Musica

One Little Indian produce l’“America” di Olga Bell

Ha scelto il Giorno dell’Indipendenza, il 4 di luglio, per presentare a noialtri il suo nuovo Ep chiamato “America” e prodotto da One Little Indian. L’artista in questione è Olga Bell, nota soprattutto per la sua esperienza musicale nei Dirty Projectors di New York. C’è chi ha definito questo suo ultimo lavoro “soul music for the dance floor”.

Qualcosa del genere ho pensato anche io quando ho ascoltato per la prima volta “America” e per la prima volta in assoluto Olga Bell. Che si tratta di  musica “buona”. “Questa è buona”, ho pensato. Dalla voce inconfondibile coi suoi mezzi toni alti che salgono sempre di un’altra metà, un’asticella oltre dove non si immagina, Olga nasce in Russia, nella capitale Mosca, e cresce in Alaska.

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Olga Bell (Foto: © Chad Kamenshine)

Il caldo che ha dentro non basta a sciogliere il freddissimo che conserva quei luoghi e, come fanno in molti, per lo più artisti, decide di abbandonarli per quell’esplorazione che è prima di tutto umana, sensoriale, cellulare, e dopo, solo dopo, logistica. Olga in “America”, con la sua voce, la sua musica, dà carne a un’anima che si pensava potesse vivere solo in silenzio, nell’ascolto perenne del mondo.

Invece parla e canta, si confonde e ci confonde in quell’implosione che è tipica di ogni traccia, originale o riadattata, che incontriamo lungo il breve e spettacolare viaggio in “America”. Sembra sia da sola a commemorare l’indipendenza di un popolo fatto di tanti, tantissimi che si sono contagiati dell’altro senza paura di ferirsi, di uccidersi persino, perché si rinasce sempre in fondo, e invece c’è sempre chi è pronto a mettersi al suo fianco.

olga-bell-america-ep-2017-2È il caso di Grime Kahn di Bristol che remixa la title-track con virtuosismi e liriche che non sembrano sposarsi a un genere così frantumato. E invece: cinque brani decisi, di cui tre versioni di “America” e  i due inediti “Special leave” e “Cab driver”. La tendenza è classica, ovunque, come a non tradire le radici di conservatorio, vecchi pianoforti a muro e ore e ore spese a suonare e riprovare.

Olga Bell si è incarnata in un nuovo stile, quello elettronico, ne ha sfruttato le caparbietà, ne ha diretto le particolarità e oggi approda in un mondo costellato di meraviglie, come quelle di Alice, che vaga ininterrotta nei suoi sogni e all’occorrenza si fa piccola e poi si fa grande e infine combatte la crudeltà con quella leggerezza che solo chi ha intelligenza sa sfruttare al meglio.

Così Olga, che si perde dentro New York e fa perdere New York con la sua musica e quei beats ideati, realizzati e incisi ad arte. Definita “potente” da The New York Times e acclamata e applaudita con il suo lavoro precedente “Tempo”, che per il famoso magazine americano Pichfork è tra i venti album pop/r&b più cool in circolazione, OlgaAliceBell sarà in grado di meravigliarci ancora. Al prossimo sogno.

The Parallel Vision ⚭ _ Elisa Mauro)

olga-bell-america-ep-2017

Olga Bell
 – America Ep
Etichetta: One Little Indian / Audioglobe
Anno: 2017
GenereElettronica

Tracklist:
1) America
2) America – Instrumental
3) America – Kahn remix
4) Special leave 
5) Cab driver 

Info:
Pagina Facebook Ufficiale
Sito Ufficiale

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