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“Alla ricerca del tempo perduto” in mostra alla Casa del Cinema

Un viaggio alla ricerca di Proust, passando per il suo romanzo epocale e le atmosfere di un immaginario che ispirò il progetto di trasposizione cinematografica mai compiuto da Luchino Visconti. Alla Casa del Cinema va in mostra dal 19 febbraio al 19 marzo “Alla ricerca del tempo perduto“, l’epopea proustiana vista attraverso le opere degli allievi del secondo e terzo anno del corso di Scenografia e Costume della Scuola Nazionale di Cinema.

Le opere in mostra passano in rassegna i luoghi della Recherche come il celebre Grand Hotel Balbec, dove Proust trascorreva le vacanze estive, rappresentato attraverso i diversi stili degli allievi. La terrazza sul mare di Giuliana Pavesi ha una luce dorata al tramonto che strizza l’occhio alla pittura impressionista, mentre la stanza di Marcel di Cristiana Di Giampietro è un connubio tra un’alcova del rinascimento e una anonima stanza parigina di fine ‘800. Il ristorante elegante sulla costa di Marta Montani, invece, gioca sull’alternanza tra il tratto e il colore per restituire alle spiagge proustiane il sapore della memoria e del riflesso della luce.

1-Marchesa di Villaparisis - Figurino di Silvia RomualdiOgnuno dei bozzetti di “Alla ricerca del tempo perduto” ha una sua precisa connotazione stilistica, frutto dell’assemblaggio di citazioni, invenzioni e conoscenze che hanno contribuito a ricreare il clima intenso dell’epoca in cui il romanzo è ambientato. Quella stessa intensità che guidò Luchino Visconti, al quale la mostra è dedicata, nella preparazione meticolosa di “Alla ricerca del tempo perduto“, probabilmente il più noto incompiuto della storia del cinema. L’ingresso è gratuito.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


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