Cultura

#Recensione: Joshua Hyslop, “In Deepest Blue”

Partiamo da un presupposto: Joshua Hyslop scrive belle canzoni acustiche. Non capolavori, intendiamoci. Ma musica godibile, tranquilla, viva. Il suo modo di comporre è semplice e lineare, pochi arrangiamenti e tanta melodia, che rende “In Deepest Blue” un disco di discreto spessore.

Pubblicato in versione digitale nel 2015, l’album di Hyslop è stato rilasciato lo scorso 21 ottobre anche in formato fisico per Nettwerk/Bertus, con l’aggiunta di due bonus track. Ad oggi, le riproduzioni su Spotify dello splendido singolo “The Flood” sfiorano i 5 milioni e mezzo.

Semplicità e pulizia, dicevo, sembrano le chiavi vincenti di Joshua, songwriter di origine canadese che non a caso ricorda parecchio il connazionale Bon Iver con il suo approccio folk spruzzato di archi e malinconia, caratteristica che gli permise di emergere nel 2012 col primo Lp ” Where the Mountain Meets the Valley“, sempre per Nettwerk.

In Deepest Blue” è un disco ben scritto e ben suonato, che sicuramente farà la gioia di chi ama le atmosfere morbide che solo un arpeggio di chitarra acustica sa garantire. Joshua, tra l’altro, ha attraversato gli Stati Uniti esibendosi in oltre 50 “house shows”, condividendo con le famiglie e le persone incontrate lungo il percorso la propria musica in contesti perfettamente in linea con il suo modo di esprimersi.

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(Foto: Herman Sixma)

Le 12 tracce di “In Deepest Blue” sono piccoli luminosi racconti dalla luce tenue, un folk pop di buona fattura senz’altro composto con cuore e sensibilità dove chitarre acustiche, banjo, ukulele e pianoforte si intrecciano alla voce di Hyslop con armonia e dolcezza, descrivendo qualcosa di autentico.

Voglio che le persone ascoltino ‘In Deepest Blue‘ dall’inizio alla fine“, racconta il musicista. “Se riescono a connettersi con la musica in maniera corretta, quello che sentiranno sarà ottimismo, qualsiasi cosa esso significhi. Al di là di tutto il caos, infatti, puoi trovare il ‘Deepest Blue’, cioè la calma che ognuno di noi possiede, la speranza che portiamo dentro“.

È questa catarsi che sta alla base del disco. L’empatia di Joshua tende ad espandersi per essere incanalata nel processo di scrittura, dove i suoi sentimenti diventano gioiellini cantautorali che accarezzano e si fanno accarezzare. Nel caos di oggi, “In Deepest Blue” è un disco che regala ossigeno fresco.

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Joshua Hyslop – In Deepest Blue
Etichetta: Nettwerk
Anno: 2016
Genere: Indie Folk, pop

Tracklist:
1) The Flood
2) Falling
3) Everything Unsaid
4) Living & Dying
5) Let It Go
6) Last Train Home
7) Runs & Winds
8) In Deepest Blue
9) Come Away
10) Instrumental
11) Gone
12) Tonight
13) The Spark (bonus track)
14) The Flood – Acoustic (bonus track)

Info:
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