Intervista

#Intervista: Giorgio Poi in tour con “Fa Niente”

Tre progetti musicali, chitarre sparse per tutta Europa. Cantante e chitarrista, Giorgio Poti a vent’anni è partito da Roma per andare a studiare chitarra jazz alla London’s Guildhall School, nel 2006 ha fondato i Vadoinmessico con i quali ha pubblicato il fortunato album “Archaeology Of The Future” e nel 2016 ha tramutato il progetto dandogli un nuovo nome: Cairobi.
Giorgio Poti vive tra Londra e Berlino, adesso è in tournée con il suo primo disco solista in italiano pubblicato con Bombadischi/Universal: “Fa niente”. Per questo nuovo progetto ha tolto una “t” dal suo cognome ed è diventato Giorgio Poi. Ci prendiamo un caffè al Teatro Olimpico per una chiaccherata in vista del release party di venerdì 24 marzo al Quirinetta.

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(Foto: © Matteo Casilli)

Giorgio, mi racconti come sono interconnessi i tuoi progetti “Vadoinmessico”, “Cairobi” e Giorgio Poi?
I Vadoinmessico inizialmente avevano sede a Londra. A un certo punto il centro si è spostato verso Berlino. Dei cinque membri del nucleo iniziale eravamo rimasti tre ed era cambiata anche la musica. Ormai stava diventando un’altra cosa. Abbiamo sentito che fosse anche il momento di cambiar nome. Tra l’altro “Vadoinmessico” era troppo difficile per un progetto internazionale, andava bene in Italia ma non per l’estero. Così sono nati i Cairobi.

Il disco omonimo “Cairobi” è uscito in contemporanea a “Fa niente”, che invece è il tuo progetto da solista… Come stai organizzando la promozione?
Per il nuovo disco “Cairobi” è in corso una campagna promozionale in inghilterra, Francia e Germania, mentre in Italia, per non creare sovrapposizioni con “Fa niente“, non sto spingendo il progetto. Per il momento sto tenendo le due cose nettamente divise. In questa tournèe non canto nulla né dei Vadoinmessico né dei Cairobi. Scissione netta.

In “Fa Niente” per la prima volta ascoltiamo dei tuoi brani in italiano. È la prima volta che scrivi testi nella tua lingua madre?
Avevo scritto delle canzoni in italiano a tredici anni, qualcosa anche a 16, in tutto saranno state quattro canzoni. Ma la mia lingua è sempre stata l’inglese. Stando all’estero ho parlato l’italiano con pochissime persone in questi anni: la quotidianeità era in inglese. Ho quindi ricreato una mia relazione con la lingua italiana, con il cinema, il cibo…

giorgio-poi-6Con i nomi degli oggetti di casa… Vedi friggitrici e tovaglie…
Esatto! Mi sembravano parole provenienti dal passato. Ho cominciato a sentirmi attratto dalla lingua e quando ho iniziato a scrivere ho avuto una sensazione di novità. Mi sembrava di esplorare un mondo conosciuto ma allo stesso tempo nuovo.

Ci sono delle influenze particolari come libri o dischi che ti hanno guidato in questa riscoperta dell’italiano?
Ho ascoltato molto Lucio Dalla, Paolo Conte, Vasco Rossi, Lucio Battisti… E letto principalmente letteratura italiana: Gadda, Flaiano

Quanto tempo è intercorso dalla prima canzone che hai scritto di “Fa niente” alla conclusione del disco?
Circa sette mesi.

giorgio-poi-4In quale città l’hai registrato?
A Berlino.

In uno studio di registrazione?
In una “stanzetta” dove vado a suonare, che non si può chiamare propriamente uno studio. Una stanza dove ho le mie casse, i miei strumenti, qualche microfono… Ho registrato tutto da solo, ho suonato il disco interamente da solo. Mi sono chiuso lì dentro, ho lasciato il resto del mondo fuori e ho scritto.

