Fotografia

Vivian Maier, la bambinaia di New York divenuta leggenda della fotografia

Vivian Dorothea Maier era una bambinaia di New York, nata nel Bronx e vissuta tra la Francia e gli Stati Uniti. Faceva foto per puro diletto, senza particolari ambizioni, mossa solo dalla sua immensa passione per le persone e i volti della gente che incrociava per strada. La sua curiosità le permise di mettere assieme un’enorme mole di materiale, circa 150.000 negativi e 3.000 stampe, venute alla luce per puro caso vicino Chicago grazie a John Maloof, un agente immobiliare che nel 2007 compie una delle scoperte forse più importanti di questi ultimi anni.

Perché il lavoro della Maier si rivela di grandissima qualità e soprattutto importantissimo per raccontare la società americana del secolo scorso attraverso un occhio sorprendente e del tutto inedito, esposto fino al 18 giugno presso il Museo di Roma in Trastevere.

Vivian Maier – Una fotografa ritrovata” è a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro e mette in mostra 120 fotografie (a colori e in bianco e nero) realizzate dall’artista americana tra gli anni ’50 e ’70, i cui soggetti principali sono persone anziane, vecchie signore di Chicago e il mondo urbano della comunità afroamericana. Scatti meravigliosi, incredibilmente rimasti inediti fino a pochissimi anni fa e adesso racchiusi finalmente in una retrospettiva che ha tanto il sapore dell’evento imperdibile.

Vivian Maier era profondamente interessata a tutto quello che la circondava. Le sue foto erano sommerse dentro a un magazzino pieno di oggetti e cianfrusaglie e solo una casualità ha permesso a Maloof di entrare in possesso di questo piccolo tesoro. “Nel 2007, mentre lavoravo a un libro sulla storia degli abitanti di Portage Park, una comunità nel nord-est di Chicago, mi sono imbattuto casualmente nell’archivio fotografico di Vivian Maier. La serie di eventi scatenata da questa scoperta ha scombussolato non solo il mondo della street photography ma anche la mia vita“.

Le opere esposte in “Vivian Maier – Una fotografa ritrovata” non sono mai state presentate al pubblico mentre l’artista era in vita e molti dei suoi rullini dovevano ancora essere sviluppati. Avrete quindi modo di conoscere e apprezzare l’acume di una donna che non ha mai creduto fino in fondo nelle sue capacità artistiche ma che grazie a un destino benevolo è stata strappata all’oblio e consegnata al patrimonio culturale del nuovo millennio.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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