Teatro

Fringe 2019, “Pezzi” trionfa al Teatro Vascello

28 gennaio 2019: il Teatro Vascello ha ospitato la finale del Roma Fringe Festival che per quest’anno ha rotto gli schemi dell’appuntamento estivo spostando la manifestazione nei mesi invernali. Una sfida nella sfida dunque, il teatro off in una stagione off.

Pezzi” di Rueda Teatro, “Radici” di Macondo, “Attesa” di Madiel Teatro e “Un po’ di più” di e con Lorenzo Covello e Zoé Bernabéu sono gli spettacoli che hanno tagliato il traguardo della finale mostrando lo spirito artistico che sottende l’intero festival.

Pezzi_Roma Fringe FestivalNoi di The Parallel Vision siamo stati orgogliosamente parte della giuria critica chiamata a osservare attentamente le specificità delle performance in gara insieme ai preparatissimi colleghi delle diverse realtà culturali romane.

Pezzi” che vede alla regia e drammaturgia Laura Nardinocchi, è la storia delle diverse emozioni che 3 donne coraggiose mostrano dopo la perdita di una figura di riferimento preziosa. Un papà che lascia moglie e 2 figlie, rinchiuse in un qui ed ora che si consuma a dispetto del tempo e dello spazio che inesorabile continua a scandire il suo ritmo, Natale dopo Natale. L’ambientazione natalizia è fulcro per lo sviluppo drammaturgico dell’intera pièce. È infatti in un clima forzatamente di festa che emergono i fantasmi delle sensazioni più dolorose. Così le 3 incredibili protagoniste in scena Ilaria Fantozzi, Ilaria Giorgi e Claudia Guidi, scelgono di affondare nel dolore più nero per ritrovare l’unicità paterna e, contemporaneamente, la forza di guardare avanti, senza più nascondere “la parte rotta come facciamo sempre”. Regia, scenografia, recitazione: “Pezzi” è uno spettacolo che ha convinto in ogni aspetto presentato.

Radici” di Millanta – De Nitto con Antonio De Nitto è un’opera dall’impatto emotivo molto forte. L’obiettivo drammaturgico che riesce pienamente a comunicare al pubblico in sala conduce verso le amare riflessioni circa le diversità che nel doloroso periodo della dittatura nazista divennero un dramma umano che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Anche perché oggi ci troviamo a vivere emergenze spaventosamente simili. La prova d’attore del protagonista è una fra le più belle e complete applaudite durante la finale.

Più è dura, più bisogna avere radici

Il terzo spettacolo in gara è stato “Attesa”, ideato da Elena Oliva in scena insieme ad Alessio Esposito e si è distinto per i dialoghi surreali che lasciano parlare il corpo dei protagonisti e la scena intera curata da Dino Lopardo. Il bisogno di un’identità riconoscibile dalla società e l’ansia per la maternità che la protagonista vive fin da piccolissima, trascinano gli spettatori in un labirinto di risate amare fra i luoghi comuni e il drammatico epilogo. La scenografia ingabbia gli attori come la vita ingabbia ciascuno di noi. La grande efficacia metaforica e analitica di questa performance convince per immediatezza comunicativa.

Un po’ di più” di e con Lorenzo Covello e Zoé Bernabéu chiude la gara dello scorso lunedì 28 gennaio e regala alla platea del Teatro Vascello un momento di rara qualità artistica. Un spettacolo che si muove sinuoso fra silenzi, passi di danza e parole scelte accuratamente e misurate goccia a goccia. Racconta delicatamente il saper aspettare, riconoscersi, allontanarsi e il ritrovarsi. Una tavola imbandita, un asse in equilibrio fra il saper dare e il voler ricevere accoglie e mostra la bravura dei 2 attori in scena.

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“Pezzi”, spettacolo vincitore del Fringe 2019

Alla fine della serata la proclamazione dei vincitori, i cui premi sono stati assegnati dalla giuria di qualità composta da Manuela Kustermann, Antonio Rezza, Ulderico Pesce, Pasquale Pesce e Valentino Orfeo. Il Premio della Critica è stato deciso dalla stampa romana e italiana di settore.

– Miglior Spettacolo 2019: PEZZI

– Miglior Regia: ATTESA

– Miglior Drammaturgia: UN TRAMEZZINO TAUTOLOGICO

– Miglior Attrice: ELENA OLIVA

– Miglior Attore: ALESSIO ESPOSITO

– Premio Spirito Fringe e Premio Special Off: UN PO’ DI PIÙ

– Premio della Critica: UN PO’ DI PIÙ e PEZZI

– Menzione speciale Laici e Periodico Italiano Magazine: RADICI e LA REGINA COELI

C’è un invisibile ma forte legame fra gli spettacoli arrivati fino in fondo che, nella mia analisi finale, scelgo di chiamare “liberi da qualsiasi etichetta”. Ciascuno, attraverso la propria originale drammaturgia, ha mostrato come la gabbia che le definizioni costruiscono è una trappola nella quale inevitabilmente si può cadere ma che dobbiamo coraggiosamente distruggere con il nostro agire. Etichette emotive, etichette di genere, etichette sociali, etichette comunicative. Bisogna essere “Un po’ di più”. Lo dobbiamo a noi stessi e a quella parte della società che ancora non si sente sconfitta.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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