Intervista

#Intervista: Giulia sotto la metro, ironia e cultura in chiave underground

4 dicembre 2018: siete pronti? “Giulia sotto la metro” è (ri)tornata a curiosare fra i teatri romani. C’è aria di feste e la proposta artistica della Capitale è pronta a indossare il vestito buono. Quale migliore occasione per aggiornare la Mappa dei Teatri di Roma? E chi, meglio dell’ideatrice di questo strumento originale e culturalmente innovativo, poteva raccontarci del nuovo progetto?

Ho intervistato la bravissima e altrettanto simpatica Giulia Soi, autrice televisiva e giornalista che, a distanza di 2 anni dalla prima esperienza fra metropolitane e teatri, ci ha spiegato come si è evoluto il progetto oggi. A noi di The Parallel Vision, “Giulia sotto la metro” piace perché rappresenta la ricarica energetica farcita di ottimismo che combatte l’apatia e il disinnamoramento verso la bellezza che ci offre Roma, nonostante le mille difficoltà che attualmente è costretta a vivere.

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Giulia Soi

Giulia, perché hai sentito l’esigenza di pubblicare una mappa aggiornata dedicata ai teatri romani?
Sostanzialmente il progetto com’è adesso è diverso da com’era quando ci siamo conosciute 2 anni fa. Sono ripartita da zero sotto tanti punti di vista e il fatto che ci fossero mappe valide come quelle già pubblicate non voleva significare che dovessero essere relegate al passato o alla vecchia gestione. Quindi, come già abbiamo fatto con la Mappa dei Musei in primavera, in occasione della notte bianca, abbiamo deciso di fare il restyling a quella dei teatri. In questo caso, poiché tengo molto al fatto che l’utente medio romano possa capire che andare a teatro non è un’impresa così impossibile e non è una cosa così distante dalla vita di tutti i giorni, l’idea delle vacanze di Natale in arrivo, il fatto che ci sia tanta offerta, che a Natale il teatro a Roma brilla più che in altri momenti, ho pensato di prendere al volo l’occasione per rilanciare e riaggiustare la mappa dedicata. Ci sono teatri che sono cambiati, io sono più precisa nel criterio con cui traccio le distanze (visto che il pubblico è esigente e bisogna essere precisi al millimetro) e spero che la nuova mappa possa essere un invito per tutti ad avvicinarsi e frequentare il teatro ulteriormente, visto che offre davvero tante possibilità.

La tua risposta mi ha suggerito 2 interessanti spunti di riflessione: cosa è cambiato nel progetto e chi ti ha fatto notare il bisogno di essere ancor più scrupolosa?
La nuova gestione del progetto “Giulia sotto la metro” fa comunque capo a me ma ho cambiato collaboratori che sono molto contenti e scrupolosi nel curare il lavoro con me. Ogni volta che lanciamo una nuova mappa tramite un link in “Giulia sotto la metro” permettiamo alle persone di scaricarsele gratuitamente. In questo modo io ho contemporaneamente una misura più precisa del pubblico con il quale mi interfaccio virtualmente che è un pubblico molto preciso e che si sente di dire la sua e di studiarsi persino le imprecisioni! Ecco perché devo essere attentissima a tracciare le distanze fra le fermate e i teatri, in questo caso.

Criterio di fondo di Giulia sotto la metro è la distanza a piedi dalla fermata di riferimento

Oggi la parola chiave del tuo progetto quale potrebbe essere?
Rimane e sarà sempre per me “ironia”, che è il movente di fondo. Le persone che mi leggono sono persone che non vogliono imprecare a ritmo di “piove governo ladro”. Sono persone che magari preferiscono farsi una risata consapevoli comunque della realtà e del disagio che c’è. Ironia, sostenibilità, meno inquinamento, meno stress e più parcheggio ti fanno dire: meno male che c’è la metro! 

Perché hai ritenuto importante insistere anche sui teatri?
Perché mi piace pensare che uno strumento del genere faccia capire che si può parlare di cultura, di eventi e di cose belle raggiungibili anche in metropolitana. Io ci posso andare persino più leggero a teatro se penso che magari non ho lo stress del dove lasciare la macchina e che mi posso godere la città. È come se la cultura diventasse un po’ più raggiungibile se provassimo a seguire questo ragionamento.

Mappa_Teatri_2018_OKCi sono nuovi progetti per mappe che ci porteranno verso…?
Ho in mente nuove proposte dedicate al cinema, ai monumenti, agli spazi ludici per i giovani e poi chissà!

Ti va di spendere una buona parola per il servizio metropolitano funestato di recente da episodi imbarazzanti?
Quello che a me piace pensare è che i vantaggi siano, nonostante tutto, maggiori dei disagi. È vero che se la prendo rischio che non funzioni e che non passi per venti minuti o che la scala mobile si possa rompere o allagare però è anche vero che se continuiamo ad affollare le strade di macchine non sopravviviamo sicuramente meglio. È vero che viviamo in una città che ha dei problemi oggettivi ma è anche vero che i cittadini non si sono espressi nemmeno quando chiamati a votare per un referendum dedicato proprio ai trasporti pubblici. La volontà del cittadino è importante così come la resilienza verso la sostenibilità al mezzo di trasporto pubblico. 

I racconti di Giulia sotto la metro sfidano le leggi che sfidano la negazione del tempo lungo

Possiamo parlare di una visione positiva che potrebbe incidere anche sulla vita quotidiana?
Prendere la metro ci invita a saper guardare non soltanto il nostro microcosmo, dove un problema influisce sulla positività e funzionalità delle nostre giornate. Se ci rifletti siamo costretti a stare anche 20 minuti dentro a un vagone, a guardarci intorno invece di stare necessariamente sul cellulare e scopriamo persone che potrebbero persino essere stressate quanto noi e quindi gridare: “Mal comune mezzo gaudio”! Pare che a Roma funzioni come sistema per sdrammatizzare!

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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