’idolo Segantini, lavorare con lui ad un progetto immenso (poi rivelatosi fallimentare) e rielaborare la sua arte introducendo il colore come elemento primario.

Nel 1912 espose a Dresda e Zurigo con grande successo di critica, trattato dagli artisti della Brucke e dagli avventori della Kunsthaus come un genio del suo tempo. Fino al 1921 gli fu anche concesso l’onore di far parte della Commissione Federale delle Belle Arti, che lo richiamò di nuovo dal ’31 al ’32. Dovette però abbandonare l’incarico per poi spegnersi l’anno successivo a Les Planches, una frazione della sognante Montreux, sul lago di Ginevra.

Pensierosa” è un’opera del suo periodo maturo, realizzata nel 1913, momento in cui aveva il suo studio nella tranquilla Borgonovo, dove si era sposato. La ragazza dai capelli rossi è appoggiata su un divano signorile, sembra impegnata in una conversazione e si accarezza la chioma incurante del pittore. Giacometti amava ritrarre soggetti distratti e assorti in altre attività, cosicché fossero luce e colore a rappresentarne con precisione l’espressione. Anche per questo sceglieva spesso persone di famiglia. L’opera è una prova chiara dell’attività trasversale del pittore di Stampa nell’arte di fine ‘800: in lui si uniscono perfettamente i tratti francesi, tedeschi e italiani della pittura del tempo. Il risultato è unico: segni precisi, colore evanescente e soggetti naturali, per un contributo insostituibile.

The Parallel Vision ⚭ _ Gloria Frezza)

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