Arte

Liu Bolin, l’Uomo Invisibile in mostra al Vittoriano

Liu Bolin è il testimone silente di una violenza subita in prima persona e ha così deciso di raccontarla al mondo con la sua protesta personalissima, senza usare le parole né compiere gesti plateali o trasgressivi. Al contrario, Bolin sceglie di sparire, di mimetizzarsi. meglio, di farsi “assorbire” dai luoghi visitati. Da qui nasce il soprannome di “Uomo Invisibile”, la sua incredibile tecnica di camouflage e le straordinarie performance in tutto il mondo.

Fino a domenica 1 luglio avrete modo di ammirare le sue opere in “Liu Bolin – The Invisible Man”, la mostra allestita presso il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini e curata da Raffaele Gavarro che mette assieme oltre 70 fotografie (la maggior parte di grandi dimensioni) in cui Bolin “affonda” nel Colosseo, nell’Arena di Verona, nel Duomo di Milano, nella Reggia di Caserta.

L’episodio scatenante che ha dato il via alle sue creazioni risale al 2005, quando l’amministrazione di Pechino decide di radere al suolo il quartiere di Suojia Village, abitato da tanti artisti molto critici nei confronti del governo cinese. Tra cui, ovviamente, anche Liu. Il suo studio è spazzato via in quella occasione e al performer viene l’idea di mimetizzarsi tra le macerie di quel luogo e di farsi fotografare, dando il via a una protesta silenziosa che da quel momento ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo.

Quando nel 2005 venne distrutto il mio studio” racconta lo stesso Bolin in conferenza stampa, “capii che la scultura (di cui si occupava fino a quel momento, ndr) non poteva darmi i mezzi che mi servivano per esprimermi. In 13 anni mi sono sempre occupato della dissoluzione dell’uomo in mezzo alla realtà. È una reazione, per poi fare un sacrificio nella direzione dell’anima“.

Liu Bolin” espone in anteprima mondiale anche alcuni scatti realizzati appositamente per l’evento di Roma, come le sue “sparizioni” nel Colosseo o nella Reggia di Caserta.
Bolin si fa cosa tra le cose, esattamente dove sta andando l’arte contemporanea oggi” sottolinea il curatore Gavarro. “Non è un mimetizzarsi, ma un farsi parte delle cose per conoscerle meglio, per conoscere sé stesso. Il suo è un lavoro intimamente politico, connesso all’idea di conoscenza: parte dal suo studio distrutto per arrivare a parlare dei migranti, attraversa il mondo come se fosse parte del nostro quotidiano. La mostra ha diversi strati e livelli di lettura, come tutta la grande arte”.

Liu Bolin – The Invisible Man” è stata organizzata e prodotta da Arthemisia in collaborazione con Boxart di Verona, la galleria che ha portato il lavoro dell’artista cinese in Italia ed è la più grande antologica mai realizzata nel nostro Paese. L’ingresso è di 12 euro, ridotto 10 euro. Biglietto congiunto Liu Bolin + Monet: 21 euro, ridotto 18 euro.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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