Musica

#Intervista: Diana Tejera “si riprende” Trastevere dal palco del Big Star

È giovedì, e l’appuntamento è al Big Star, dove Diana Tejera insieme ad Angela Baraldi si stanno decisamente riprendendo Trastevere con la forza della musica cantautoriale al femminile. Riprendiamoci Trastevere è un grido di battaglia, ma è anche il nome della loro rassegna che da più di un mese vede alternarsi sul palco cantautrici di grande livello. Da Barbara Eramo a Chiara Civello, da Laura Palumbo fino a Nathalie, ospite della serata dello scorso 17 gennaio dove ho fatto 4 chiacchiere con Diana che mi ha raccontato della sua rassegna con gioia e trasporto, regalandomi anche il titolo del terzo singolo estratto da “Mi fingo distratta” (Filibusta Records – Goodfellas/Believe Digital), suo ultimo lavoro uscito lo scorso 13 aprile.

4_yarabonanni_webCome stai? Come sta andando finora il tuo 2019?
Bene, benissimo, grazie. Sono felice perché questi giovedì qui al Big Star ci stanno dando una grandissima soddisfazione. Già sold-out al quinto giovedì! Abbiamo iniziato quasi verso la fine dell’anno con questa idea, mia e di Angela Baraldi, di una rassegna che non ci aspettavamo ci desse così tanti risultati. Era un sogno, quello di occupare un posto, soprattutto a Trastevere, e creare un punto di ritrovo per chi vuole ascoltare cantautrici e soprattutto musica al femminile che, purtroppo, ad oggi è ancora raro trovare. Ovviamente siamo aperte anche a tutti i cantautori che vogliono partecipare, però c’è un occhio di riguardo chiaramente per le donne. Qui è sempre pienissimo, la gente viene, quindi direi che questo 2019 è iniziato benissimo, non ci possiamo lamentare. Io ho un disco uscito ad aprile, Nathalie anche, il disco di Angela è uscito prima. Insomma, c’è un bel fermento.

Riprendiamoci Trastevere: il plurale immagino sia riferito appunto alle donne protagoniste di questa rassegna. Perché proprio Trastevere?
Sì, esatto. Abbiamo proprio pensato “riprendiamoci uno spazio per le donne”. Quanto a Trastevere, io sono nata e cresciuta in questo quartiere. La cosa divertente è che Angela, che è di Bologna, è venuta a stare qualche mese da me e si è innamorata follemente di Trastevere. A quel punto le ho detto: “Pensa che prima c’era un vero e proprio fermento culturale che ora invece si è spostato al Pigneto”. E quindi ci è venuta in mente quest’idea di riportare il Pigneto a Trastevere riprendendocelo proprio nella sua bellezza, come all’epoca del Folkstudio.

33246733_10213762372228356_8742350470095306752_nParliamo invece del tuo album “Mi sento distratta”, che hai portato in giro per il mondo, specie negli Stati Uniti. Dove tra l’altro non era la tua prima volta. Com’è per te suonare a New York? Che atmosfera si vive, anche rispetto a Trastevere, se vogliamo.
New York non è facile, c’è tanta gente che suona, si crea una certa aspettativa, ma c’è anche un’attenzione sacra per la musica rispetto a Roma. Suonare lì è bellissimo, loro sono molto curiosi, attenti, il musicista italiano a loro sembra molto esotico. È come se ascoltassero ogni parola, pur non capendone il senso, con un trasporto commovente. Nel locale passano sempre con il cappello durante il concerto, quindi oltre al cachet del locale, la gente è davvero generosa con gli artisti. Mi sento molto fortunata, privilegiata, perché anche grazie all’università di Binghamton, dove si sono appassionati alla mia musica, ogni anno mi chiamano a suonare.

2 collaborazioni con 2 letterate finora: Patrizia Cavalli e Sara De Simone. Che tipo di rapporto hai con la poesia e come entra nella scrittura dei tuoi brani?
Io amo molto la poesia, non ho mai capito perché sia così di nicchia. Sono una grandissima fan di Patrizia Cavalli, tratto i suoi libri come fossero la Bibbia. Mai avrei immaginato che sarebbe successo di scrivere addirittura un disco insieme! Avevo musicato una sua poesia, così ho scritto alla casa editrice chiedendo se potessi registrarla e loro mi hanno dato il suo indirizzo e-mail. Ci siamo conosciute e inaspettatamente ci siamo ritrovate a lavorare insieme. Lei scriveva le sue poesie e io modificavo la musica in base alle sue parole, è stato davvero molto interessante. Anche con Sara De Simone è stato del tutto casuale, lei è molto brava a suonare il pianoforte, canta, insomma era già dentro la forma canzone quindi con Sara è stato tutto più semplice. 2 donne, non è stato neanche calcolato, ma io mi riconosco più nelle poesie di Patrizia che in quelle di Pablo Neruda, per esempio. C’è però un poeta che mi piace tantissimo che è Michele Mari. Anche con lui avrei voluto scrivere qualche canzone. Amo molto le parole e chi le sa usare bene, anche quando si parla, mi colpisce molto quando qualcuno ha un uso della lingua corretto, autentico, perché poi molte persone parlano per frasi fatte, per automatismi. Sara mi ha colpita proprio per come parla. Un giorno ero a casa sua e così dal nulla abbiamo iniziato a scrivere ed è nata “Resto sola”, il mio secondo singolo.

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(Foto: Jessica Guidi)

Ci sarà un terzo singolo? Quali sono ora i prossimi passi per il tuo ultimo album?
Sì, ce ne sarà un terzo. Proprio sabato andrò a registrare il video di “Dritto negli occhi”. Poi vorrò farne uscire anche un quarto, io non mi stanco mai.

E invece qui al Big Star? Quali sono i prossimi appuntamenti?
Dopo l’ultimo evento del 24 gennaio con Barbara Eramo e Francesco Forni, il prossimo è previsto per giovedì 31 gennaio e avremo Marcello Murru, un cantautore molto bravo. Il 21 febbraio ci sarà Grazia Di Michele e sono particolarmente felice di ospitarla.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Chiara Virzi)

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