Teatro

#Recensione: “Le notti bianche” al Teatro Ghione

Dal 12 al 17 febbraio è andato in scena al Teatro GhioneLe notti bianche”, l’adattamento teatrale dell’omonimo racconto giovanile di Fëdor Dostoevskij con la regia di Francesco Giuffrè, figlio talentuoso dell’amatissimo Carlo Giuffrè, scomparso lo scorso novembre a Roma.

La storia di “Le notti bianche” è quella che conosciamo: lui, schiavo del suo mondo interiore tanto da affogarci spesso dentro come se fosse una febbre, distaccato dalla realtà che lo circonda, quasi privo di strumenti per entrare davvero in contatto con gli altri da non vedere mai rivelato il suo nome (viene chiamato solo “il Sognatore”). Fino all’incontro con lei, Nasten’ka, giovane, bellissima e sola, che si aggrappa alla conoscenza di lui per ingannare l’attesa del suo amore partito un anno prima, che dovrebbe tornare a giorni per sposarla.

le-notti-bianche_teatro-ghione-2019-55I 2 giovani cominciano a raccontarsi le proprie storie e ad avvicinarsi, non prima della promessa che Nasten’ka chiede al giovane protagonista di fare: quella di non innamorarsi mai di lei. Lui promette, rapito da questa improvvisa vita che lo investe, già rassegnato al pensiero di non poterla avere.

Lei, col passare del tempo sempre più consapevole del valore di questo nuovo incontro, realizzato che probabilmente il suo amore non tornerà a prenderla decide di provare ad amare il Sognatore, riempiendolo di una gioia che sarà però breve, interrotta dal ritorno del suo promesso sposo che la porterà via con sé.

le-notti-bianche_teatro-ghione-2019_22Ed è così che il nostro giovane protagonista resterà di nuovo solo con i suoi sogni e con il suo mondo interiore, ma con un grande regalo: “Un intero attimo di beatitudine! È forse poco, sia pure per tutta la vita di un uomo?”.

Sul palco a impersonare questi 2 personaggi ci sono Giorgio Marchesi e Camilla Diana. “Le notti bianche” si apre con un concatenarsi di scene ripetitive volte a sottolineare la solitudine e l’alienazione del protagonista fino all’arrivo di lei, che rende di nuovo vivo e reale il mondo circostante per il Sognatore.

le-notti-bianche_teatro-ghione-2019-34Giorgio Marchesi è veramente credibile e valido nel ricreare un personaggio fragile, commovente e puro, dimostrando una notevole abilità scenica e disegnando la personalità del Sognatore già con l’uso sapiente della sua voce. Camilla Diana, piena di forza interpretativa e bellissima nel suo vestito bianco di scena, per la dirompenza con cui si muove sul palco e la sua giovinezza sembra quasi una Dea.

La nonna cieca che tiene intrappolata Nasten’ka con una catenella cucita al suo vestito, dalla quale lei riesce a fuggire solo di notte approfittando del suo sonno, è rappresentata da un grosso fantoccio di cartapesta, appunto cieco e sordo alla richiesta di libertà della giovane.

le-notti-bianche_teatro-ghione-2019-12La scenografia, magica, viva e romantica è di Fabiana Di Marco, che lascia dei costumi di scena appesi per tutto il tempo, costumi che sotto le sapienti luci di Luca Palmieri diventano personaggi e presenze e fra le altre cose regala una splendida suggestione di pioggia con un ombrello rovesciato e illuminato. Il nostro protagonista si proteggerà dalle gocce che cadono usando un altro ombrello.

Le luci di Luca Palmieri regalano altri momenti molto suggestivi che lo spettatore si porterà a casa, come la scena in cui il Sognatore accende dei lampioni immaginari per raccontare una storia a Nasten’ka, riempiendo così il palco di fasci nel buio che intrappolano lo sguardo. Ma non basta: la sensazione è che ogni singola scena sia stata studiata e immaginata per regalare un colpo d’occhio armonioso e d’impatto al fortunato spettatore, come se ognuna di esse fosse una fotografia da ricordare.

le-notti-bianche_teatro-ghione-2019-39La grande bravura del regista Francesco Giuffrè è stata quella di non lasciare mai soli i 2 protagonisti sul palco, creando movimenti come danze ed evocando presenze reali, ove la storia narra solo di 2 giovani che dialogano per 4 notti.

Dovessi trovare un solo aggettivo per “Le notti bianche”, ecco: questo aggettivo sarebbe “sublime”. Anche se vorrei ancora sottolinearne la poeticità, il romanticismo di cui è pregno, l’incanto e il temperamento forte con cui sono stati disegnati i singoli personaggi.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Valentina Dispari)

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