Recensione

#Recensione: “Appunti per Orestea nello sfascio” al Brancaccino

Sfascio come disfacimento. Sfascio come luogo delle ipotesi e analisi di un progressivo abbandono sociale, economico e politico che raccoglie idee e dubbi che non usiamo più, talvolta senza sapere realmente il perché le abbiamo possedute.

Appunti per Orestea nello sfascio” scritto e diretto da Terry Paternoster e andato in scena al Teatro Brancaccino, è un commedia drammatica che ripercorre i passi del più antico mito greco rivisitandone gli elementi per costruire una nuova ipotesi di ricerca sul disfacimento umano e sociale.

ORESTEA FOTO1 copiaOrestea nello sfascio” è un affondo nella materia drammatica dell’unica trilogia tragica a noi pervenuta, ovvero l'”Orestea” di Eschilo, come spiega la stessa autrice. Coglierne le suggestioni è la funzione di quel sostantivo contenuto nel titolo stesso: appunti.

Il tempo che scorre sempre uguale a sé stesso in un claustrofobico spazio dove l’unico scopo è far dimenticare la propria identità ed Oreste, protagonista maschile della tragedia, introducono il dipanamento degli eventi di una piéce teatrale che richiede un’attenzione specifica ai particolari che compongono l’insieme.

PatriziaCiabatta_VenanzioAmoroso_AppuntiPerOresteaNelloSfascioLa scena iniziale serve letteralmente a costruire lo spazio che sostiene il resto dello spettacolo a corollario della ricongiunzione fra Oreste (Venanzio Amoroso) e la sorella Elettra (Patrizia Ciabatta). Due figure tormentate che ben rispecchiano i ruoli confusi ai quali sono ormai confinati i protagonisti reali di questa era che convenzionalmente definiamo contemporanea.

Oreste dopo il lungo confinamento voluto dalla madre a causa della sua omosessualità, è costretto a rivedere la sua famiglia per via della morte del padre. Il confronto con la sorella porterà il giovane ad accettare e scoprire una nuova identità e gli darà il coraggio per muovere le sue azioni verso il drammatico atto finale nei confronti della figura materna.

P1050505 copiaAmbientato in Puglia nel cuore dell’altra Terra dei Fuochi, dove Elettra e Oreste sono al centro di un intrigo di scandali sessuali, omicidi mafiosi e rifiuti tossici, “Appunti per Orestea nello sfascio” è l’analisi grammaticale del dubbio, dell’esistenza e delle frasi, o momenti di vita, che li compongono.

La colpa è di chi si discolpa

Nessuna risposta e nessuna domanda rappresentano il fine di questa interessante performance che instilla intelligentemente negli spettatori il dubbio di aver realmente compreso ciò che i due protagonisti in scena vogliono comunicare. Ed è proprio questo uno dei punti di forza della drammaturgia presentata.

Non è necessario infatti sempre ed in ogni caso discutere sull’esistenza del giusto e dello sbagliato quanto provocare e suscitare l’urgenza di una nuova coscienza collettiva: non casuale ad esempio il riferimento in scena al capolavoro “1984” di George Orwell.

P1050985 copiaDi questo spettacolo sono da premiare, oltre all’ottima prova dei due protagonisti, la cura per i movimenti scenici, la musica scelta e la scenografia che disegna un incrocio di possibilità al centro del quale è stato posizionato un altare multifunzionale simbolo delle nostre vite.

Una scala (contenitore di libri, di cultura, di curiosità) è opposta ma non contrapposta nello spazio scenico agli oggetti che raccontano la scelta del viaggiare, metafora della ricerca interiore e della consapevolezza.

P1050936 copiaGiocattoli di un passato non troppo lontano sono sì opposti, ma in questo caso contrapposti alla discarica idealmente tracciata e che rappresenta la tragica fotografia delle identità invisibili, del non coraggio politico, sociale ed umano attuale. Un plauso dunque al bel lavoro di Eleonora CadedduPierfrancesco Rampino (assistenti alla regia), David Barittoni (luci) e Ambramà, che ha curato la scenotecnica.

C’è speranza alla fine della profonda riflessione offerta dallo spettacolo? Forse il segreto è contenuto nel bellissimo brano “Un mondo difficile” di Tonino Carotone che avvolge le ultime scene: “è un mondo difficile e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto, il fuoco e l’acqua con certa calma, serata di vento e nostra piccola vita e nostro grande cuore”.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Raffaella Ceres)

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