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Vino e Arte che passione, immersi nel barocco romano tra 850 etichette

La quarta edizione di Vino e Arte che passione si è conclusa domenica 19 maggio e nonostante il meteo avverso, il giorno festivo e gli ingombranti lavori in corso su Via XXIV Maggio, le presenze presso il Casino dell’Aurora Pallavicini sono state tantissime e il pubblico ha risposto non enorme entusiasmo alla nuova tappa della creatura firmata da Ciro Formisano.

Quest’anno siamo veramente molto contenti” commenta il fondatore di CT Consulting Events. “Il target è sempre molto alto perché il connubio vino-arte è vincente. Questo è il nostro quarto anno di vita e rispetto al primo, il nostro evento è cambiato tantissimo: le aziende che partecipano quest’anno conclamano il successo di Vino e Arte, che si è ritagliato un posto eccellente nel mondo del vino della Capitale“.

Centinaia di degustazioni hanno accompagnato i tantissimi partecipanti di Vino e Arte che passione 2019: dalle bollicine ai vini bianchi e rossi, ai rosati, fino alle grappe. “Le 59 aziende partecipanti arrivano da tutta Italia” continua Formisano. “Oltre all’Istituto Trento Doc che a sua volta ne espone altre 52. Tutto questo è meraviglioso. Abbiamo 850 vini in degustazione in questo splendido luogo a cui tengo tanto perché sono molto legato alla famiglia del principe Pallavicini, in particolare alla principessa Maria Camilla Pallavicini. Un giorno ho chiesto loro la disponibilità di poter realizzare qui questo evento, nonostante normalmente non concedano gli spazi del Palazzo per queste cose. Da quel momento abbiamo sposato una partnership vincente. Questo eccellente connubio è dimostrato dai 1400 accrediti di quest’anno“.

Da una parte una favolosa offerta enologica, quindi. Dall’altra, lo splendore artistico di Palazzo Pallavicini Rospigliosi, culla del barocco romano che domina la Capitale dal colle Quirinale. Al suo interno, il pubblico di Vino e Arte ha potuto ammirare l’affresco de “l’Aurora” di Guido Reni, i dipinti di Luca Giordano e Annibale Carracci, la facciata impreziosita da lastre di sarcofagi romani del II e III secolo d.C., oltre alle sculture antiche della sala centrale, ossia la Minerva, la Diana cacciatrice e “la Pastorella”.

Un evento, quello di Vino e Arte che passione, che non fa che sottolineare l’ottimo stato di salute dell’industria del vino tricolore: “L’eccellenza enologica italiana risponde molto bene” conclude Formisano. “Abbiamo circa 3 milioni e mezzo di etichette in Italia e vino cattivo non ce n’è, nessuno più ne produce. Questo è un orgoglio per noi. La nostra selezione per l’evento avviene con un ‘filtro’: le aziende che ci hanno dato fiducia il primo anno sono quelle che hanno sempre il posto assicurato. Premiamo il fatto di averci scelto quando eravamo ancora sconosciuti“.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
(Foto: © Andrea Adami)

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