Live report

#LiveReport: Giulia Ananìa alla Casetta Rossa

Giulia Ananìa è una di quelle persone che non permetteranno mai alla romanità di scomparire, a quel modo severo e fregnone, malinconico e “bono”, di rivolgersi agli altri e accoglierli, magari per percularli, ma mai con cattiveria. Giulia Ananìa scrive bellissime canzoni, le suona e le canta per sé ma ne compone anche per tanti altri, tipo Emma, Malika Ayane e Paola Turci, per fare tre nomi.

Questa splendida figlia di Roma ha suonato venerdì 14 luglio sul palco della Casetta Rossa a Garbatella, uno dei cuori pulsanti della romanità doc, presentando “Come l’oro” (Bassa Fedeltà/Warner Chappell Music Italia), il suo primo disco uscito circa tre mesi fa, al numeroso pubblico accorso in Via Giovanni Battista Magnaghi 14.

Come l’oro” è un album fatto di parole, più che di musica. Ai pezzi presenti in scaletta si alternano infatti le “Poesie al telefono” di Giulia o quelle del Pinto, uno dei Poeti del Trullo. Ma le stesse canzoni sono poesie: l’attenzione ai testi e l’emozione che trasmettono sono il valore aggiunto di un progetto che comunque conta sulla doppia (buona) produzione di Matteo Cantaluppi e Marta Venturini, affiancati dalla stessa autrice romana.

È scontato dire che Giulia è una di quelle che mantiene viva la linea tracciata prima di lei da Gabriella Ferri e che ha la capacità di raccontare il presente in modo evocativo e cinico al tempo stesso, quell’essere burbera e romantica che forse solo alle romane riesce così bene.

Ma rispetto a una come Carmen Consoli, ad esempio, che sembra le siano capitati solo i più grandi stronzi del Creato, Giulia tira fuori una rabbia diversa nei confronti degli amori infranti. Perché rabbia non è, alla fine, ma dispiacere, malinconia. Forse erano solo un po’ bastardi, in fondo. O forse a Giulia non piace perdere tempo a recriminare e preferisce crogiolarsi nei ricordi. Un po’ rockstar, un po’ fregnona.

Le canzoni che ha suonato alla Casetta Rossa, comunque, sono state una più bella dell’altra. Dai due singoli “RomaBombay” e il nuovo “Le stelle cadono” alle meravigliose “Come l’oro“, “Dove vanno gli amori quando finiscono“, “Il volo” cantata assieme al rapper romano Lucci Brokenspeakers, “Se ti ho mancato amore“.

La sua abilità nel mescolare un limpido gusto pop con la canzone romana, il rock graffiante con l’elettronica, le consentono digressioni e aperture di ogni genere, come appunto gli innesti rap di Lucci. Quel rap che, come sostiene da anni Elena Bonelli, ha molto a che fare con lo stornello, tanto da averci creato un concorso per musicisti emergenti, appunto “Dallo stornello al rap“.

giulia-anania-come-l-oro-1Giulia Ananìa è soprattutto una bravissima autrice, comunque. E alla Casetta Rossa, alla Festa dell’Altra Estate 2017, si è circondata di musicisti altrettanto eccellenti come Felice Zaccheo (chitarre), Stefania Nanni (synth, fisarmonica), Filippo Schininà (batteria, percussioni) e Gian Maria Camponeschi (basso), sul palco assieme all’attore Michele Botrugno.

Ne è uscito uno spettacolo fatto, suonato e cantato con il cuore da una romana per Roma, da un’artista che in scena non recita il suo personaggio ma è esattamente come quando, sotto al palco, abbraccia tutti, sorride, firma copie del suo disco, va a prendere il tiramisù per il resto della band con la chitarra in spalla.

Trovatemene un’altra come lei e vi pago l’ingresso al Gay Village di venerdì 4 agosto, prossimo appuntamento live con Giulia Ananìa e l’oro di Roma che gronda dalla sua musica.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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