Hai adoperato effetti per la voce?
Me lo chiedono spesso! Si crede che ci sia un pitch shifter… Invece no. Sembra modificata, credo sia perché il mio registro è abbastanza alto… Ma la mia voce suona così. Non ci sono effetti, sono due voci sovrapposte… Giusto un po’ di riverbero, le cose normali!

giorgio-poi-5Che chitarre hai usato nel disco?
Quelle che si sentono sono delle chitarre giapponesi degli anni ’60… Che costano pochissimo! Ne avevo di più preziose ma una volta scoperte queste le ho vendute tutte, me ne sono comprate sei e le tengo nei vari luoghi geografici in cui le uso.

Allora adesso vogliamo la mappa delle chitarre giapponesi di Giorgio Poi!
Sono sparpagliate: un paio a Londra, una a Berlino, due a Roma, una a Parigi…

Tra Londra e Berlino quale città ti sta dando di più dal punto di vista musicale?
Non so cosa delle due città mi stia influenzando precisamente, sicuramente le ho vissute in maniera diversa. A Londra ho studiato, ho vissuto pienamente la città, ho suonato tanto, ho ascoltato molti concerti… La mia formazione musicale si è costruita lì. A Berlino invece mi sono chiuso in studio e ho elaborato ciò che avevo vissuto a Londra. Sono andato lì proprio con questo desiderio.

giorgio-poi-7Un gruppo londinese che mi consiglieresti di ascoltare?
I Micachu & The Shapes, che hanno studiato alla London’s Guildhall School come me. Uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Una scrittura personalissima.

A proposito della Guildhall School… Com’è stata la tua esperienza lì? Come mai hai scelto  di studiare chitarra Jazz?
È stata un’esperienza bellissima. Ho studiato chitarra jazz sapendo sin dal principio che nella vita non avrei voluto suonare quel genere. Volevo capire meglio la musica, imparare dal jazz e poi seguire il piano iniziale che mi ero prefisso a 18 anni. Quello di scrivere canzoni.

Quindi sin dall’inizio ti sei immaginato come cantautore?
Sì. Ho fatto il mio ultimo solo jazz all’esame finale della Guildhall. Mi piace ascoltare il jazz ma è un mondo talmente a sé… Talmente difficile… Non è quello che volevo fare.

giorgio-poi-3Come sei arrivato a Bomba Dischi?
Ci conoscevamo già all’epoca dei Vadoinmessico, ma non era un progetto che puntava all’Italia… Quando ho iniziato a scrivere “Fa Niente” ho mandato le prime tre tracce a Davide Caucci. Gli sono piaciute… Ed eccoci qui.

Il 24 marzo presenterai “Fa niente” al Quirinetta. Con chi suonerai?
Con Matteo Domenichelli al basso e Francesco Aprili alla batteria. Due musicisti giovani, fortissimi coi quali sto facendo tutta la tournée. In apertura ci sarà Mèsa, una proposta dei ragazzi di Bombadischi.

Senti una differenza tra il pubblico italiano e quello estero quando suoni?
Per ora posso dire che il pubblico italiano mi sembra molto più attento di quanto mi aspettassi!

giorgio-poi-8– Le prossime date del tour “Fa niente“:
24 marzo – Roma, Quirinetta
25 marzo – Torino, Officine Corsare
29 marzo – Foggia, Jaco Associazione di Promozione Sociale e Culturale
30 marzo – Monopoli (BA), Dirockato Monopoli Winter
31 marzo – Taranto, Secret Show
1 aprile – Napoli, Lanificio 25
22 aprile – Parma, Tracks Parma
23 aprile – Genova, Supernova Festival Genova
25 aprile – Padova, En Plein Air – Anfiteatro Del Venda
6 maggio – Verona, Sziget & Home Sound fest – Fonderia Aperta Teatro
19 maggio – Brescia, Quasi Adatti – La Festa Indipendente

Info:
Pagina Facebook Ufficiale

(© The Parallel Vision ⚭ _ Margherita Schirmacher)

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