poesia

Progetto #Paralleli – Poesia: Chiara Virzi, “Marinai”

MARINAI

Sono sveglia.
Sono sveglia.
Sono
Sveglia.
Sono sveglia
Ed è un altro
Il letto,
altre le fasce
altre le facce
altre
le membra.
Con la testa
Rigonfia
Di massa umorale,
Al contrario,
vedo un mondo
con gli occhi
fatti di-versi.

***

Non è poesia, ma
Facciamo che sia
La terra
Ad aver alzato un muro
Tale
Ch’anche davanti agli occhi
Diversi, tali e quali
A quelli dei bambini,
resti incompresa la violenza, la
legittima ignoranza
di sapersi reggere in piedi.

***

Che strano
Questo posto
In cui non siamo
Proprio per niente
A posto,
Questa terra
Non è comunque ancora poesia
Ma noi
Facciamo che lo sia.

***

Che strano anche
L’asfalto
Che sfiorando i piedi
Brucia
Di velocità,
Di violenza
E poi ancora
Di legittima ignoranza
Di sapersi reggere in piedi
Capovolti
Sulla schiena.

***

Che strano poi
L’addio
Dei marinai:
salutano porti
chiudono porte
a qualcuno a cui non importa
che siano uomini o che siano boe
in mezzo al mare,
come in folle
senza testa
senza freno
vado senza mani, ma con la fame
di voler riscattare la propria
religione, etnia, pelle, bocca, parola.

***

Che strano
L’addio
Dei marinai:
riescono a salutare,
senza mai affogare,
qualcuno a cui non importa
quale terra
li abbia abbandonati così
in mezzo al mare
in fila
per un bagno di folli che han perduto la testa
per chissà quale cazzo di terra
che non c’entra con la poesia
ma comunque noi
facciamo che un po’ lo sia.

***

E quando a tutti noi sembrava
Di venire
Da un altro pianeta,
poi tanto soli non si era,
ma solo rari.


Marinai (Beatrice sulla Terra) – sinossi

Un viaggio in mare, un naufragio. L’uomo, o la me stessa, protagonisti di questa poesia esplorano la solitudine e il loro senso di alienazione ed estraniamento come solo un marinaio sa.

Un giorno in un mare, un giorno in un altro, ma sempre la stessa distesa e sempre le stesse mani da guardare al mattino. Le uniche mani su cui può contare.

Il marinaio ideale protagonista di questa poesia a volte si dimentica che non è poi mai davvero solo. Piuttosto, raro.

Compito del poeta, e della poesia, ricordarglielo.

Ricordarle che è sveglia.


Chiara Virzi nasce nel ’91 e inizia molto presto a scrivere di sé stessa.

È così naturale che fare altrimenti non sarebbe altro che un crimine. Inizia a scrivere in versi del suo primo amore, la musica, passando poi attraverso la scoperta della letteratura americana e gli studi in Letterature Moderne. 

Grande maestro di parole, Edgar Allan Poe.

Si dedica alla scrittura di poesie come frutto di un viaggio interiore verso risposte a tutte quelle domande che non si era mai permessa di farsi. Nasce il progetto “Beatrice sulla Terra”.

Smette di vivere fra le nuvole e scende sulla terra, sperimenta la realtà, la sente filtrare attraverso tutti i pori della sua pelle. 

Beatrice è il secondo nome di battesimo di Chiara che lo sceglie come titolo del suo primo progetto lirico.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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